Nuove Stelle in arrivo, intanto ecco i locali nella selezione di Settembre.
Nuovi ristoranti Michelin, citati in guida tra tradizione, creatività e territori che chiedono attenzione.
Settembre porta con sé più di una semplice stagione: entro poche settimane la Guida MICHELIN Italia svelerà le nuove Stelle 2026. Ma nel frattempo continuano ad aggiungersi segnalazioni che rendono già vibrante l’anticipazione. Sono 19 i nuovi ristoranti Michelin, ossia appena inseriti nella selezione, sparsi tra nord, sud e isole, con cucine che puntano su sapori locali, materie prime di qualità, tocchi creativi — alcuni che guardano all’innovazione, altri che rinsaldano legami con la memoria del territorio.
Manca meno di due mesi all’attesissimo appuntamento con la presentazione delle nuove Stelle Michelin 2025, ma la Guida continua a sorprendere con le sue segnalazioni mensili. Ogni aggiornamento arricchisce la mappa del gusto in Italia, mettendo in luce ristoranti che meritano attenzione già oggi, in attesa delle grandi rivelazioni.
Le segnalazioni di settembre sono 19, qui ne abbiamo sei indirizzi da non perdere dell’ultima tornata di novità, che spaziano dalle coste sarde ai laghi lombardi, dalle colline campane alle cucine di ricerca.
Per leggere elenco completo dei Ristoranti Michelin di settembre il rimando al link in fondo!
1. La Spigola – Golfo Aranci (SS) tra i ristoranti Michelin settembre
Sabbia bianchissima e mare turchese fanno da sfondo a un ristorante che vive di pescato fresco e creatività.
Lo chef patron Roberto Pisano trasforma il meglio del mare sardo in piatti leggeri e moderni, affiancati da una carta dei vini unica: le ultime pagine, dedicate agli “Orfanelli”, custodiscono bottiglie d’annata dagli anni ’70 in poi.

La sua proposta degustazione serale rappresenta un vero “Tuffo nel blu”, all’insegna della circolarità e sostenibilità, un autentico viaggio sensoriale profondamente rispettoso dell’etica del mare. Piatti come “Risotto di fondale” (Riso Goio Dop di Baraggia, pesto di Pra, fondo di pesce di scoglio, gambero rosso in purezza); “In fondo al mare” (Ganache alle alghe, gelato all’alga spirulina, latte di pecora, fiori di malva, erba cedrina, lattuga di mare, cacao, squame) o la sorpresa finale altamente simbolica “Can you Sea?” (Ganache al cioccolato Abinao e nero di seppia con gelatina di acqua di mare e gin; sorbetto alla mora, mirtillo e alga dulse; meringa svizzera e obulato che fa da plastica) raccontano la preziosa biodiversità del Golfo di Olbia e l’impegno dello chef Pisano a preservarla e custodirla, offrendo agli ospiti sapori sempre nuovi e genuini.
La Spigola, un indirizzo che racconta Sardegna e Mediterraneo in chiave elegante.
Leggi QUI il nostro racconto su Roberto Pisano e la sua cucina.
2.Blu – Arona (VB) tra i ristoranti Michelin settembre
Quando ti avvicini a Blu, non puoi non fermarti un attimo: la vista sulla Piazzetta del Popolo, il Lago Maggiore, la Rocca d’Angera dall’altro lato, tutto invita a rallentare. Il locale si affaccia su questa scenografia naturale, con un fresco dehors che nelle giornate estive diventa luogo privilegiato per godersi la brezza e i colori dell’acqua che cambiano al tramonto. Anche all’interno, le sale sono luminose, con arredi curati ma mai opprimenti: come se si volesse trovare un equilibrio fra eleganza e accoglienza.
Roberta, la cuoca, è “cuoca di casa” per vocazione. Le sue ricette parlano di semplicità e sapore, di materie prime ben rispettate. Il fritto di lago “dal fondale alla superficie” è la sua dichiarazione: lucioperca, lavarello, trota, alborella e verdure di stagione, preparati con misura, con quel contrasto fra croccantezza e freschezza che sorprende. La cucina non cerca di stupire con effetti speciali, ma con il gusto vero.

Il servizio di sala – guidato da Carlo – accompagna il cliente con discrezione: vini ben selezionati, abbinamenti pensati, consigli che vengono dati senza imposizioni, quasi come conversazioni su fiducia. Il pane, fatto con farine del Mulino Marino, morbido e fragrante, viene servito caldo, e piccoli dettagli — come il burro d’alpe montato — raccontano della cura dedicata anche alle piccole cose.
Blu – Arona è il ristorante che sa come mescolare la dimensione contemplativa (il paesaggio, il lago, la luce del tramonto) con la concreta soddisfazione del piatto ben riuscito. Perfetto per una cena tranquilla, un’occasione romantica, o semplicemente per chi vuole gustare sapori autentici affacciati sull’acqua.
3. Aquanova Hosteria – Canicattì (AG) tra i ristoranti Michelin settembre
Quando entri ad Aquanova Hosteria, percepisci subito l’idea di un progetto che unisce passato e presente, memoria e sperimentazione. Il locale è ospitato in una Casa dell’Acqua risalente al Seicento, antica struttura di approvvigionamento idrico della città, con la grande ruota idraulica ben visibile — non come pezzo da museo, ma come cuore che ancora palpita dell’identità del luogo. È un recupero architettonico conservativo che lascia vivo lo spirito originale: gli spazi alti, le volte, le pietre, l’ombra e il gioco di luci.
Lo chef Pietro La Torre, con l’apporto di Mario Peqini, ha fatto di Aquanova non solo un’eccellenza nel territorio agrigentino ma un laboratorio gastronomico. Ce la mettono tutta per costruire piatti che partono dal prodotto ma non si fermano lì: l’orto interno dona freschezza alle erbe, agli agrumi, alle verdure più rustiche; i piccoli produttori locali forniscono ciò che non può crescere all’interno. C’è una forte attenzione ai dettagli: non solo il gusto, ma le texture, i contrasti, gli aromi (fumo, affumicatura lieve, erbe bruciate) che incontrano una tecnica moderna.
I piatti sono spesso sorprese: l’uovo poché accompagnato da crema di tenerume, olio al cipollotto bruciato; lo spaghettone di grano siciliano con estratto di cicoria, plancton, ricci di mare, e il “concentrato di origano” colto dall’orto. E poi il rombo al vapore con salsa di porri e tamari fatta in casa, le bietole colorate, il gioco con le verdure cosiddette “povere” che diventano protagoniste. Non manca una zuppa di cipolla paylina con mosto d’uva Italia, formaggio ragusano, pane-frutto con fichi e frutta secca — piatti che raccontano la Sicilia rurale e poetica.
La sala è raccolta, i posti non tantissimi (una ventina o poco più), il servizio molto curato, misurato, attento. In cantina si scende in un ambiente suggestivo: oltre 1.700 etichette da tutto il mondo, che danno sapore e profondità all’esperienza.
4. Izè Restaurant – Iseo (BS) tra i ristoranti Michelin settembre
Immagina un terrazzino sospeso sul bordo del lago d’Iseo, nel silenzio che intorno si mescola al suono dell’acqua che lambisce la costa. È qui che Izè Restaurant, nell’hotel Araba Fenice, offre un’esperienza elegante ma vibrante, guidata dallo chef Carlo Spina, originario di Napoli.
La cucina di Izè è un ponte fra tradizione campana e ingredienti lacustri: sapori decisi che non nascondono origini meridionali, ma che vengono riequilibrati dal fresco del luogo, dal pescato del lago, dalle verdure, dall’aria pulita che entra dalle grandi aperture del locale. Il “calamaro ripieno” è citato dalla Guida MICHELIN come uno dei piatti che impressionano per presentazione e gusto, in cui la creatività incontra tecnica e armonia.

L’arredo è minimalista ma curato nei minimi dettagli: pochi tavoli ben disposti, luce naturale che illumina i piatti, dal design essenziale; d’inverno, l’interno diventa un rifugio caloroso, d’estate la terrazza domina il lago. Ogni portata sembra pensata non solo per essere assaggiata, ma guardata, ascoltata: la geometria dei piatti, i contrasti cromatici, la pulizia del gesto. Izè è il locale che invita a sedersi, respirare le montagne intorno, assaggiare, rigenerarsi.
5. L’Aurum – Erbusco (BS) tra i ristoranti Michelin settembre
Salendo tra le colline di Franciacorta, si raggiungono le eleganti architetture dell’Albereta. Lì, L’Aurum si annuncia come un luogo dove la cucina “del qui e dell’adesso” prende corpo. Alberto Quadrio, giovane talento forgiato anche sotto l’ombra del mito Marchesi, porta avanti un progetto che non è solo gusto, ma visione.
Entrando, le grandi finestre si affacciano sui vigneti e sulla natura che avvolge la superficie dell’Albereta; il panorama diventa parte integrante dell’esperienza. La sala è raffinata, luminosa, con accenti che ricordano la tradizione – ceramiche, legni — ma resi moderni da tagli, geometrie, disposizione. È un ambiente che stimola l’attenzione, invita alla contemplazione.
A tavola, la proposta è articolata e ben calibrata: tre menù degustazione (“Connessioni”, “Dialogo”, “Momento”) plus la possibilità di combinare piatti à la carte. I piatti riflettono l’identità del luogo: trota, ortaggi dell’orto, ingredienti autoctoni come la pecora bergamasca, con lavorazioni che cercano l’equilibrio fra classicismo e modernità. Un esempio: spaghetti tiepidi con erbe amare e trota affumicata — piatto che mostra come Quadrio giochi con le virtù aromatiche, con il fumo lieve, con sapori che oscillano fra confortante e sorprendente.

La cucina non è show, è rigore: ogni dettaglio curato, ogni bordo del piatto pulito, ogni sapore definito. L’Aurum è pensato per chi vuol fare del pasto un viaggio emozionale, che parte dalla materia prima e va oltre, cercando memoria, tempo, presenza.
6. Vivilo – Corte Franca (BS) tra i ristoranti Michelin settembre
Vivilo sorge in un cascinale restaurato tra vigneti e pietra, nel cuore della Franciacorta, terra di vino ma anche di silenzi, estati tiepide, luci dorate. È un posto che ti accoglie con materiali naturali — legno, pietra — e con la volontà di far emergere il territorio non solo nei vini, ma nel cibo, in ogni aroma, in ogni ricetta.
La sala superiore affaccia su una vigna simbolo, mentre il piano terra apre una corte ampia, perfetta per relax, aperitivi o una cena tranquilla. La luce che filtra, il rumore discreto del servizio, la cura nei dettagli — dai tessuti al piatto — tutto parla di scelte deliberate.
Vivilo non è cucina minimalista, ma neppure ridondante: sta nel punto di incontro fra il classico e l’inedito. Il menu cambia con le stagioni, i piatti portano nomi che evocano memoria ma con twist: così il “bollito dal mare” combina polpo, gamberi, seppie; o gli spaghetti cacio e pepe che incontrano ostrica e caviale. Nei “Classici” trovi comfort e familiarità, nei piatti più audaci (“Le Tentazioni”) scoperta e sorpresa. Pane sfogliato, farine selezionate, acqua di fonte: ogni ingrediente è scelto per dare concretezza e leggerezza allo stesso tempo.
Il servizio è curatissimo, presente, non invasivo. E i dolci — importanti, generosi, autentici — chiudono il pasto non come pausa ma come ultimo atto che resta impresso: la torta di rose con spuma allo zabaione è già diventata racconto.
Per scoprire tutti gli altri nuovi indirizzi…
Queste sono solo alcune delle novità che la Guida MICHELIN Italia ha recentemente segnalato. L’elenco completo dei ristoranti Michelin di settembre, con schede dettagliate e informazioni aggiornate, è disponibile sul sito ufficiale.






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