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Il Collio, territorio della Ponca

La ponca, il microclima e la storia geologica di uno dei terroir più unici al mondo.

Il Collio, piccola zona del Friuli Venezia Giulia, produce alcuni dei vini più straordinari d’Italia. Tenuta La Ponca è uno degli esempi.

Il Collio rappresenta un esempio perfetto di come la natura, la storia e l’uomo possano collaborare per creare qualcosa di straordinario. La ponca, con la sua complessità geologica, il clima temperato ma caratteristico, la tradizione vitivinicola secolare e l’innovazione moderna si combinano per dar vita a vini di classe mondiale.

Questo territorio dimostra che non è necessaria una grande estensione per raggiungere l’eccellenza: bastano suoli speciali, clima ideale e produttori appassionati per creare vini che esprimono l’unicità di un luogo. Il Collio non è solo una denominazione, è un’idea di viticoltura dove qualità, tradizione e rispetto per l’ambiente si fondono in un equilibrio perfetto.

Per comprendere appieno l’unicità del Collio e il motivo per cui questa piccola zona nel cuore del Friuli Venezia Giulia produca alcuni dei vini bianchi più straordinari d’Italia, è necessario compiere un viaggio nel tempo di milioni di anni. Il suolo è composto da marne e arenarie stratificate, di origine eocenica, che formavano l’antico fondale marino; come risultato del sollevamento del fondale marino, le colline del Collio hanno dato origine a un suolo ricco di minerali, perfetto per la viticoltura, conferendo un gusto inconfondibile ai vini qui prodotti.

La ponca – termine che deriva dal tedesco “Bank” (banco, strato) – rappresenta il cuore geologico di questo territorio.

Questo suolo unico, una miscela stratificata di marna e arenaria incastonata con piccoli fossili, ricco di minerali, conferisce ai vini una profondità minerale distintiva e complessità aromatica, oltre ad una salinità distintiva.

Il Collio si estende su una superficie relativamente piccola – circa 1.500 ettari vitati – ma racchiude una straordinaria diversità di microclimi e terroir. Le colline si alternano dolcemente, creando un mosaico di esposizioni e pendenze che influenzano profondamente il carattere dei vini.

 

Anche se distanti solo pochi chilometri, i vigneti hanno le loro radici in suoli appartenenti a un quadro geologico così unico che solo due vinificazioni distinte possono valorizzarlo. Lo stesso vitigno Friulano, presente in entrambi i vigneti, sviluppa acidità più marcata o aromaticità diversa a seconda dell’esposizione a Sud-Est o Sud-Ovest.

L’impressione generale del Collio è rigogliosa e verdeggiante, con splendide vedute di boschi naturali, vigneti, uliveti e ciliegi. Il Collio ha un clima essenzialmente benigno. La vicinanza alle montagne è più fresca e continentale, mentre è più calda e marittima verso il mare. Questo equilibrio climatico, unito alla presenza di due venti caratteristici – lo scirocco caldo e umido dall’Adriatico e la bora fredda e secca dalle Alpi – crea condizioni ideali per la viticoltura di qualità.

Il terroir della Ponca

La Ponca (o Opoka in Sloveno o Flysh se vogliamo parlare come i geologi) è una particolare formazione geologica di origine marina, tipica della regione vinicola del Collio (in Italia) e del Goriška Brda (in Slovenia). Si tratta di un terreno composto principalmente da marne e arenarie, formatosi attraverso processi sedimentari che hanno richiesto milioni di anni.

Questa formazione geologica presenta caratteristiche uniche che la rendono ideale per la viticoltura. Dal punto di vista della composizione Mineralogica la ponca è caratterizzata da Marne calcaree che forniscono struttura e mineralità ai vini, Arenarie che garantiscono drenaggio e porosità, Fossili marini che rilasciano lentamente elementi minerali e una certa Stratificazione che crea microzoni con caratteristiche diverse.

Le proprietà Fisiche che vengono solitamente elencate sono un drenaggio eccellente che vita ristagni idrici dannosi una ritenzione idrica bilanciata a sostenere le viti nei periodi secchi e un pH ottimale, generalmente neutro o leggermente alcalino.

Tutta questa combinazione conferisce ai vini del Collio una mineralità distintiva come nota salina caratteristica, una complessità aromatica con un bouquet stratificato e profondo; una certa longevità, che si traduce in una capacità di invecchiamento eccezionale; e non da ultimo una grande eleganza, spiegabile dall’equilibrio tra potenza e finezza.

Il segreto del Collio sta nella sua incredibile variabilità microclimatica. Le colline dolci e ondulate incontrano l’influenza del mare e il respiro fresco delle montagne: lo Scirocco porta l’umidità e il calore moderato dell’Adriatico, mentre la Bora, discendendo dalle Alpi, regala aria secca e temperature più fresche. Questa alternanza costante crea condizioni ideali per la maturazione dell’uva, mantenendo viva l’acidità e preservando gli aromi che rendono i vini del Collio unici e riconoscibili.

La storia vitivinicola di questa terra ha radici antichissime.

Già in epoca romana si coltivava la vite, e nel Medioevo furono i monasteri a custodire e tramandare il sapere agricolo. Tra Settecento e Ottocento arrivarono i vitigni internazionali, che si integrarono con le varietà autoctone, arricchendo la biodiversità del territorio.

Ma è nella seconda metà del Novecento che il Collio vive la sua vera rivoluzione qualitativa: pionieri come Mario Schiopetto, Livio Felluga e Silvio Jermann resero questa zona un laboratorio di innovazione, introducendo tecniche allora rivoluzionarie come le fermentazioni controllate, l’uso dell’acciaio inox e la criomacerazione. È grazie a loro che il Collio è oggi sinonimo di eccellenza riconosciuta a livello internazionale.

Oggi questo equilibrio tra tradizione e modernità si riflette nei vini e nei vigneti. Le varietà autoctone, come la Ribolla Gialla, il Friulano, la Malvasia Istriana e la rara Vitovska, raccontano l’anima autentica della regione, mentre Pinot Grigio, Chardonnay, Sauvignon Blanc e Pinot Bianco offrono interpretazioni eleganti e raffinate dei vitigni internazionali. Anche i rossi trovano qui la loro espressione migliore: Merlot e Cabernet si adattano perfettamente al clima, mentre il Franconia mantiene viva la tradizione friulana.

Ma ciò che rende il Collio davvero unico è il suo essere un territorio senza confini. La continuità geologica e climatica con la vicina regione slovena del Brda crea un’unica, grande anima vitivinicola divisa solo da una linea politica. La “ponca”, l’inconfondibile marna stratificata che caratterizza i suoli, unisce idealmente queste colline, così come i vitigni condivisi – come la Ribolla, che oltre confine diventa Rebula – e una filosofia produttiva che guarda alla qualità e al rispetto della natura. Negli ultimi anni le collaborazioni transfrontaliere sono diventate sempre più frequenti, con progetti comuni, scambi di tecniche e ricerche condivise che valorizzano un terroir unico in Europa.

La sostenibilità, oggi, rappresenta la nuova frontiera. Sempre più produttori scelgono la certificazione biologica, tutelano la biodiversità e adottano pratiche innovative per preservare la salute dei suoli e la qualità dell’ambiente. Energie rinnovabili, gestione ottimizzata delle risorse idriche, packaging ecologico e attenzione alla riduzione dell’impatto ambientale sono ormai parte integrante della filosofia produttiva del Collio, che guarda al futuro senza dimenticare la sua storia.

E poi c’è l’esperienza, quella che solo chi visita queste colline può davvero comprendere. Il Collio è un invito a perdersi tra i filari, a fermarsi in una cantina storica, a degustare un calice di Collio Bianco ammirando il profilo dolce dei vigneti che si inseguono fino all’orizzonte. È un territorio che accoglie con la sua bellezza e la sua ospitalità, offrendo percorsi tematici, itinerari enogastronomici, trekking tra le vigne, ciclovie panoramiche e luoghi che raccontano il legame profondo tra l’uomo e la natura.

Il Collio oltre ad essere una denominazione, è assolutamente un’idea di viticoltura. Qui ogni vigneto, ogni grappolo e ogni bottiglia racchiudono la memoria di un territorio che ha saputo fare della sua complessità un punto di forza. Non serve un’estensione sconfinata per raggiungere l’eccellenza: bastano un suolo speciale, un clima generoso e produttori appassionati che, con il loro lavoro, trasformano l’uva in poesia.

Visitare il Collio significa entrare in un paesaggio che sa raccontarsi con discrezione, lasciando che siano i vini, i silenzi delle colline e il ritmo lento della natura a parlare. E in certi casi anche grandi installazioni artistiche perfettamnete inserite in questo contesto.

È un viaggio dentro l’essenza stessa del vino, dove tradizione e innovazione si incontrano per dare vita a un’esperienza che rimane impressa nella memoria e nel cuore.

E in questo contesto vogliamo racconatre di un’azienda in particolare, partendo proprio dal nome.

La Ponca: nomen omen nel cuore del Collio

“La regione del Collio ha sempre esercitato su di me un fascino magnetico. Qui i vini prendono vita con un’anima propria, tra natura selvaggia e colline terrazzate.” – Alex Maccan

Nel cuore della frazione di Scriò, ai confini nordoccidentali del Collio, si erge un esempio perfetto di come il destino possa essere scritto nel nome stesso. La Ponca, infatti, è molto più di una semplice cantina: è l’incarnazione vivente del territorio che la ospita, dove il nomen omen trova la sua espressione più pura e autentica.

La storia de La Ponca inizia nel 2004 con Paolo Mason, un uomo che ha ereditato dal padre non solo la terra, ma soprattutto l’amore profondo per la viticoltura. Da sempre affascinato da questo mondo, decide di andare alla ricerca di una terra vocata alla produzione di vini bianchi di qualità, e il destino lo conduce proprio qui, dove la ponca regna sovrana.

Paolo non era solo nella sua avventura: ora vede alla conduzione i figli Paola e Giorgio, che hanno raccolto il testimone di una tradizione familiare destinata a perpetuarsi. La tenuta, sviluppatasi inizialmente su 45 ettari di cui 11 vitati, rappresenta un perfetto esempio di come la passione possa trasformarsi in eccellenza enologica.

Nel 2021, la famiglia Maccan, già produttrice con il marchio Vigneti Le Monde, ha scelto di arricchire la propria offerta aprendo le braccia a una nuova creatura, acquisendo questa gemma del Collio e portando La Ponca sotto l’ala protettrice di Arcadia Società Agricola.

Il terreno de La Ponca è costituito da stratificazioni di marne e arenarie che stimolano la crescita della vite in profondità. Non è un caso che l’azienda porti il nome di questa particolare formazione geologica: qui la ponca non è solo substrato, ma vera e propria protagonista di ogni sorso.

I vigneti de La Ponca si estendono su sei appezzamenti, da nord a sud intorno alla località Scrió: Pacial, Petris, Paglizza, Casa Rossa, Skal e Ronc. Ogni nome racconta una storia, ogni parcella custodisce segreti millenari scritti nelle stratificazioni del suolo. Questo delicato equilibrio idrogeologico permette alle piante di produrre uve di alta qualità con costanza, trasformando ogni annata in un capitolo nuovo ma coerente della stessa narrazione.

La filosofia della semplicità

Rese per ettaro basse e filari terrazzati caratterizzano i vigneti de La Ponca, gestiti interamente a mano, dall’impianto della barbatella alla vendemmia. In un’epoca di meccanizzazione spinta, La Ponca ha scelto la strada dell’artigianalità, dove ogni gesto è meditato, ogni intervento calibrato con la precisione di un orologiaio svizzero.

Il rispetto dell’ecosistema gioca un ruolo fondamentale nella realizzazione di vini identitari. Non si tratta solo di una filosofia produttiva, ma di una vera e propria dichiarazione d’intenti: qui la natura non viene domata, ma accompagnata nel suo percorso evolutivo.

L’attività di cantina a La Ponca segue una filosofia essenziale, in cui gli interventi umani sono mirati ad esaltare il carattere del terreno, senza aggiungere elementi che possano mascherare la purezza espressiva del territorio. È l’arte del saper aspettare, del lasciare che sia la ponca stessa a raccontare la sua storia attraverso il vino.

Durante la vendemmia, non è raro incontrare una farfalla colibrì alle porte della cantina, attratta dal profumo del mosto in fermento. Questo piccolo dettaglio poetico racchiude l’essenza stessa de La Ponca: un luogo dove la natura selvaggia convive armoniosamente con l’attività umana, dove ogni creatura è testimone del miracolo che si compie ogni anno nei tini di fermentazione.

Le sei varietà coltivate – Ribolla Gialla, Friulano, Sauvignon, Chardonnay e altre nobili uve del territorio – non sono semplici vitigni, ma interpreti fedeli di questo suolo unico, ognuna capace di esprimere con voce propria la melodia della ponca.

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Oggi, sotto la guida di Alex Maccan e l’ala protettrice della famiglia che ha fatto grande il nome Le Monde, La Ponca continua a rappresentare uno dei gioielli più puri del Collio. Siamo a Scriò, vertice nord del Collio e vero e proprio cuore della zona contraddistinta dalla ponca, in un luogo dove ogni pietra, ogni zolla di terra racconta millenni di storia geologica e decenni di passione umana.

La Ponca dunque da cantina diventa la dimostrazione vivente che quando il nome diventa destino, quando la terra incontra la passione e quando la tradizione si sposa con l’innovazione rispettosa, nascono vini che sono effettivamnte racconti liquidi di un territorio unico

Testimonianze autentiche di un nomen che ha trovato il suo omen perfetto nelle colline dorate del Collio.