Manna Milano cronache di piazza 6 maggio STORIEDICIBO
Invito

Manna diventa maggiorenne. Milano festeggia.

Manna maggiorenne. Si festeggia in strada.

Manna Milano compie 18 anni: il ristorante di Matteo Fronduti festeggia con un block party in piazza Governo Provvisorio.

Il 6 maggio 2026 Cronache di Piazza ha trasformato il quartiere in una grande festa di strada: sei chef ospiti, cocktail, musica e beer pong per celebrare la maggiore età di uno dei ristoranti più longevi della scena milanese.

Diciotto anni di cucina concreta, di quartiere vissuto, di rapporti veri. Manna, il ristorante milanese fondato e guidato dallo chef Matteo Fronduti, taglia un traguardo che nella ristorazione italiana vale doppio — e lo fa a modo suo. Niente cena celebrativa, niente ospiti impettiti: il 6 maggio dalle 18:30 a mezzanotte, piazza Governo Provvisorio è diventato il cuore pulsante di Cronache di Piazza, un evento in pieno stile block party che porta la cucina fuori dal ristorante e dentro il quartiere. In piazza sei tra i cuochi più rappresentativi della scena milanese — Francesca Lecchi, Cesare Battisti, Diego Rossi, Matías Perdomo, Simon Press ed Eugenio Roncoroni — ciascuno con un piatto pensato per mangiare in piedi, senza cerimonie. Ai drink Kenny Matteo del Reverend e Roberto Tardelli de Il Nemico; la musica affidata a Dj Fede e Madsoundsystem, senza scaletta. Il beer pong contest è powered by Ceres. Una festa vera, coerente con tutto quello che Manna ha sempre rappresentato.

Manna milano STORIEDICIBO
Manna Ristorante

Intanto i numeri dell’evento: 18 anni di attività, 6 chef osptiti, 6 ore di festa, dalle 18.30 a mezzanotte.

Una festa fuori dal comune, del resto Manna, il ristorante milanese di Matteo Fronduti non ha mai avuto molto a che fare con le convenzioni, e il suo diciottesimo compleanno non fa eccezione. Niente cena di gala. Niente posti a sedere riservati. Niente protocollo.

manna mateo fronduti STORIEDICIBO
Matteo Fronduti

Dalle 18:30 a mezzanotte e trenta, piazza Governo Provvisorio si trasforma nella sala da pranzo più grande e libera della città. La cucina esce dal ristorante, invade la piazza, si mescola alla strada. Si mangia in piedi, si beve, si resta finché si ha voglia di restare. Come nei migliori block party — quelli nati nel Bronx, quelli che fanno comunità prima ancora che festa — non c’è un percorso da seguire, solo uno spazio da abitare.

L’evento si chiama Cronache di Piazza, ed è proprio questo: una cronaca in diretta, improvvisata quanto basta, di diciotto anni di cucina e quartiere. Ceres è il collaboratore d’eccezione, con beer pong contest e una ruota della fortuna piena di gadget. Non manca nulla: buon cibo, buoni drink, musica e quella specifica qualità dell’aria delle feste vere.

Manna Milano cronache di piazza 6 maggio STORIEDICIBO

“Non c’è un percorso gastronomico da seguire. Si mangia in piedi, si beve, si chiama chi si vuole. È una festa, e come nelle migliori feste, tutto può succedere.”

Il principio che ha guidato Fronduti nella costruzione del programma è semplice e diretto quanto tutto ciò che fa: chiamare le persone con cui ha costruito qualcosa, in questi anni. Non una vetrina. Non un casting di nomi illustri. Una rimpatriata allargata.

In piazza arrivano sei cuochi che con Matteo Fronduti condividono pezzi di strada, serate, chiacchiere, rispetto professionale. Ognuno porta qualcosa che racconta quella relazione:

  • FRANCESCA LECCHI  —  Alici marinate con maionese piccante  (Ai Fiori Blu)
  • DIEGO ROSSI  —  Pane e trippa  (Trippa)
  • MATÍAS PERDOMO & SIMON PRESS  —  Empanadas  (Contraste)
  • EUGENIO RONCORONI  —  Patate fritte, salsa alle cozze e camembert
  • MATTEO FRONDUTI  —  Pane, panelle e melanzane  (Manna — padrone di casa)
  • CESARE BATTISTI  —  Effetto sorpresa  (Ratanà)

Il filo conduttore è trasparente: roba da mangiare senza pensarci troppo, che soddisfa il palato e lo stomaco. Niente che richieda spiegazioni o posate particolari. Cibo da strada, da condivisione, da notte di festa. A completare il quadro, una presenza pizza in versione street: perché diciotto anni si festeggiano anche con la semplicità delle cose buone.

Dietro il bancone due nomi che nella scena milanese del beverage non hanno bisogno di presentazioni. Kenny Matteo del Reverend e Roberto Tardelli de Il Nemico: drink fatti bene, pensati per accompagnare il ritmo della piazza, non per sovrastarlo. Cocktail che funzionano nelle mani, che si spostano tra la gente, che si adattano all’ora.

Dj Fede e Madsoundsystem aprono la serata ma la tengono aperta. Nessuna scaletta fissa, nessun paletto: possono arrivare ospiti, attaccare un set, cambiare direzione. È una festa, e come nelle migliori feste, tutto può succedere.

Diciotto anni fedeli a un’idea

Manna esiste da diciotto anni. Un numero che nel mondo della ristorazione milanese — tra aperture febbrili e chiusure silenziose — vale doppio. Il ristorante di Matteo Fronduti è cresciuto nella stessa piazza in cui ora festeggia: piazza Governo Provvisorio, che non è il centro, non è il centro-centro, ma è esattamente il posto giusto per un ristorante come questo.

In tutti questi anni Manna è rimasto fedele a un’idea ben definita di cucina e di accoglienza: concreta, diretta, senza scenografie. Cambiano le mura, cambia l’assetto della sala, ma il modo di stare nel ristorante — di cucinare, di servire, di accogliere — è lo stesso. Non è immobilismo. È coerenza. È sapere chi sei e non doverlo dimostrare ogni stagione.

Fronduti è cresciuto qui. Il quartiere non è solo la scenografia del ristorante: è parte del racconto. E questa festa non è il capitolo conclusivo di una storia, ma la celebrazione di tutto ciò che quella storia ha reso possibile — la rete di rapporti, di colleghi diventati amici, di cuochi con cui si condivide molto di più di una brigata.

“Spazio condiviso, good vibes, persone che si incontrano. Il primo a voler festeggiare è Fronduti. E si vede.”

Una festa coerente con tutto il resto

Cronache di Piazza non è statocun evento di comunicazione. Non un lancio, non un rebranding, noncun modo per tornare visibili. È stato  esattamente quello che è sembrato: una festa vera, costruita su relazioni vere, in un posto che ha significato per chi lo abita da quasi vent’anni. Noi abbiamo poartecipato, vissuto la festa, degustato (il pane, panelle e melanzane vince alla grande e non perchè è del padrone di casa! ndr

C’è stato tutto quello che serve per stare bene, niente di quello che non serve.

Diciotto anni. Maggiore età. La stessa piazza. Lo stesso modo di fare le cose.

Una serata che vale tutta la storia che racconta.