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Gambero Rosso: a Napoli le guide Oli, Pane e Gelato 2027

Gambero Rosso 2027: Oli, Panifici e Gelaterie d’Italia, i premiati a “Rotte Mediterranee”

A Napoli, per i 40 anni del Gambero Rosso, debuttano in digitale le guide Oli, Panifici e Gelaterie d’Italia 2026/2027: tutti i premi e le novità.

Il 19 giugno 2026 il Gambero Rosso ha presentato a Napoli, durante l’evento “Rotte Mediterranee – Terra Mare Visione”, le nuove edizioni 2026/2027 di tre guide storiche — I migliori Oli d’Italia, I migliori Panifici d’Italia e Le migliori Gelaterie d’Italia — per la prima volta in formato digital first. Tra i numeri chiave: 156 Tre Foglie per l’olio (su 365 aziende recensite), 70 Tre Pani per il pane (su 550 panifici) e 77 Tre Coni per il gelato (su 583 insegne, nel decimo anniversario della guida). Spazio anche alla filiera dei grani con la Carta dei Grani di Petra e all’impegno sostenibile di Agrimontana. L’evento ha inaugurato anche le celebrazioni per i 40 anni del Gambero Rosso, con premi speciali dedicati ai protagonisti storici dei tre settori.

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© Francesco Vignali Photography

Il 19 giugno 2026 Napoli è diventata, per un giorno, la capitale culturale del Mediterraneo gastronomico.

Il Gambero Rosso ha scelto la città partenopea per Rotte Mediterranee – Terra Mare Visione, l’evento che inaugura le celebrazioni per i quarant’anni della testata e che ha segnato un passaggio strategico importante: il debutto in formato digital first di tre guide storiche del gruppo editoriale, I migliori Oli d’Italia, I migliori Panifici d’Italia e Le migliori Gelaterie d’Italia.

Non una semplice presentazione di classifiche, dunque, ma la messa a terra di una visione editoriale che guarda al futuro senza rinunciare al metodo che da quattro decenni rappresenta la cifra distintiva del Gambero Rosso: degustazioni alla cieca, criteri trasparenti, commissioni indipendenti e punteggi in “Gamberi”. A confermarlo è lo stesso direttore Lorenzo Ruggeri, che ha aperto la giornata sottolineando che :

“il Mediterraneo resta il modello culturale più profondo della testata, un patrimonio da tutelare e ripensare attraverso un linguaggio editoriale rinnovato”.

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Una giornata tra cultura, degustazioni e ricerca

Il programma di Rotte Mediterranee ha alternato momenti di riflessione e attività esperienziali, in un format che ha voluto restituire la complessità del Mediterraneo come spazio culturale condiviso, fatto di popoli, paesaggi, agricoltura e contaminazioni che continuano a influenzare il modo di produrre e mangiare. Tra gli appuntamenti più seguiti, la tavola rotonda “Dieta mediterranea: miti e falsi miti”, condotta da Ruggeri, che ha messo a confronto voci della cucina, della ricerca scientifica e dell’antropologia per interrogarsi sul significato contemporaneo — e sulle trasformazioni — di un modello alimentare diventato patrimonio Unesco ma sempre più sotto pressione.

Non sono mancate le masterclass tecniche dedicate all’analisi sensoriale di pane, olio e vino, guidate dai curatori delle guide, insieme a momenti conviviali e degustazioni aperte al pubblico, fino al Magnum Party finale che ha chiuso la giornata su prenotazione.

Un dettaglio non secondario riguarda l’evoluzione digitale annunciata per il futuro: a partire dalle edizioni 2027, le guide Oli, Panifici e Gelaterie d’Italia saranno consultabili online gratuitamente previa registrazione, con un nuovo layout che — promette il Gambero Rosso — verrà progressivamente esteso anche alle altre guide storiche del gruppo.

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A rendere possibile l’evento, accanto ai main partner delle singole guide (Banca Monte dei Paschi di Siena per gli Oli e Farina Petra per i Panifici, Hiber, Inalpi, Agrimontana, Iceteam 1927 e Valrhona per le Gelaterie), anche i partner di filiera di Rotte Mediterranee: Cantine Fina, Cantine Birgi–Feudo Stagnone, Caseificio dei Borboni e S.Pellegrino.

Oli d’Italia 2026/27: 156 Tre Foglie, 365 aziende e una nuova narrazione del piacere

Apre la carrellata delle guide la sedicesima edizione di I migliori Oli d’Italia 2026/27, realizzata in collaborazione con Banca Monte dei Paschi di Siena. Numeri che parlano da soli: 365 aziende recensite, 735 oli assaggiati, 156 Tre Foglie assegnate — il massimo riconoscimento della guida — e 15 Premi Speciali dedicati alle realtà più distintive per qualità, innovazione e radicamento territoriale.

Il curatore Indra Galbo ha colto l’occasione per segnare un cambio di passo narrativo: dopo anni in cui l’olio extravergine è stato raccontato quasi esclusivamente con il linguaggio della tecnica, la guida vuole oggi restituirgli anche la sua dimensione più immediata, quella del piacere — un grande extravergine capace di trasformare un piatto semplice in un’esperienza memorabile.

Tra i Premi Speciali assegnati, alcuni meritano una menzione per la loro capacità di raccontare l’Italia dell’olio in tutta la sua varietà:

  • Azienda dell’anno: Accademia Olearia (Alghero, SS)
  • Frantoio dell’anno: Le Tre Colonne (Giovinazzo, BA)
  • Olivicoltore dell’anno: Trebbio (Scarperia e San Piero, FI)
  • Miglior Olio DOP: Viragì – Polifemo Dop Monti Iblei Sottozona Gulfi Monocultivar Tonda Iblea (Chiaramonte Gulfi, RG)
  • Miglior Olio IGP: Ciccolella – Cru Igp Puglia Bio (Molfetta, BA)
  • Premio Olio&Turismo: Malenchini (Bagno a Ripoli, FI)
  • Premio Olio&Vino: Tenuta Lagala (Venosa, PZ)
  • Cooperativa dell’anno: Frantoio di Riva (Riva del Garda, TN)

Curiosa, in particolare, la doppia incoronazione per la categoria Novità dell’anno, che ha premiato sia il Trivio Tre Storie d’Olio di Montalbano Jonico (MT) sia il Frantoio di Montalcino — segno di una vitalità imprenditoriale che attraversa il Paese da sud a nord.

Sul fronte del main sponsor, Dimitri Bianchini, Chief Commercial Officer Imprese e Private di Banca MPS, ha rimarcato la centralità del progetto MPS Agridop nel sostegno alla cosiddetta “Dop Economy”, a conferma di un legame strutturale e non episodico tra il mondo bancario e la valorizzazione delle filiere agroalimentari di qualità.

Panifici d’Italia 2027: 550 indirizzi, 70 Tre Pani e la rivoluzione (silenziosa) dei grani

Se l’olio racconta la tradizione mediterranea per eccellenza, la guida I Migliori Panifici d’Italia 2027 fotografa invece uno dei comparti più dinamici e in trasformazione dell’artigianato alimentare italiano. La selezione conta 550 panifici, 70 Tre Pani assegnati come massimo riconoscimento e 40 nuove insegne entrate quest’anno, segno di un settore in continuo movimento.

La curatrice Annalisa Zordan ha firmato un intervento di guida particolarmente netto nei toni, collegando il racconto del pane a temi di attualità geopolitica e di sistema agricolo. Il riferimento alla crisi in Medio Oriente come elemento che ha “messo a nudo la fragilità dell’agricoltura industriale” — fondata su filiere lunghissime e fertilizzanti sintetici ad alto impatto energetico — è un passaggio che sposta il piano del discorso dalla semplice recensione gastronomica a una riflessione più ampia su sovranità alimentare, biodiversità e filiere corte. Zordan richiama anche la lezione di Carlin Petrini sul concetto di “co-produttori”, ricordando come ogni gesto d’acquisto — anche quello di una semplice pagnotta — porti con sé terra, lavoro, cultura e memoria.

Tra le tendenze più interessanti segnalate dalla guida, la crescita di microforni urbani, forni agricoli e bakery contemporanee che lavorano con farine biologiche, grani locali, lievito madre vivo e lunghe fermentazioni, insieme alla diffusione sempre più ampia delle popolazioni evolutive — mescolanze di varietà cerealicole che favoriscono biodiversità e resilienza climatica.

Il premio più atteso, quello di Panificio dell’Anno, è andato a Pezz de Pane di Frosinone, guidato da Roberta Pezzella, identificata dalla guida come una delle figure di riferimento della nuova panificazione italiana. Tra gli altri riconoscimenti:

  • Panificatore emergente: Massimo Ingegni – Ingrano Forno Artigianale (Mercatello sul Metauro, PU)
  • Novità dell’anno: Le Lucciole (Lucca)
  • Pane e territorio: Ilo – Pane Pensiero (Vercelli)
  • Panificatori che hanno fatto la storia – Premio 40 anni Gambero Rosso: Gabriele Bonci (Panificio Bonci, Roma), Davide Longoni (Davide Longoni Pane, Milano), Ezio Marinato (Marinato, Cinto Caomaggiore, VE), Eugenio Pol (Vulaiga, Fabello, VC)

La guida nasce con il sostegno di Farina Petra (Molino Quaglia), che in una nota stampa diffusa per l’occasione ha ribadito il proprio impegno sul fronte della tracciabilità agricola. Al centro della strategia dell’azienda di Vighizzolo d’Este c’è la Carta dei Grani, un progetto che mette in relazione diretta campo, molino — specializzato in macinazioni monoraccolto — e panettiere. Grani teneri, grani duri, farri, segale, orzo, avena, cereali ereditati e popolazioni evolutive diventano così strumenti di lavoro per costruire pani con identità precisa, capaci di esprimere profumi, aromi, colori e profili nutrizionali specifici, spesso più ricchi in fibre e sali minerali.

A rafforzare ulteriormente questo impianto, Petra ha lanciato Neogrania, un progetto che arricchisce la Carta dei Grani con varianti regionali delle popolazioni evolutive di grano tenero (Meb Furat Li Rosi) e di grano duro (MEB Evoldur Li Rosi), con l’obiettivo dichiarato di propagare in Italia nuove generazioni di grani autoctoni capaci di adattarsi progressivamente ai territori in cui vengono seminati — un esempio concreto di come la filiera molitoria italiana stia investendo in agrobiodiversità reale, non solo a parole.

Gelaterie d’Italia 2027: dieci anni di guida, 583 insegne e un comparto da 5 miliardi

Chiude il trittico delle presentazioni la decima edizione di Le Migliori Gelaterie d’Italia 2027, guida che quest’anno taglia un traguardo simbolico importante: dieci anni di ricerca e assaggi dedicati a uno dei simboli più riconosciuti del Made in Italy nel mondo.

I numeri raccontano un settore in piena salute: 583 insegne selezionate, 77 gelaterie premiate con i Tre Coni — massimo riconoscimento della guida — e oltre 80 new entry. Secondo i dati elaborati dal Centro Studi FIPE-Confcommercio citati nella guida, il comparto gelateria-bar-pasticceria conta circa 39mila attività attive in Italia e ha generato nel 2025 un volume d’affari prossimo ai 5 miliardi di euro.

La curatrice Pina Sozio ha sottolineato come il gelato rappresenti “una delle esperienze più autentiche del viaggio in Italia”, capace di raccontare la biodiversità del Paese attraverso le sue espressioni migliori, mentre dal punto di vista geografico è la Lombardia a confermarsi la regione con il maggior numero di insegne recensite e premiate con i Tre Coni, seguita da Piemonte, Emilia-Romagna e Lazio.

Tra i Premi Speciali 2027, spicca il riconoscimento di Gelateria dell’Anno assegnato a Santo Musumeci (Randazzo, CT), affiancato da:

  • Gelatiere emergente: Eleonora Pinzi – Ele Gelati e Granite (Lucca)
  • Miglior gelato gastronomico: 100% Naturale (Sestri Levante, GE), Capodilatte (Vicenza), Scilò Gelateria Contemporanea (Chieti)
  • Gelato e territorio: Bar Ettore (Locri, RC), Lolla Gelato (Viterbo), Gasparotto (Lacco Ameno, NA)
  • La novità dell’anno: The Rag (Atripalda, AV)

Particolarmente significativo, in occasione del quarantennale della testata, il Premio 40 anni Gambero Rosso dedicato ai “Gelatieri che hanno fatto la storia”, che ha riunito sul palco nomi che hanno scritto la storia recente del settore: Alberto Marchetti (Casa Marchetti, Torino), Corrado Sanelli (Sanelli, Salsomaggiore Terme, PR), Giancarlo Timballo (Timballo, Udine), Sergio Dondoli (Gelateria Dondoli, San Gimignano, SI), Gianfrancesco Cutelli (Gelateria De’ Coltelli, Pisa), Claudio Torcè (Torcè, Roma) e Antonio Cappadonia (Cappadonia Gelati, Palermo) — un riconoscimento alla carriera che fotografa l’evoluzione della gelateria artigianale italiana degli ultimi decenni.

Tra i partner della guida Gelaterie, un posto di rilievo spetta ad Agrimontana, azienda piemontese di Borgo San Dalmazzo (CN) che dal 1972 lavora alla trasformazione di frutta e materie prime in semilavorati per la pasticceria, la gelateria e, più recentemente, la cioccolateria.

Fondata da Cesare Bardini e oggi guidata dal fratello Enrico (presidente) insieme ai figli Luigi e Chiara in Direzione Generale condivisa, Agrimontana ha costruito negli anni un posizionamento distintivo basato sulla valorizzazione di cultivar pregiate del territorio italiano: Nocciola Piemonte I.G.P., Limone Costa d’Amalfi I.G.P., mela Annurca Campana I.G.P., albicocca Tonda di Costigliole, mela Granny Smith del Trentino e Marrone Chiusa di Pesio.

Negli ultimi anni l’azienda ha avviato anche un percorso di apertura alla filiera del cacao attraverso il brand agricacao, con un approccio “dal campo al prodotto finito” che replica la stessa filosofia di tracciabilità già applicata alla frutta. Sul fronte della sostenibilità, Agrimontana ha investito in fotovoltaico per l’autoconsumo energetico dello stabilimento, in sistemi di riduzione dei consumi idrici e in packaging riciclabile — scelte coerenti con la sede produttiva, che si trova nel cuore del Parco Fluviale Gesso e Stura. Oggi l’azienda è presente in 25 Paesi, con 110 dipendenti e un fatturato che si attesta sui 50 milioni di euro, sviluppati tra Italia ed estero.

Una strategia editoriale che guarda ai prossimi 40 anni

Al di là dei singoli numeri e premi, Rotte Mediterranee segna un punto di svolta nella strategia editoriale del Gambero Rosso. La scelta di affiancare tre guide identitarie — olio, pane e gelato, ovvero tre pilastri della tavola mediterranea quotidiana — all’interno di un unico evento dedicato al quarantennale, e di farlo coincidere con il passaggio a un formato digitale gratuito e accessibile previa registrazione, racconta la volontà del gruppo editoriale romano di restare rilevante in un mercato dell’informazione gastronomica sempre più frammentato e digitale.

Come ha sintetizzato Ruggeri in più occasioni durante la giornata napoletana:

“il principio che continua a guidare il lavoro redazionale resta lo stesso da quattro decenni: l’indipendenza di giudizio. Cambiano gli strumenti — dalla carta al digitale, dalle classifiche statiche a piattaforme di consultazione continua — ma il metodo, fondato su visite anonime, degustazioni alla cieca e una rete di collaboratori coordinata dalla redazione, resta il punto fermo su cui il Gambero Rosso costruisce la propria credibilità presso operatori, buyer e consumatori”.

Il prossimo capitolo di questa evoluzione, secondo quanto annunciato durante l’evento, riguarderà l’estensione progressiva del nuovo layout digitale anche alle altre guide storiche della testata.

Un percorso che promette di ridisegnare, nei prossimi anni, il modo in cui il pubblico italiano e internazionale accede al lavoro di selezione del Gambero Rosso.

Alcune guide si estinguono, Gambero Rosso evolve.