Il festival del giornalismo alimentare di nuovo a Torino - Storie di Cibo
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Il Festival del Giornalismo Alimentare 2020 torna a Torino per la sua quinta edizione, dal 20 al 23 febbraio 2020.

Temi legati al giornalismo e all’alimentazione affrontati da diversi punti di vista.
Quinta edizione del Festival del giornalismo alimentare a torino. Tre giorni intensi di dibattiti, conferenze, scambi, degustazioni, presentazioni, lezioni.
Tre giornate in cui i temi legati a giornalismo e alimentazione saranno affrontati : economico-finanziario, sicurezza alimentare, ricerca, linguaggio giornalistico enogastronomico, le bufale nel web che riguardano il cibo e l’alimentazione, la nutrizione infantile e molto altro ancora.

E’ una manifestazione che è cresciuta negli anni, ma che già dagli inizia ha avuto un’aniima forte, ricca, profonda.

E’ nata da queste considerazioni, riportate sul sito della manifestazione:

“Il cibo può essere scienza, salute, sicurezza, politica, economia, agricoltura e industria ma può essere anche moda, divertimento, lusso, turismo e spettacolo. Il cibo può essere oggetto di polemiche, di tavole rotonde a tema, causa di malattie e di truffe internazionali ma può essere anche un momento di convivialità, di relax, di fratellanza tra popoli e di cultura”.

Il Festival del Giornalismo Alimentare nasce con l’obiettivo di unire tutti questi innumerevoli mondi e di raccontarli, in un modo diretto, semplice e attento, grazie alla presenza di esperti di settore, di alimentaristi, di aziende, di Associazioni, di semplici cittadini interessati e, soprattutto, di giornalisti, blogger e comunicatori.

Il Festival del Giornalismo Alimentare è luogo di incontro, di dibattito e di analisi, un centro di cultura e di informazione, di comunicazione e di opportunità per tutti.

In tutte le edizioni, dal 2016 ad oggi, i “tre giorni di festival” sono tre giorni “intensi” in cui il cibo non è soltanto “mangiato” ma “assaporato” in ogni minimo dettaglio attraverso tavole rotonde, workshop ma anche show cooking, degustazioni, press trip e iniziative ludico-didattiche.

A raccontarlo, e a raccontarsi, sono personaggi noti e meno noti al grande pubblico. Personaggi provenienti da realtà e paesi differenti, con esperienze di vita analoghe o completamente opposte, con idee e progetti spesso discordanti ma uniti, tutti, dalla medesima grande passione.

Il Festival nasce in Italia e non può essere altrimenti! Perchè, come precisa l’organizzazione, capitanata da Massimiliano Borgia:

“il nostro Paese è la culla dell’alimentazione e della cultura enogastronomica a livello internazionale. Nasce a Torino, e anche in questo caso non può essere altrimenti, sempre più capitale e guida di questa eccellenza italiana, la città dove sono nati e continuano nascere progetti importanti legati al cibo, esportati poi in ogni angolo del mondo. Una “Torino da mangiare”, insomma, in contrapposizione o, più probabilmente, in conseguenza alla mitica “Milano da bere” degli anni ’80”.

Tra poco più di un mese saremo a Torino, a partecipare attivamente a tutto questo, come già in passato.

Ecco alcune delle tematiche che verranno avffrontate, in un programma che è sempre più ricco e in costante aggiornamento (#itemidelfoodfest20):

  • L’emergenza climatica e ambientale richiede interventi seri, radicali e rapidi, in primo luogo dalle aziende. Quali provvedimenti deve prendere l’industria agroalimentare a favore della sostenibilità?
  • Sempre di più sentiamo parlare di agromafie e frodi alimentari: un panel sarà dedicato proprio all’importanza delle inchieste alimentari nel mondo giornalistico.
  • Comunicare la scienza e la ricerca sull’alimentazione: come farlo in modo chiaro e accessibile?
  • Può contribuire il turismo enogastronomico a far fronte all’emergenza climatica e ambientale? Se ne discuterà con esperti del settore
  • Sempre di più aumentano gli ordini di consegne di cibo a domicilio, ma chi conosce davvero le norme sulla conservazione degli alimenti e sul loro trasporto? Questione ancora troppo poco dibattuta, a cui si cercxherà di dare  risposta nel panel dedicato.
  • Tra assaggi e valutazioni, come fanno i #foodwriter a fare il loro lavoro senza rimetterci con la salute? Lo diranno gli esperti.
  • Ospite il Direttore della Comunicazione delle #guidemichelin Marco Do, racconterà come la “rossa”, che ancora decide il destino di alberghi e ristoranti, volge il suo sguardo al futuro.
  • Il famoso detto “siamo ciò che mangiamo” risale al 1800, ma è nell’era della globalizzazione che assume un significato più attuale. Quale ruolo ricoprono le grandi organizzazioni internazionali nel promuovere la sicurezza e la sostenibilità alimentare e in quale misura monitorano le notizie sui media?
  • Il cibo è per eccellenza il simbolo attorno cui si legano discipline diverse, dalla scienza alla politica, dalla comunicazione all’arte. Quali significati e quali funzioni assume quando viene utilizzato come principale veicolo di promozione sociale?
  • ….

Un programma ricco e per nulla banale. In via di definizione.

Seguiteci.

 

Nadia Toppino
Nadia Toppino
Nata a Rho, viaggiatrice e girovaga per lavoro e per passione. Ho fatto mia una definizione che mi hanno affibbiato tempo fa : "ingegnere creativo" che lega alla perfezione i miei studi alla mia vera essenza. (creativa), che è quella che metto anche nella curiosità e scoperta di nuove storie di cibo!

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