Il Lago Maggiore: la lunga storia dell'accoglienza Zacchera - Storie di Cibo
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Dal 1873 la lunga storia della famiglia Zacchera.

Famiglia dedita all’ accoglienza da decenni, partiti da un’osteria milanese arrivati a una perla del Lago Maggiore.

La tradizione alberghiera della famiglia Zacchera incomincia da molto lontano.

Dal 1873, per la precisione, quando Francesco Zacchera decide di aprire l’Osteria milanese.

Stresa, Baveno e le altre perle del lago Maggiore richiamano già viaggiatori da tutta Europa ma le infrastrutture turistiche sono ancora poche.

Francesco Zacchera è un vero pioniere. L’osteria si trasforma in Locanda Italia; più avanti verrà trasformata nell’elegante Hotel Splendid.

Nel corso degli anni quattro generazioni di Zacchera si prendono cura dell’eredità del capostipite portando avanti e facendo evolvere una cultura dell’accoglienza che si è concretizzata nel primo gruppo alberghiero sul lago Maggiore, uno dei principali in Italia.

Nonostante le difficoltà e gli imprevisti della storia.

Le due guerre mondiali, la seconda in particolare, hanno lasciato una dura traccia sulle sponde del lago Maggiore.

Gli anni cinquanta sono per tutti anni di ricostruzione e anche la famiglia Zacchera si rimbocca le maniche.

Gli otto nipoti di Francesco, figli del fratello Annibale, ampliano l’offerta alberghiera, ristrutturando la Locanda Italia, che diventerà l’Hotel Splendid, unico hotel della zona direttamente affacciato sul lago Maggiore, e rilevando l’Hotel Simplon, una struttura a quattro stelle immersa in un magnifico parco secolare.

Nel decennio successivo, un altro gioiello entra a far parte della catena Zacchera: il Grand Hotel Bristol, con il suo suggestivo winter garden, in splendida posizione sul lungolago di Stresa.

Gli anni settanta si aprono con l’acquisizione di un’altra magnifica struttura a Baveno ma anche con un grave lutto. Corrado Zacchera, detto Dino, uno dei nipoti del capostipite Francesco, scompare prematuramente.

Come omaggio alla sua figura, il nuovo Hotel avrà il suo nome: Grand Hotel Dino.

L’hotel, collegato con un’originale galleria d’arte al Simplon, diventa uno dei centri congressi più all’avanguardia in Italia, e non solo, capace di ospitare fino a milleduecento persone e dotato delle tecnologie più avanzate.

Nel 2001, nel corso della ristrutturazione, l’hotel viene anche dotato di un magnifico e innovativo centro fitness, il Dino health club che, insieme alla spiaggia privata, alla piscina, al magnifico giardino e al campo da calcetto, ne completano l’offerta, capace di soddisfare le esigenze più diverse.

Ancora oggi, i giovani della famiglia Zacchera si occupano personalmente della gestione dei loro hotel.

La loro presenza, cortese discreta e professionale, si sente nell’accoglienza attenta e personalizzata.

Un successo costruito nel tempo, con umiltà, competenza e passione. Sempre capace di riflettersi nell’attenzione alle esigenze degli ospiti, evidente da ogni minimo dettaglio, e capace, soprattutto di continuare a costruire su radici antiche.

In fase post Covid19 un agrande attenzione al cliente: lo Splendid Hotel di Baveno è il primo hotel in Italia a investire nella sanificazione avanzata e certificata con un macchinario all’avanguardia.

Si chiama “LightStrike” il robot che emanando raggi ultravioletti ad alta intensità prodotti da una lampada flash allo xeno, attraverso l’intero spettro di disinfezione (noto come UV-C), elimina in cinque minuti il virus Sars-Cov-2 insieme a batteri, spore e funghi, sanificando e rendendo più sicuri tutti gli ambienti.

Distribuito in Italia da ab medica, l’azienda italiana leader nella produzione e nella distribuzione di tecnologie medicali, nonché punto di riferimento per la robotica chirurgica in Italia, dal primo luglio il robot LightStrike ha fatto ufficialmente il suo debutto in questo hotel.

 

Quindi accoglienza estrema, e attenzione alla clientela in tutto.

Andiamo a scoprire direttamente questa famiglia per raccontarla.

E raccontare anche le loro Storie di Cibo, incontrando il loro chef Simone Guglielmetti.

Seguiteci!

 

Nadia Toppino
Nadia Toppino
Nata a Rho, viaggiatrice e girovaga per lavoro e per passione. Ho fatto mia una definizione che mi hanno affibbiato tempo fa : "ingegnere creativo" che lega alla perfezione i miei studi alla mia vera essenza. (creativa), che è quella che metto anche nella curiosità e scoperta di nuove storie di cibo!

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