Con l'arte si mangia: cucina e performance-art - Storie di Cibo
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Con l’arte si mangia: cucina e performance-art

Secondo appuntamento dal titolo H2O con l’artista di origine iraniana Mahmoud Saleh Mohammadi e lo chef Lillo Frigoli.

Dopo il successo di giugno, torna l’happening che mescola cucina e performance-art.

Dopo l’interesse e la curiosità suscitati dall’appuntamento “pilota” tenutosi a inizio estate, mercoledì 13 novembre torna a Milano, nello spazio Workness, “Con l’arte si mangia” il ciclo di azioni condivise di cucina e Performance Art a cura di Giusi Affronti.

Il secondo episodio, dal titolo “H2O”, vede protagonista l’artista di origine iraniana Mahmoud Saleh Mohammadi, artista di origine iraniana, che per l’occasione ha pensato a un’esperienza sensoriale totale tesa alla relazione e alla scoperta dell’Altro.

Il regista, che negli ultimi dieci anni ha indagato la pratica dell’empatia come performer e designer,  accompagna gli ospiti, immersi in una mise en place-installazione, alla sperimentazione di una cena-performance che restituisce loro un’esperienza eccezionale – fisica, sensoriale e sociale – di “consumo” dell’arte.

Gli ospiti agiscono da protagonisti e prendono parte a un’azione conviviale in cui le istruzioni dell’artista scandiscono l’alternarsi dei quattro “atti” della cena.

Se nel primo appuntamento con Loredana Longo l’elemento principe era il fuoco e l’artista ha dato fuoco alla tavola, ora con l’artista iraniano si è voluta alzare ancora un po’ l’asticella sul fronte della partecipazione pensando a una cena ad alto tasso di empatia tra i commensali.

Ispirato dall’intervento di Mahmoud, lo chef di Workness Lillo Frigoli ha definito un menù di quattro portate – dall’entrée al dolce – tutto incentrato sul piacere della condivisione.

A partire da suggestioni molteplici che provengono dalle azioni musicali di John Cage, dalle tradizionali iconografie delle filosofie orientali e dalla contact improvisation mutuata dalla danza, l’artista accompagna i commensali in una “co-azione” artistica che consiste nell’empatizzare con l’Altro attraverso un percorso di degustazione e di esplorazione dei linguaggi non verbali.

Influenzato dal Kintsugi, la tecnica giapponese di unire le parti spezzate di un oggetto con resina mista a un metallo prezioso, l’artista si erge a officiante di una cena-performance che si compie in un incontro – a due e collettivo – come quello degli atomi destinati a formare la molecola dell’acqua.

Workness fa così ancora una volta della multidisciplinarità il suo punto di forza unendo due delle sue anime:

  • quella destinata al food, Bistruccio,
  • e quella dedicata all’arte, Other Size Gallery.

Per i piatti “d’artista” del menù dal mood autunnale, concepito come un’ode agli ingredienti semplici, ai colori vibranti e ai sapori intensi, è proposta una selezione dei vini dell’azienda siciliana, partner della serata, Terre di Gratia.

Il Menu della serata è questo (ai nomi delle portate attribuiti dallo chef si affianca un “titolo” dato dall’artista):

ANTIPASTO
COMPASSIONE
Crema di zucca mantovana con uovo morbido, brodo affumicato e tartufo nero
Vino: Terre di Gratia don Sasà Syrah DOC Sicilia BIO 2018

PRIMO
PASSIONE
Risotto alle erbe e fiori di ibiscus
Vino: Terre di Gratia don Sasà Grillo DOC Sicilia BIO 2018

SECONDO
CONDIVISIONE
Tagliata di chianina con funghi porcini crudi e nocciole
Vino: Terre di Gratia 170 Perricone DOC Sicilia 2018

DOLCE
EMOZIONE
Piccola pasticceria di pasta di mandorle
Vino: Terre di Gratia Dama Rosa Perricone rosato DOC Sicilia 2018

La partecipazione alla cena è solo su prenotazione e prevede un numero limitato di ospiti.
€ 80, con bevande e vino inclusi
Info al pubblico e prenotazioni Workness : bistruccio@workness.it – tel  02.70006800 – 338.1804856

Storie di Cibo testerà in diretta empatia e suggestioni, sapori e giochi.

Perchè se con l’arte si mangia, noi vogliamo raccontarlo!

Nadia Toppino
Nadia Toppino
Nata a Rho, viaggiatrice e girovaga per lavoro e per passione. Ho fatto mia una definizione che mi hanno affibbiato tempo fa : "ingegnere creativo" che lega alla perfezione i miei studi alla mia vera essenza. (creativa), che è quella che metto anche nella curiosità e scoperta di nuove storie di cibo!

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