Gran Canaria, gioiello dell’arcipelago canario, è un vero e proprio microcosmo.
Un’isola da scoprire e assaporare, tra ristoranti, unicità naturali e artistiche, distillerie, saline coltivazioni di banane.
Gran Canaria è spesso definita un “continente in miniatura” grazie alla varietà dei suoi ecosistemi: dune desertiche, foreste montane, spiagge vulcaniche e verdeggianti vallate convivono armoniosamente. Las Palmas de Gran Canaria, la vivace capitale, è un punto di partenza perfetto, grazie alla storica Playa de Las Canteras e al quartiere di Vegueta, dove si trova la Casa-museo di Colombo.
A sud di Gran Canaria, poi, le dune di Maspalomas ricordano il deserto del Sahara, offrendo uno spettacolo artistico al tramonto, quando il cielo si tinge di arancione e rosa.
E poi zone di trekking, di produzione di vino, di raccolta di sale marino. Una scoperta continua!
Un’isola in cui i paesaggi e le esperienze variano come se ci si spostasse attraverso continenti diversi.
Gran Canaria è altrettanto ricca di sapori autentici. La cucina canaria si basa su ingredienti locali e stagionali, con piatti semplici ma intensi che esprimono il legame dell’isola con il mare e la terra.
Il “gofio,” una farina di cereali tostati, rappresenta l’elemento culinario per eccellenza, un cibo di antiche tradizioni ancora oggi presente in molte preparazioni nella cucina di Gran Canaria.
Accompagnato da miele o formaggi freschi locali, il gofio è l’ideale per iniziare un pasto. Ma la preparazione più caratteristica è il gofio escaldado, che si ottiene dal brodo di pesce bollito mescolato con questa farina. Il risultato è una gustosa crema dalla consistenza simile all’hummus, da consumarsi come antipasto o come contorno di piatti come le celebri papas arrugadas, le patate che accompagnanao ogni pasto tradizionale a Gran Canaria.
Un altro piatto molto popolare è la pella de gofio o gofio amasado, ovvero una sorta di pane cilindrico a base di gofio, mescolato con acqua, sale, zucchero e olio, che viene tagliato a fette per accompagnare pietanze di ogni genere.

Da provare assolutamente è anche il mojo picón, una salsa piccante che esalta il gusto delle “papas arrugadas,” piccole patate servite con la buccia, cotte e leggermente salate, ma occorre avere una certa abitudine al piccante sostanzioso!
Vini autoctoni e Strada del Vino
Anche dal pnto di vista enologico, Gran Canaria offre una varità e una qualità considerevoli.
I vitigni crescono in terreni vulcanici, conferendo ai vini un carattere minerale distintivo. Si coltivano varietà autorizzate dalla Denominazione di Origine Gran Canaria, ossia varietà autoctone come la Listán Negra e Listán Blanca, oltre a varietà locali di grande interesse enologico, come la Vijariego Negra e Blanca.
L’isola di Gran Canaria gode di una condizione rara tra i vigneti del mondo: è una delle poche regioni libere dalla fillossera, il parassita che ha devastato i vigneti europei nel XIX secolo. Questo rende possibile la coltivazione di uve autoctone pure, che conferiscono ai vini locali un carattere autentico e inimitabile.
La Strada del Vino di Gran Canaria è un percorso culturale ed enogastronomico unico, che permette di assaporare l’isola in ogni sorso e di scoprire il suo territorio variegato e ricco di biodiversità. Certificata dall’Associazione Spagnola delle Città del Vino (Acevin), guida i visitatori in un viaggio enologico alla scoperta dei territori interni e dei piccoli borghi, con un itinerario che attraversa oltre cinquanta tappe, tra cantine, ristoranti, botteghe artigianali e “bochinches,” le tipiche osterie locali dove il vino si accompagna a piatti tradizionali.
I vini prodotti lungo la Strada del Vino sono apprezzati proprio per la loro originalità e per la capacità di riflettere il terreno vulcanico e l’ambiente unico dell’isola.
La Bodega Bentayga: bottiglie a 1.300 metri di altitudine
Una delle cantine che vale la pena visitare (e vale il viaggio!) lungo la Strada del Vino è la Bodega Bentayga, situata nel Parco Rurale del Nublo, una riserva della biosfera protetta dall’UNESCO. Questa cantina si trova nelle montagne della Caldera di Tejeda, a circa 1.300 metri di altitudine, il che la rende una delle vigne più elevate di Gran Canaria.

Grazie alla sua posizione, i vigneti della Bodega Bentayga godono di una straordinaria esposizione solare e di un’escursione termica significativa tra giorno e notte, condizioni ideali per la maturazione delle uve. Un clima che consente di ottenere vini dal sapore intenso e ben bilanciato, riflesso naturale della ricchezza della terra e del microclima locale.

La produzione della cantina include vini bianchi e rossi, commercializzati sotto il marchio Agala, un’interpretazione moderna dei vini dell’isola. Le uve impiegate, come Listán Negro e Vijariego, derivano da vitigni autoctoni, coltivati con metodi tradizionali che preservano le qualità naturali del territorio. Tra le varietà rosse presenti anche la Castellana, la Tintilla, il Baboso Negro e la Negramoll, che si sono adattate perfettamente alle condizioni climatiche della nostra tenuta. Altre nostre varietà bianche sono l’Albillo e la Moscatel de Alejandría.
Le visite alla Bodega Bentayga comprendono degustazioni guidate, durante le quali è possibile scoprire le particolarità di questi vini e godere della vista mozzafiato sulle montagne sacre e sui paesaggi rurali dell’isola.

=> guarda QUI il reel sul nostro profilo Instagram: visita a Bodega Bentayga con degustazione
Tappe imperdibili a Gran Canaria per gli appassionati di gastronomia
Una tappa iconica per chi ama il buon bere è la Distilleria Arehucas ad Arucas, una delle più antiche distillerie di rum in Europa. Fondata nel 1884, è una vera istituzione locale, simbolo dell’arte della produzione di rum canario.

La visita si snoda attraverso diverse tappe: dalla storia dell’azienda, alla spiegazione delle fasi di lavorazione, come la macinatura della canna da zucchero e la fermentazione, fino alla distillazione e all’invecchiamento. Le cantine di Arehucas ospitano oltre 4.300 botti di rovere americano, in cui il rum invecchia lentamente per acquisire il suo caratteristico profilo aromatico. Gli appassionati possono esplorare la planta de embotellado, dove il rum viene imbottigliato con cura artigianale per garantire l’alta qualità. Al termine della visita, è possibile partecipare a una degustazione di rum e liquori prodotti in loco, dalle note più dolci e fruttate del loro Carta Oro ai sapori intensi e speziati del Ron Añejo Reserva.

=> guarda QUI il reel sul nostro prolfilo Instagram: visita alle distillerie Arehucas
A poca distanza si trova il Museo del Plátano di Arucas, che racconta la storia della coltivazione della banana, simbolo dell’isola. Situato nella storica Hacienda La Rekompensa, il museo offre una passeggiata immersiva tra oltre 7.000 piante di banano, accompagnata da esposizioni storiche.

Qui, i visitatori possono imparare a conoscere il valore del “plátano canario,” con una visita che parte dalle prime introduzioni del plátano nell’isola fino ai metodi di coltivazione odierni, fortemente ecologici e basati su irrigazione naturale. Tanti gli approfondimenti sulle tecniche agricole sostenibili che rispettano l’ecosistema e ottimizzano la produzione.

Al termine del percorso, una bottega offre la possibilità di degustare prodotti a base di banana e acquistare deliziosi souvenir locali, tra cui composte, marmellate, dolci, oltre a piantine di banani da rinvasare una volta a casa. In ricordo di un luogo che al di là della parte agropnomica, racconta le radici culturali delle Canarie come frutto simbolo di resilienza e innovazione agricola.

=> Guarda QUI il reel sul nostro profilo Instagram: il Museo del Platano.
Le Saline di Gran Canaria rappresentano un vero e proprio tesoro. Situate lungo la costa, principalmente nel comune di Agüimes, le saline di Arinaga e Bocacangrejo catturano la magia di una tradizione che unisce natura e maestria umana. Nelle saline, l’acqua oceanica viene incanalata in ampi bacini, dove il sole e il vento operano il loro lavoro di evaporazione, fino a lasciare solo il sale cristallino. Questa è una pratica antica, che ha radici nel passato dell’isola, quando il sale era fondamentale per la conservazione del pesce e di altri alimenti.

A seconda delle condizioni atmosferiche, l’acqua delle vasche può assumere sfumature rosate, soprattutto al tramonto, creando un effetto suggestivo. La lavorazione del sale, inoltre, contribuisce a mantenere viva la biodiversità delle saline, che diventano un habitat ideale per diverse specie di uccelli migratori. Luoghi come le saline di Tenefé, dichiarate Bene di Interesse Culturale, mostrano come tradizione, ecologia e cultura possano fondersi in un solo sito, offrendo non solo sale di alta qualità, ma anche un paesaggio da ricordare.
Se si visitano le saline di Aringa, non ci si può perdere la tappa al ristorante Nelson (in realtà vale il viaggio, quindi in ogni caso è una tappa da inserire nel tor dell’isola o nella vacanza a Gran Canaria!).
Situato proprio di fronte al mare, il Nelson ha una cucina basa su ingredienti freschissimi, molti dei quali provenienti dalle acque e dai terreni locali, preparati con tecniche che esaltano i sapori autentici e raffinati dell’isola.
Focus sulla varietà di piatti di pesce fresco, dal ceviche di branzino alle crocchette di pescato; dalla paella all’aragosta alla galiziana; dalla zuppa di pesce al sugarello pil pil…

È Nelson in persona che fa gli onori di casa nel suo ristorante che sa di mare anche negli arrdi e nella grande vetrata che fa vedere l’orizzonte marino e che fa vivere ‘esprienza ancora più genuina. Una sala calda e accogliente, con lo chef che spesso e volentieriesce dalla sua cucina per presentare i piatti e per impiattare al tavolo o raccontare aneddoti sulle ricette. Come i racconti sulle tagliatelle di calamaro al pesto e sulla migliore Tarta Gofio dell’isola, che si trova proprio qui da lui!
Tra i vini, il Listán Negro e il Malvasia sono perfetti per accompagnare le delicate sfumature del pesce e dei piatti di mare, offrendo un vero e proprio viaggio tra i sapori delle Canarie.

=> Guarda QUI il reel sul nostro profilo Instagram: pranzo da Nélson.
=> Leggi QUI per conoscere altri interessanti ristoranti sull’isola.
Per chi cerca una pausa dalla città, il Roque Nublo e le montagne dell’entroterra sono ideali per il trekking. Le colline verdi e rigogliose che circondano il Barranco de Guayadeque, un canyon profondo e spettacolare, offrono percorsi da esplorare immersi nella tranquillità della natura.

Questo canyon è anche famoso per le grotte abitate in passato dai Guanci, la popolazione indigena dell’isola, oggi trasformate in ristoranti dove è possibile assaporare piatti tradizionali.
Ci sono altre chicche assolutamente da non perdere in un viaggio a Gran Canaria.
Una di certo è la visita alla cittadina di Firgas, un gioiellino a nord dell’isola, una delle mete più autentiche e pittoresche. Conosciuta come la “Villa dell’Acqua” per le sue sorgenti e le spettacolari fontane, Firgas offre ai visitatori un’immersione nella storia, nell’artigianato e nella bellezza naturale delle Canarie.

Il cuore di Firgas è rappresentato dai suoi due percorsi più celebri: il Paseo de Gran Canaria e il Paseo de Canarias. Il primo, lungo oltre 30 metri, è una cascata artificiale realizzata in pietra, decorata con i 22 stemmi araldici dei comuni di Gran Canaria. Questo imponente monumento rappresenta la ricchezza idrica della città e rende omaggio alla lunga storia legata all’acqua, elemento che ha sempre svolto un ruolo cruciale nell’economia locale. Poco distante, il Paseo de Canarias è un vero e proprio tributo all’arcipelago canario. Lungo questo percorso pedonale si trovano mosaici di maioliche che rappresentano le sette isole principali delle Canarie, ciascuna accompagnata da un paesaggio tipico e dagli stemmi locali. Entrambi i viali costituiscono un’occasione per una passeggiata rilassante e sono uno dei luoghi più fotografati di Firgas.
Uno dei simboli della storia economica di Firgas è il Molino del Conde, un antico mulino del XVI secolo utilizzato per la macinazione del gofio. Alimentato dall’acquedotto locale, il mulino conserva le macine in pietra e le attrezzature per la tostatura del grano, offrendo un affascinante scorcio sulla vita agricola del passato. I visitatori possono esplorare il complesso del mulino, che include il magazzino e la casa del mugnaio, e scoprire le tecniche tradizionali che hanno mantenuto viva la produzione di gofio per oltre quattro secoli.
Altro punto di forza di questa cittadina è la presenza di punti panoramici, tra cui il celebre Mirador de Las Madres, che offre una vista mozzafiato sulla Selva di Doramas, una delle riserve naturali più rigogliose dell’isola. Questo punto panoramico permette di ammirare la confluenza dei burroni di Las Madres, Guadalupe e Azuaje, con la vegetazione che si estende a perdita d’occhio e che racconta l’antico passato di Firgas come centro agricolo.
Per chi ama la natura, il Parco Municipale di Firgas è una tappa da non perdere. Questo spazio verde ospita oltre 30 specie di piante endemiche delle Canarie e della Macaronesia, tra cui il celebre drago delle Canarie e la palma canaria. Il parco è perfettamente attrezzato per passeggiate, con cartelli informativi che guidano i visitatori alla scoperta delle particolarità botaniche dell’arcipelago.
Altro elemento rilevante da non perdere a Gran Canaria e la visita (con bagno) alle piscine naturali di Agaete chiamate Las salinas, frutto di una colata lavica giunta fino al mare. Una tappa rigenerante, dove trascorrere anche una intera giornata di relax marinaro, nelle pozze connesse da tunnel vulcanici.

Tre eccellenti piscine naturali, riparate dal mare aperto, assomigliano a una fortezza medioevale per i loro singolari piloni di cemento che sembrano bastioni, e che diminuiscono ancor di più gli assalti delle onde.
E ancora, in un tour di Gran Canaria, interessante inserire la visita alla necropoli del Maipés ad Agaete, un parco archeologico con quasi 700 tombe in grandi tumuli costruiti con pietre vulcaniche. Situato nel nord-est di Gran Canaria, alle spalle della pineta di Tamadaba, poggia su una grande colata vulcanica, in un paesaggio arido e di una bellezza straniante, con tombe con più di 1300 anni di età. Un luogo spettacolare, dichiarato Bene di Interesse Culturale, in cui il grigio del terreno e il verde della vegetazione creano un suggestivo gioco cromatico.

I segreti della necropoli del Maipés si svelano su un comodo percorso lungo poco più di un chilometro: un cammino tracciato su passerelle d’acciaio che conduce alle centinaia di tumuli con diametro sino ad otto metri e altezza di tre, distribuiti con discrezione sul terreno, in un ambiente che appare quasi come un set cinematografico.
E anche tante altre raltà da visitare, ma a questo puto forse è il caso di lasciae un piccolo spazio anche per una tappa in spiaggia.
Anche se diventa chiaro e chiarissimo che in quest’isola non ci si viene solo per il mare…anzi occorre tenere tanto tempo per vedere e vivere tutto il resto!








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