Casinò di Campione: l’era Claudio Sadler al Ristorante Riviera

A Campione il ristorante Riviera presenta la svolta: Sadler e la ristorazione stellata come rilancio del territorio.

Il nuovo presidente del Casinò di Campione Guarini inaugura la stagione del rinnovamento con una serata da oltre cento ospiti e una visione chiara: eleganza, territorio, eccellenza.

Il Casinò di Campione ha scelto di ricominciare dall’alta cucina. Non da un jackpot, non da una campagna pubblicitaria, ma da una cena. E non una cena qualsiasi: cento ospiti, un ristorante elegantemente rinnovato, uno chef tra i più rispettati della cucina italiana e un presidente nuovo di mandato che ha deciso di presentarsi al territorio. C’è un’ambizione precisa, dietro quella scelta.

Oltre cento ospiti. La sala piena, l’aria carica di attesa e di profumi che arrivavano dalla cucina prima ancora che i piatti raggiungessero le tavole. Il Casinò di Campione d’Italia ha aperto il 24 febbraio 2026 un capitolo che sembra, e forse è, un vero e proprio nuovo inizio. Al Ristorante Riviera nel Salone delle Feste, con tutta la sua eleganza discreta.

casinò di campione storiedicibo

Sul palco, alla fine, Claudio Sadler ha presentato la sua brigata con la soddisfazione di chi sa di aver fatto un buon lavoro. Accanto a lui, Andrea Gianella e Giacomo Lovato, i due chef del ristorante Sadler al Baglioni di Milano — e di Incontri, il format «chic and quick» dello stesso gruppo, diventato nel tempo uno spazio per serate a tema, scuole di cucina, team building e cene private su prenotazione. Una squadra consolidata, portata sul lago come avanguardia di qualcosa che potrebbe diventare strutturale.

Le note didi Mery Gargy hanno cucito insieme i tempi della serata creando quella cornice sonora che nelle grandi occasioni si sente ma non si vede, e che è esattamente dove deve stare.

Il percorso gastronomico è stato dichiaratamente lombardo, stagionale, radicato. Sadler lo aveva anticipato dal palco con una semplicità disarmante: “Siamo dedicati a una cucina del territorio”. Ma sotto quella semplicità c’era una tecnica chirurgica e una visione precisa: recuperare la tradizione, trasformarla in qualcosa di più moderno, più leggero.

Si è cominciato con un’insalata di gallina faraona con crème caramel di foie gras e carciofi: un antipasto che nei suoi tre elementi racconta già la firma dello chef — il prodotto riconoscibile, la tecnica che sorprende, la stagione rispettata.

A seguire, il piatto che forse più di tutti si è guadagnato il silenzio in sala: un risotto all’acqua di funghi porcini con polvere di funghi trombetta, «molto semplice ma veramente intenso di sapore» nelle parole dello stesso Sadler.

Il secondo principale era un filetto di vitello cotto a bassa temperatura, rifinito in forno con crema di salvia alla griglia e rapa rossa.

In chiusura, uno strudel reinterpretato: dentro, arance amare, una loro skin candita e un sorbetto di arancia. Fuori, salsa di cioccolato amaro. “Uno strudel un po’ strano”, lo ha definito il suo autore, con quel pizzico di understatement trentino che gli appartiene.

Come dichiara Sadler: “Sento una naturale sintonia con il Ristorante Riviera, dove vorrei portare in futuro alcune idee della mia cucina e della mia visione. Questa cena nasce con l’intento di condividere un’esperienza gastronomica che racconta il mio modo di interpretare il gusto.” 

Dal palco, Sadler ha usato una parola precisa: «serate di prova». È la prima delle due — la seconda è in calendario per il 9 aprile 2026, con un menu interamente dedicato al pesce, alla freschezza della stagione più calda. Ma dietro la formula della prova si intravede qualcosa di più ambizioso.

Stiamo cercando di avere una collaborazione con il Casinò di Campione, dove vorrei portare qualcheduna delle mie idee nel prossimo futuro”, ha spiegato lo chef in apertura di serata.

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E nelle chiacchiere in cucina, prima del servizio, era ancora più diretto:

“Vogliono fare qualche cosa con me in modo tale da poter garantire un livello leggermente più alto. La cosa mi piace e mi interessa”. Sadler non è il tipo che si lascia coinvolgere per compiacenza. Se è qui, è perché ci crede.

A dare il benvenuto ufficiale è salito sul palco Roberto Maria Guarini, presidente del Consiglio di Amministrazione del Casinò di Campione da appena un paio di mesi.

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Un dettaglio che non è marginale: scegliere la collaborazione con Claudio Sadler come uno dei primissimi atti del suo mandato dice molto su dove Guarini vuole portare l’istituzione. Non è una mossa di gestione ordinaria. È una dichiarazione di metodo.

Incontrato prima della cena, il presidente non ha eluso le domande sul peso simbolico di questa serata.

“Questo è un momento di rinnovamento per il Casinò”, ha spiegato “e forse uno dei primi momenti del rinnovamento che vogliamo per il Casinò di Campione. Come tutti sapete — è inutile nasconderlo — dopo dei momenti che sono stati difficili non molti anni fa, adesso il rilancio è stato importante, la struttura funziona, le cose stanno andando fortunatamente bene. E io mi auguro che continuino ad andare bene anche per il futuro”. Il richiamo alla difficoltà recente non era autocommiserazione: era la misura esatta di quanto conta ogni passo nella direzione giusta.

Sul ruolo della ristorazione all’interno di questa strategia, Guarini è stato netto: “I clienti che vengono al Casinò si fermano per giocare, ma vogliono anche qualcosa di diverso dal gioco, qualcosa che sia all’altezza della situazione — e noi vogliamo essere all’altezza della situazion”. Non un servizio accessorio, dunque, ma un necessario requisito.

E sempre dalla voce del Presidente si evince questo legame intrinseco:

“Il Casinò e la città di Campione sono la stessa strada. Non sono nemmeno strade parallele — sono proprio la stessa strada. Dove va uno deve andare l’altro, e il Casinò di Campione deve dare il suo contributo alla città di Campione”. 

La visione che emerge dall’intervista è quella di un’istituzione che non vuole più essere percepita solo come casa da gioco, ma come polo culturale del territorio.  “Cercheremo di farlo con altre iniziative che riguarderanno la cultura, che riguarderanno la musica, che riguarderanno sempre l’eleganza che vogliamo dare alla struttura”, ha anticipato Guarini. Ristorazione stellata come primo tassello, dunque, ma con un disegno più ampio sullo sfondo.

La collaborazione con Sadler, in questo contesto, non è stata il risultato di una ricerca sistematica: “È stata un’occasione che non abbiamo potuto perdere”, ha detto il presidente. E chi conosce il ristorante milanese dello chef — e la traiettoria di Sadler nel panorama della cucina italiana — sa che quella valutazione non è retorica.

Milano è a quaranta chilometri. E si sente.

Guarini lo ha detto con chiarezza nell’intervista prima della cena: il bacino naturale del Casinò è Milano, Como, i paesi del lago. Non ci si aspetta ospiti intercontinentali; ci si aspetta che chi viene da qui, e può scegliere dove andare, scelga Campione. Per questo l’offerta gastronomica non è un servizio accessorio: è un argomento.

E Sadler, con il suo ristorante milanese, con la stella Michelin, con una carriera che ha contribuito a costruire il significato contemporaneo della cucina lombarda, è esattamente il tipo di argomento che funziona a quella latitudine. “La cucina italiana è diventata patrimonio immateriale dell’UNESCO, e noi dobbiamo esserne fieri”, ha dichiarato Guarini dal palco, nel suo discorso d’apertura.

Il secondo appuntamento — giovedì 9 aprile 2026 — sarà una cena dedicata al mare: un percorso di degustazione a base di pesce articolato in più portate, pensato per esaltarne sapori, profumi e stagionalità. Ancora Sadler, ancora Gianella e Lovato. Una conferma che questo non è un episodio isolato, ma una costruzione progressiva.

Il Ristorante Riviera del Casinò di Campione ha trovato, almeno per ora, la direzione artistica che cercava.

Resta da capire se questa collaborazione diventerà struttura permanente…ma dopo una serata come quella del 24 febbraio, la domanda sembra quasi retorica.