Il Relais San Vigilio conquista il Gambero Rosso.
La cucina di Davide Suardi al Relais San Vigilio è tra le uniche due realtà segnalate in Città Alta: un percorso che unisce memoria, territorio e una rivoluzione etica fatta di qualità e prezzi accessibili.
Bergamo Alta, da sempre rifugio raffinato delle gite fuori porta dei milanesi, aggiunge un nuovo tassello alla sua identità gastronomica. Nel panorama fittissimo di ristoranti e locali, la guida Gambero Rosso premia solo due insegne: tra queste brilla La Cucina del Relais San Vigilio, dove lo chef Davide Suardi firma una proposta che unisce territorio, creatività e una scelta controcorrente — quella di aumentare la qualità abbassando i prezzi. Una cucina che racconta le Orobie, che attinge alla memoria personale e che oggi rappresenta una delle espressioni più autentiche e contemporanee della ristorazione bergamasca.
Bergamo Alta ha un fascino che non smette mai di sorprendere. Per i milanesi è la fuga perfetta: un luogo da raggiungere in meno di un’ora per ritrovare quiete, storia, panorami e un’offerta gastronomica sempre più raffinata. Passeggiando tra le mura veneziane patrimonio UNESCO, i vicoli acciottolati e le botteghe intrise di tradizione, ci si accorge subito che la Città Alta non è solo un gioiello architettonico: è un ecosistema vivo, una destinazione gourmet che negli ultimi anni ha saputo reinventarsi con una proposta culinaria ricca e vivace.
In questo scenario, la Guida Gambero Rosso ha acceso i riflettori sulle eccellenze del luogo, segnalando — tra le tante insegne della Città Alta — soltanto due ristoranti: Villa Elena dello chef Enrico Bartolini e La Cucina del Relais San Vigilio, la tavola curata dallo chef Davide Suardi, che sta imprimendo alla gastronomia bergamasca una direzione sorprendente, personale e profondamente etica.
Quindi due soli ristoranti a Bergamo Alta segnalati con punteggio, e per La Cucina del Relais un punteggio complessivo di 77/100esimi che riconosce alla cucina dello chef Davide Suardi una valutazione di 40 punti che vanno a sommarsi ai 14 della Cantina costruita dal Sommelier e Restaurant Manager Gianluca Zani e a un Servizio puntuale e “appassionato” che ne merita ben 23!
La scelta controcorrente della Famiglia Zani: qualità altissima e prezzi più accessibili
Nel momento in cui molti ristoranti italiani si trovano costretti ad aumentare i prezzi, al Relais San Vigilio avviene l’opposto: la nuova carta autunnale sceglie la strada più coraggiosa, riducendo del 30% i costi delle portate senza toccare l’altissima qualità della proposta gastronomica.
Una decisione visionaria della famiglia Zani, che mette al centro non solo la sostenibilità economica dell’attività, ma anche quella dei clienti, riconoscendo le difficoltà del periodo e scegliendo un modello di ristorazione più etico e inclusivo.
Leggi QUI l’articolo sul menu a prezzi “amici”.
Tra i punti di forza, anche uno dei menù degustazione più accessibili della provincia, proposto a soli 75 euro: un gesto controcorrente che ribadisce una filosofia chiara — la grande cucina deve poter essere vissuta, non solo ammirata.
Davide Suardi: la cucina della memoria e delle Orobie
La nuova carta firmata da Davide Suardi è un viaggio nella sua storia personale, nelle valli orobiche, nelle tradizioni lacustri e in una natura che diventa ispirazione gustativa. Lo chef prosegue il suo lavoro di ricerca sull’identità bergamasca, mescolando ricordi, territorio e materia prima eccellente selezionata grazie a rapporti autentici con produttori, allevatori e pescatori locali.
Più spazio al vegetale, più spazio al territorio.
In questa stagione l’universo vegetale conquista una presenza ancora più incisiva, con piatti divertenti e golosi come il Fungo Cardoncello al Valcalepio o lo Spezzatino di Topinambur.
E poi c’è il lago: i piatti lacustri rappresentano una buona parte della carta, grazie alla collaborazione straordinaria con Nando e Andrea Soardi della Pescheria Montisola, che hanno scelto La Cucina del Relais tra i pochi partner della loro produzione di nicchia.
Un percorso gastronomico che diventa racconto
Ogni piatto di Suardi è un frammento di memoria:
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Il Rollé di trota al pepe verde reinterpreta un grande classico anni ’80, sostituendo la carne con un prodotto dei laghi.
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La Salsiccia di Lago e il Bertagnì di Luccio scavano nel passato, evocando sapori domestici e ricordi d’infanzia.
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Il Petto d’Anatra è un omaggio alla sua esperienza alla Corte di Giancarlo Morelli, uno dei suoi mentori e prossimo protagonista della cena-evento “Cena in Fermento” del 29 gennaio 2026.
Una cucina che si racconta senza artifici, che emoziona perché autentica, perché radicata, perché “necessaria”, come ama definirla lo chef.
Condivisione, tapàs e convivialità: la formula internazionale del Relais
Una delle grandi innovazioni del Relais è la formula ideata da Gianluca Zani, Restaurant Manager e Sommelier: una tavola della curiosità, dove il piacere del gesto e della condivisione diventa parte integrante dell’esperienza.
Le entrées, ribattezzate “Per cominciare”, si ispirano alle tapas spagnole, ma sono realizzate con prodotti 100% territoriali: piccoli assaggi da condividere, ordinabili liberamente, per aprire la cena in modo informale e vivace.
A completare l’esperienza: il celebre carrello dei formaggi dedicato alle 9 DOP bergamasche, una Carta dei vini di oltre 350 etichette, e una sala che unisce accoglienza, professionalità e uno scenario mozzafiato… non maiamo utilizzare questo termine, ma qui è assolutamnete necessario!
La Cucina del Relais San Vigilio: un luogo che oggi rappresenta l’eccellenza bergamasca
Essere uno dei soli due ristoranti segnalati dal Gambero Rosso in Città Alta non è un caso: è il segno di un’identità forte, coerente e riconoscibile.
La Cucina del Relais San Vigilio è solo una meta gourmet e allo stesso tempo un punto d’incontro tra cultura gastronomica, memoria, sostenibilità, territorio e accoglienza.






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