Gallarate brinda all’autunno: al via la prima edizione del Festival del Vino
Cinque giorni di degustazioni, musica, cultura e solidarietà per la prima edizione di un evento che unisce tradizione e innovazione, con la partecipazione di cantine prestigiose come Firriato.
Dall’1 al 5 ottobre Gallarate diventa capitale del gusto con la prima edizione del Festival del Vino. Una rassegna che accoglie l’autunno con calici, libri, spettacoli e solidarietà, trasformando la città in un palcoscenico diffuso tra Piazza Libertà, Palazzo Broletto e i locali storici. In programma degustazioni guidate, concerti, laboratori per bambini e incontri letterari, tra cui la presentazione del romanzo Malanima di Rosita Manuguerra. Un’occasione per celebrare il vino come cultura, convivialità e identità condivisa.
Nato sulla scorta dell’antecedente “Festa dell’Uva” del 2023, l’evento debutta quest’anno come un vero e proprio festival lungo cinque giorni, dall’1 al 5 ottobre.
“Desideravo una manifestazione che fosse al tempo stesso culturale e popolare, capace di coinvolgere grandi e piccoli”
spiega l’assessora Stefania Picchetti, introducendo il nuovo Festival del Vino di Gallarate. Il ricco programma unisce il piacere del vino alla cultura, alla musica e persino alla solidarietà, con attività che spaziano dalle degustazioni alle presentazioni letterarie, dai momenti per le famiglie alle serate di musica live.

“Sarebbe riduttivo pensarlo solo come una festa del vino: sarà un vero evento culturale che avrà un impatto positivo su tutta la città, perchè la kermesse va oltre l’aspetto enogastronomico per coinvolgere l’intera comunità”
sottolinea il sindaco Andrea Cassani.
Coordinata proprio da Stefania Picchetti – con il supporto dell’intera giunta comunale – la manifestazione nasce infatti con l’idea di mettere insieme cultura, convivialità e attenzione al sociale creando un appuntamento autunnale inclusivo e trasversale.
Il Festival del Vino di Gallarate punta in alto anche dal punto di vista enologico. Come conferma il vicesindaco Rocco Longobardi, assessore alle Attività produttive:
“Abbiamo voluto un’edizione più di qualità, grazie anche al sostegno delle sponsorizzazioni”.
Collaborazioni importanti arrivano dall’enoteca locale Emozioni da Bere di Gabriele Bortolato, che per l’occasione porta in città numerose cantine italiane di primo piano. Tra queste spicca l’azienda Firriato dalla Sicilia – presente con la rappresentante Francesca Masako Matsumura – la cui filosofia ben s’intona allo spirito della rassegna.
Non mancheranno inoltre abbinamenti insoliti e sinergie originali: ad esempio il ristorante giapponese Wen partecipa proponendo il suo sushi in chiave locale – a dimostrazione che anche la cucina asiatica può sposarsi con i giusti calici – devolvendo peraltro l’intero incasso in beneficenza. Il coinvolgimento del tessuto commerciale è infatti una cifra importante dell’evento: molte attività del territorio hanno colto l’occasione per proporre iniziative a tema, a conferma della volontà di fare del festival anche uno strumento di promozione economica locale.
Persino l’ospitalità è frutto di gioco di squadra: strutture come l’hotel La Vecchia Rotaia hanno messo a disposizione posti letto per i visitatori, garantendo un’accoglienza adeguata agli ospiti dell’evento. L’amministrazione comunale presenta inoltre, in concomitanza con il festival, la nuova sede del Distretto Urbano del Commercio (DUC) di Gallarate, segno di quanto questa manifestazione sia integrata in una strategia di valorizzazione cittadina.
Il sipario sul festival si apre mercoledì 1 ottobre all’insegna della letteratura e dei sapori siciliani.
Alle 19.00 la Mondadori Bookstore di Piazza Libertà ospita la presentazione di “Malanima”, romanzo d’esordio della scrittrice Rosita Manuguerra (edito da Feltrinelli nel 2025), originaria dell’isola di Favignana. L’autrice dialogherà con il pubblico, condividendo le pagine e le suggestioni della sua opera prima.
A seguire, alle 20.00, l’evento si sposta a tavola: il ristorante Boccon Divino propone una cena esclusiva con l’autrice, un menù di quattro portate ispirato ai profumi siciliani – ciascuna accompagnata dal vino più adatto ad esaltarne i sapori – che offre ai partecipanti un’esperienza gastronomica unica e la possibilità di conoscere da vicino la scrittrice in un contesto conviviale. Questo connubio tra cultura e gusto inaugura al meglio la rassegna, sottolineando sin dal primo giorno come il vino non sia solo piacere del palato, ma anche cultura, racconto e incontro.
Giovedì 2 ottobre il festival entra nel vivo con un pomeriggio all’insegna del divertimento e della solidarietà.
Presso l’Istituto Falcone, dalle ore 17, va in scena un’originale sfida culinaria che coinvolge proprio gli amministratori locali: assessori e consiglieri comunali si mettono ai fornelli per la competizione amichevole ribattezzata dal sindaco “Masterchef in salsa gallaratese”. Cinque squadre dagli evocativi nomi enoici – I Tappi Stappati, Gli Acini Ribelli, I Grappoli d’Assalto, Le Barrique Scatenate e Gli Enodecisori – si cimentano nella preparazione di un risotto con salsiccia e funghi e di un parfait come dessert. A valutare le creazioni sarà una giuria d’eccezione composta dagli studenti dell’istituto alberghiero Falcone, mentre l’intero ricavato della serata verrà devoluto al progetto benefico “Banco per la Famiglia – Madre Teresa di Calcutta”.
L’evento, aperto al pubblico su prenotazione, culminerà in una cena collettiva di tre portate abbinate a vini, momento conviviale in cui cittadini e amministratori potranno sedere fianco a fianco a tavola contribuendo al tempo stesso alla causa solidale.
Parallelamente, sempre giovedì sera, spazio anche a chi desidera approfondire il lato prettamente enologico: alle 19.30 la nuova sede del DUC ospita una degustazione guidata di vini siciliani, un evento a numero chiuso dedicato agli appassionati, anch’esso su prenotazione. In questo modo la seconda giornata del festival offre sia intrattenimento “popolare” sia un appuntamento per intenditori, rispecchiando la doppia anima della manifestazione.
Dal venerdì 3 ottobre la festa del vino abbraccia tutto il centro cittadino.
Dalle 17 alle 23 Piazza Libertà si trasforma in un grande salotto a cielo aperto: aprono gli stand per le degustazioni libere di vini e specialità gastronomiche, occasione perfetta per scoprire etichette pregiate e sapori selezionati passeggiando tra i banchetti.
Non manca, anche in questa giornata, un tocco culturale: alle 18.00 la libreria Mondadori ospita Marina Marazza, scrittrice milanese, per la presentazione del suo romanzo “Il sangue delle Langhe. La saga dei Barolo” (Solferino, 2023). L’incontro con l’autrice – che racconta la storia di una famiglia legata al mondo del vino nelle Langhe piemontesi – sarà accompagnato da un assaggio di Barolo, il celebre vino rosso simbolo di quelle terre, in modo da immergere i partecipanti nei profumi e nelle atmosfere evocate dal libro.
La serata di venerdì, infine, si accende di musica e divertimento: alle 21.00 sul palco di Piazza Libertà salgono i Fonix, una scatenata cover band pronta a far ballare il pubblico con le hit dance degli anni ’70 e ’80. Dopo i brindisi e le attività del pomeriggio, la piazza si trasforma così in una pista a cielo aperto, rievocando le atmosfere delle discoteche d’epoca sotto le stelle autunnali.
Sabato 4 ottobre il festival prosegue per l’intera giornata, dedicando un’attenzione speciale alle famiglie e alle tradizioni. Sin dalla mattina (dalle ore 11) e fino a tarda sera, Piazza Libertà continuerà ad ospitare gli stand di degustazione di vini e prodotti tipici, dando modo ai visitatori di assaporare vini da diverse regioni e abbinamenti gastronomici locali.
Alle ore 11 lo spazio della piazza vedrà protagonista il museo MAGA di Gallarate, che porterà nel cuore cittadino il suo laboratorio mobile APEMAGA: i bambini potranno partecipare a un laboratorio creativo di adesivi colorati, un’attività ludico-artistica nell’ambito del progetto “Settembrini – Il museo dentro i quartieri”, che unisce arte contemporanea e territorio. Nel pomeriggio, poi, i più piccoli avranno l’opportunità di “sporcarsi le mani” – e i piedi – con la storia agricola locale: dalle 15.00 alle 18.00 sempre in Piazza Libertà si terrà la tradizionale pigiatura dell’uva, in cui i bambini potranno provare l’esperienza antica di pigiare grappoli in vasca, proprio come si faceva un tempo durante la vendemmia. Sono previsti due turni da 45 minuti l’uno, per un massimo di 50 piccoli partecipanti per turno, così da permettere a quanti più bimbi possibile di prendere parte al gioco.
“Un modo per avvicinare i ragazzi al mondo del vino e alle sue tradizioni”
lo definisce il sindaco Cassani, convinto che anche attraverso il divertimento si possano trasmettere cultura e memoria del territorio.
Dopo una giornata così intensa – tra calici, laboratori e profumo di mosto – la serata di sabato chiude nuovamente in musica: alle 21.00 Piazza Libertà ospita il concerto de “Gli Anni d’Oro”, band tributo che farà rivivere le canzoni più amate di Ligabue, Vasco Rossi e 883, regalando al pubblico un viaggio nostalgico nel rock e pop italiano degli anni ’90. Sarà l’ultimo scatenato brindisi sotto le stelle prima del gran finale.
A conclusione della kermesse, domenica 5 ottobre porterà un tocco di eleganza e saluto istituzionale al Festival del Vino. In serata, a partire dalle 19.00, le attenzioni si sposteranno infatti nello storico Palazzo Broletto: qui, nella suggestiva cornice dell’antica sede civica, si terrà un aperitivo di chiusura per salutare e brindare assieme alla riuscita della manifestazione. L’evento finale sarà arricchito dall’esibizione di un quartetto musicale diretto dal maestro Angelo Pennuto, che accompagnerà il brindisi con un repertorio dal vivo, aggiungendo una nota raffinata all’atmosfera conclusiva. Sarà il momento di tirare le somme di questa prima edizione, alzando i calici un’ultima volta in onore di Gallarate.
A dimostrazione di quanto la città creda in questa iniziativa, gli organizzatori hanno predisposto anche una pagina Instagram dedicata dove vengono condivisi aggiornamenti, immagini e curiosità in tempo reale dal festival. Tra social network e coinvolgimento sul campo, l’evento sta catalizzando l’attenzione di un pubblico eterogeneo, dagli enoappassionati ai semplici curiosi, dalle famiglie ai giovani in cerca di divertimento.
Questo primo Festival del Vino di Gallarate rappresenta dunque un esperimento ambizioso di rigenerazione delle tradizioni in chiave contemporanea. Alla vigilia c’è soddisfazione per l’ampia rete di collaborazioni tessuta attorno al progetto e per la risposta entusiasta della città.
“Quando ho pensato a questo progetto desideravo che diventasse un puzzle capace di unire il divertimento con la solidarietà, la valorizzazione del territorio con la convivialità. Oggi possiamo dire che il mosaico è completo” dichiara con orgoglio l’assessora Picchetti.
Il mosaico a cui allude è fatto di tante tessere: l’ottimo vino, certo, ma anche libri, musica, gioco, beneficenza, commercio locale e voglia di stare insieme. Se queste sono le premesse, Gallarate ha tutte le carte in regola perché il suo Festival del Vino – nato per accogliere l’autunno – diventi un appuntamento fisso e attesissimo delle stagioni future.






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