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Il Tè conquista l’Italia: Ferri dal 1905 e la Giornata Internazionale del Tè 2026

Il Tè è un rito. E l’Italia lo sta riscoprendo. Giornata Internazionale del Tè 2026.

Ferri dal 1905: da un’azienda centenaria di Mantova a una piantagione toscana di tè. Accademia Ferri e il ruolo del tè nell’ospitalità italiana.

Il tè è la bevanda più consumata al mondo dopo l’acqua. Eppure in Italia, paese che ha fatto della tavola una forma d’arte, è ancora spesso ridotto a una bustina in una tazza di acqua tiepida. Qualcosa, però, sta cambiando — e lo sta cambiando da più di un secolo una famiglia di Mantova.  Ferri dal 1905 è oggi uno dei principali punti di riferimento italiani per la fornitura e la cultura del tè nel settore Horeca: ristoranti, hotel, pasticcerie, bar. Attraverso Accademia Ferri, il suo braccio formativo fondato da Albino Ferri nel 2003, l’azienda lavora ogni giorno per colmare il divario tra il potenziale del tè e il modo in cui viene ancora troppo spesso servito e proposto in Italia.

Il 20 e 21 maggio 2026, in occasione della Giornata Internazionale del Tè, Accademia Ferri ha scelto La Monastica di Buggiano Castello, in Toscana, per due giornate di formazione, sperimentazione e cultura: la presentazione del Progetto Materia sulle botaniche italiane, una cena esperienziale firmata insieme all’Atelier Damiano Carrara, e una visita alla più antica piantagione di tè d’Italia. Un programma che racconta dove sta andando il tè in Italia — e chi lo sta portando là.

C’è una tazza di tè in quasi ogni angolo del mondo. In Giappone si prepara con il silenzio di un rito millenario. In Inghilterra è il segnale che la giornata può riprendere dopo un momento di pausa. In Cina è conversazione, medicina, filosofia. In India è il vapore denso del chai che sale dai banchetti di strada all’alba. Il tè è, prima di tutto, una forma di cultura: racconta il territorio dove cresce, il tempo di chi lo prepara, il rispetto per chi lo riceve.

In Italia, questa consapevolezza arriva tardi — ma arriva con forza. E c’è chi, da oltre un secolo, lavora perché il tè trovi finalmente il posto che merita nelle tavole, negli alberghi, nelle pasticcerie e nei ristoranti del nostro Paese.

Ferri dal 1905: quando il tè è una storia di famiglia

Era il 1905, e nella pianura mantovana avvolta di nebbia, nonno Primo aveva appena iniziato a scrivere la sua storia. Radici salde nella terra fertile di Mantova, un’attività agricola che stava muovendo i primi passi, e quella tipica “arte di arrangiarsi” lombarda che trasformava la fatica in visione. Decenni dopo, con il passaggio della guida ai figli e poi ai nipoti, lo sguardo dell’azienda si allargò verso Oriente: da quella svolta nacque l’avventura di Ferri dal 1905 nel mondo del tè.

Da allora, viaggi, selezioni, sperimentazioni. Materie prime ricercate in ogni angolo del pianeta, poi lavorate e confezionate interamente nel laboratorio di Castel Goffredo, nel cuore del mantovano. Una scelta precisa, controcorrente rispetto alla globalizzazione che spinge a delocalizzare: avvicinarsi ai propri clienti, non allontanarsi. Lavorare con le mani, conservare ogni segreto del blend, garantire un controllo totale sulla qualità.

Oggi Ferri dal 1905 è uno dei principali fornitori di tè, infusi e spezie per il settore Horeca in Italia, con un catalogo che spazia dai tè più pregiati alle miscele aromatizzate su misura, dalle spezie di origine selezionata ai prodotti benessere. Ma è soprattutto un punto di riferimento culturale: perché il tè, per questa azienda, non è mai solo un prodotto.

Albino Ferri e l’Accademia: il tè come mestiere da imparare

Albino Ferri è entrato in azienda giovanissimo, attratto dai profumi e dalla complessità sensoriale di ciò che la famiglia lavorava. Insieme al padre Andrea, ha costruito nel tempo un sistema di conoscenza dedicato al mondo del tè: raccolta di dati, documentazione storica, analisi sensoriale. Nel 2003, questa passione si è trasformata in progetto strutturato: nasce l’Accademia Ferri, il braccio formativo dell’azienda, oggi punto di riferimento riconosciuto per la formazione professionale nel mondo del tè e degli infusi.

Venti anni di attività, sommelier professionista, Tea Master. Attorno ad Albino si è riunito nel tempo un gruppo di docenti straordinari: ricercatori universitari come Livio Zanini, pioniere della cultura del tè in Italia e docente a Ca’ Foscari; Tea Sommelier certificate a livello internazionale come Gabriella Lombardi e Stefania Gilardi; barman, fitochimici, agronomi, etnobotanici, consulenti di marketing.

Un team che riflette la complessità reale del tema: il tè non è solo una foglia in una tazza, è botanica, storia, chimica, comunicazione, esperienza.

L’obiettivo dell’Accademia è chiaro: colmare un gap che ancora esiste nel mondo dell’ospitalità italiana. Troppo spesso il tè viene servito male, scelto male, proposto male. Un’opportunità di business concreta — e un’esperienza per il cliente — che viene sprecata ogni giorno. I corsi dell’Accademia, le rubriche editoriali, gli eventi e le degustazioni servono esattamente a questo: dare agli operatori Horeca gli strumenti per trasformare una tazza di tè in un momento memorabile.

Tra le novità più significative degli ultimi anni c’è “Materia – Ferri dal 1905”, il nuovo progetto dedicato alle botaniche italiane nato dalla visione e dall’esperienza di Albino Ferri. Un percorso che guarda al territorio con un occhio nuovo: non solo importare il meglio dal mondo, ma valorizzare ciò che cresce qui, in Italia, con la stessa cura riservata ai tè più pregiati d’Oriente. Materia è anche un progetto identitario: racconta chi siamo, da dove veniamo, cosa abbiamo sotto i piedi.

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La Giornata Internazionale del Tè 2026: due giorni in Toscana

Il 20 e 21 maggio 2026, in occasione della Giornata Internazionale del Tè, Accademia Ferri ha scelto la Toscana — precisamente La Monastica di Buggiano Castello — per dare vita a due giornate dense, concrete e visionarie. Non una celebrazione fine a se stessa, ma un progetto pensato per parlare al mondo Horeca: a ristoratori, pasticcieri, albergatori, bartender, a tutti coloro che ogni giorno hanno il tè tra le mani e non sempre sanno come valorizzarlo.

L’evento è stato realizzato in collaborazione con La Monastica, Italia a Tavola e una rete di partner d’eccellenza: Guido Cattolica, Costa Group, Casa Bugatti, Geminiano Cozzi Venezia 1765, Infinito Design e Atelier Damiano Carrara.

La prima giornata si è aperta con un aperitivo riservato agli operatori del settore, uno spazio di confronto informale prima di entrare nel vivo. È qui che è stato presentato ufficialmente il Progetto Materia, la nuova linea dedicata alle botaniche italiane: un lancio che ha messo al centro la ricerca e il territorio, confermando la direzione sempre più identitaria dell’azienda.

Ma la sorpresa più inattesa è arrivata con un secondo annuncio: un nuovo progetto editoriale e fumettistico, sviluppato insieme a Italia a Tavola e alla Munchausen Factory — studio creativo cross-mediale fondato da Antonio Recupero, Roberto Di Leo e Carlo Alberto Fiaschi. Un progetto mensile che racconta la cucina italiana nella sua espressione più autentica, reinterpretata attraverso un linguaggio ironico e contemporaneo. Un’idea che dice molto del momento: la cultura del cibo e del tè ha bisogno di nuovi linguaggi per raggiungere nuovi pubblici.

A seguire, i partecipanti si sono spostati al ristorante Devoti de La Monastica, dove la cena è diventata un laboratorio vivo. Una occasione per testare concretamente i format dell’Accademia: Tea Tour e Infusioni Alternative, due proposte pensate per integrare il tè nel percorso della serata in modo coerente e sorprendente. A chiudere la cena, un momento atteso e delicato: il dessert in pairing con il tè, firmato dall’Atelier Damiano Carrara — un’operazione di pasticceria di alta scuola che ha dato vita alla rubrica “Storie di Pasticceria”.

Il secondo giorno si è aperto con una colazione nel segno del format “Colazioni Speciali”, uno dei progetti ricorrenti dell’Accademia, dedicato a chi vuole elevare il momento del breakfast a vera esperienza.

accademia Ferri colazioni speciali STORIEDICIBO

Poi, spazio alla rubrica “Gocce di Tè” e all’appuntamento più atteso: una visita immersiva alla più antica piantagione di tè d’Italia, guidata da Guido Cattolica. Raccolta, lavorazione, cultura della pianta: un’esperienza che pochi in Italia hanno mai vissuto davvero, e che racconta meglio di qualsiasi parola quanto il tè possa essere anche una storia italiana.

Quello che Accademia Ferri ha costruito attorno alla Giornata Internazionale del Tè 2026 rappresenta un vero e proprio progetto, più che un semplice evento: è la manifestazione più visibile di un lavoro lungo, coerente, appassionato. Un lavoro che parte dal 1905, attraversa generazioni, cambia forma ma non cambia direzione. Il tè come prodotto, come cultura, come strumento professionale, come linguaggio creativo.

In un Paese che ama il caffè come una religione, c’è spazio — c’è urgenza, anzi — per chi rivendica la stessa dignità per una foglia che ha attraversato millenni di storia e continenti interi.

Ferri dal 1905 lo fa da più di un secolo.

E lo fa, ancora oggi, con la stessa curiosità di nonno Primo che guardava verso Oriente.