#escoamangiare: nuovo format per comunicare il cibo - Storie di Cibo
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#escoamangiare: nuovo format per comunicare il cibo

“Perché pensare di ideare un nuovo format, che ancora una volta parla di cucina? Che cosa c’è di nuovo che non sia stato già fatto o detto?
Solo il punto di vista diverso. Qualcuno lo aveva già detto in passato: la stessa cosa vista da un’altra angolazione cambia e gli artefici del cambiamento siamo noi”.

A parlare sono Beatrice Brollo, di @brollomisto, insieme a Valeria Cudini. La prima, testa creativa nota al mondo ristorativo, ha avuto l’ispirazione. Valeria, giornalista di professione, l’ha seguita!

L’idea è quella di organizzare dei ritrovi serali in ristoranti che abbiano da dire qualcosa di nuovo, e che lo facciano trasformando i clienti in protagonisti e mettendoli in comunicazione diretta con giornalisti e food blogger, presenti alla cena.

A volte il muro che si crea tra cliente, ristoratore, chef e mondo della
comunicazione del food sembra invalicabile. Con #escoamangiare l’intenzione è quella di abbatterlo e offrire al cliente la possibilità di interagire con il mondo della ristorazione e con chi, come giornalisti e foodblogger, se ne occupa.

“Il nostro intento è andare a ricreare il piacere della convivialità dove il cibo sia protagonista ma anche elemento di contorno, un pretesto per parlare di tante altre cose e stare insieme anche nella diversità”.

Perché chiamarlo #escoamangiare?

“Perché tutti noi usciamo a mangiare per differenti motivi: per il piacere di provare un locale nuovo, perché l’umore che abbiamo ci indirizza verso una tipologia di ristorante piuttosto che un’altra, perché il cibo ci conforta in un momento difficile o esalta, al contrario, il nostro buonumore, per festeggiare un lieto evento”

La prima serata di #escoamangiare si è svolta al ristorante Il Delfino
Sferracavallo che si presenta ai milanesi con un carico di storia a Palermo, e precisamente a Sferracavallo, che pesa mezzo secolo.

Una novità per Milano, una certezza per Sferracavallo.

Il Delfino Sferracavallo Milano va a riproporre il concetto che è partito
cinquant’anni fa con il primo proprietario di Sferracavallo a Palermo,

ideatore del menu fisso che ancora oggi continua con un successo e numeri
da capogiro grazie alla tenacia e all’eccellente capacità imprenditoriale del
patron Nino Billeci, e dei suoi due giovani figli Marco e Federico.

Qui a Milano l’idea del menu fisso è leggermente rivisitata con attenzione più gourmet ai piatti e porzioni più ridotte. Si tratta di una vera e propria esperienza e immersione totale in tutta la sicilianità dei sapori e della materia prima, il pesce, freschissimo.

I piatti portati in tavola valorizzano al massimo il pesce che, pur con la stessa formula del menu fisso ogni giorno, varia in base al pescato. Gli ingredienti utilizzati, infatti, sono al massimo quattro o cinque. Originalissimo e assolutamente tipico l’uso degli agrumi e della frutta nei piatti. In questo senso si può parlare di immersione totale nella sicilianità: nei suoi sapori e nei suoi profumi.

Un menu fisso che dura dodici portate, ma con un paio di particolarità che confermano quanta Sicilia ci sia nel piatto e nella filosofia del Delfino Sferracavallo. Il primo elemento è l’“apertura delle danze” con la frittura di paranza, che segue il concetto del “nell’attesa di”… Nell’attesa che arrivi il resto che cosa ti servo? Una frittura da capogiro. Un percorso degustativo che parte al contrario andando dagli antipasti caldi ai freddi.
La seconda è la tavola imbandita di tutti gli antipasti come vuole la tradizione siciliana: stare a tavola è una festa di condivisione. Sei antipasti tutti schierati sui tavoli e da servirsi da soli. Poi, due primi: un risotto ai frutti di mare dove si distinguono alla perfezione tutti gli elementi per un connubio esplosivo in bocca senza mai perdere il tratto delicato e raffinato, e uno spaghetto alla chitarra con gamberi di Mazara e pistacchi di Bronte che risveglia tutti i sensi.

Si passa poi all’aragostella proveniente da un allevamento in Ghana di proprietà della famiglia Billeci e che giunge a noi freschissima perché trasportata viva in Italia.
E così si arriva ai dolci: bavarese alle mandorle con cioccolato di Modica e al gran finale a sorpresa con i cannoli siciliani riempiti dallo chef al momento come vuole la tradizione.

Tutto questo al Delfino Sferracavallo Milano ha un prezzo da menu fisso: 35 euro.
La materia prima è altissima, su questo non ci sono dubbi, e i prezzi così competitivi sono dovuti al grande potere d’acquisto del patron Billeci proprietario oltre a questo locale dello Sferracavallo storico di Palermo, di un altro Delfino sempre a Palermo e dello Charmant all’Isola delle Femmine.

Un luogo da provare, e occorre farlo con un grande appetito e un gran desiderio di scoprire la Sicilia “da mare”. Non si resterà delusi, anzi!

Nadia Toppino
Nadia Toppino
Nata a Rho, viaggiatrice e girovaga per lavoro e per passione. Ho fatto mia una definizione che mi hanno affibbiato tempo fa : "ingegnere creativo" che lega alla perfezione i miei studi alla mia vera essenza. (creativa), che è quella che metto anche nella curiosità e scoperta di nuove storie di cibo!

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