Moda, vino e arte: Italia e Francia a confronto. - Storie di Cibo
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La vendemmia a Milano è in programma dal 7 al 13 ottobre 2019.

Un inedito programma di appuntamenti per l’evento più atteso dell’autunno milanese.

L’evento quest’anno coincide anche con il decimo anniversario della presidenza di Guglielmo Miani dell’associazione che riunisce gli oltre centocinquanta Global Luxury Brand del Quadrilatero della moda.

Ne abbiamo parlato presentando il programma dettagliato qualche settimana fa: dieci anni di vendemmia a Milano

Ora che siamo nel vivo è bello raccontare quello che avviene in diretta.

Un confronto tra Italia e Francia su vino, moda e arte, che pone l’accento su internazionalizzazione e sostenibilità.

Si è tenuto ieri a “Casa Vendemmia” il Forum “Moda, vino e arte. Italia e Francia a confronto”, uno degli appuntamenti legati al decimo anniversario de La Vendemmia”, l’evento ideato e promosso da MonteNapoleone District, e realizzato in collaborazione con il Comitato Grandi Cru d’Italia.

Un momento di riflessione che si inserisce in un contesto per veri intenditori che è poi il fine di un evento che celebra la passione per l’eccellenza che la moda più raffinata e i vini più pregiati condividono.

Con la partecipazione dei più esclusivi ristoranti e degli hotel 5 stelle lusso della città, La Vendemmia 2019 vede animarsi centosei boutique delle vie Montenapoleone, Sant’Andrea, Verri, Santo Spirito, Gesù, Borgospesso, Bagutta e di via della Spiga, che partecipa per il secondo anno consecutivo, e per la prima volta anche di via San Pietro al’Orto.

Organizzato in collaborazione con Class Editori, il forum ha coinvolto relatori d’eccezione in un dibattito su temi di cui entrambi i Paesi sono protagonisti a livello internazionale.

Sono emersi spunti di riflessione molto interessanti su turismo, cultura, esportazioni, internazionalizzazione e sostenibilità ambientale, tutti argomenti trasversali ai tre settori analizzati.

Il primo intervento è stato quello dell’Assessore regionale Fabio Rolfi:

“Grazie al patrimonio italiano senza pari di biodiversità agroalimentare e enogastronomica, possiamo offrire quello che altri non sanno offrire.

L’esperienza sensoriale sta diventando sempre più importante nella scelta della destinazione turistica.

Con il Made in Italy della moda e del design ci sono grandi potenzialità per l’economia italiana che vanno organizzate a sistema. L’enoturismo e il fenomeno dei wine lovers unito alle bellezze artistiche e architettoniche del nostro Paese può valorizzare le cantine”.

Guglielmo Miani, Presidente di MonteNapoleone District Presidente di MonteNapoleone District, presente anche in qualità di imprenditore come CEO e Presidente di Larusmiani:

“Siamo arrivati al decimo anniversario con risultati importanti. Con La Vendemmia abbiamo voluto offrire una esperienza a 360 gradi. Abbiamo creato un concept per far vivere a clienti e associati una esperienza unica, con contenuti come il Menù Vendemmia ad un prezzo fisso accessibile in ristoranti esclusivi anche a chi non li ha mai presi in considerazione.

Da una serata con 18 brand, siamo oggi ad oltre 100. Celebriamo i vini italiani con l’asta, il Wine Tasting ed abbiamo coinvolto anche gli hotel che si movimentano così anche in un mese tra i più tranquilli dell’anno.

La Vendemmia rappresenta oggi una ragione in più per venire a Milano.

Esportando l’evento prima a Roma e poi a Shanghai vogliamo far conoscere il vino italiano all’estero e il pregio dei nostri prodotti.”

E prosegue nel raccontare la sua esperienza come imprenditore nella moda:

“Nella moda, Italia e Francia hanno sempre collaborato, l’Italia è fondamentale per i marchi francesi.

Se nella moda sfruttano molto il nostro know-how, nel vino abbiamo molto imparare da loro soprattutto nel marketing, nelle strategie di distribuzione e internazionalizzazione.

E poi c’è il tema della sostenibilità, in Larusmiani produciamo abiti fatti a mano in Italia. Sartoriale è una parola abusata. La nostra manualità e l’artigianalità sono i valori che il mondo ci chiede, in Italia è sempre più difficile però siamo in grado di dare vita a prodotti meravigliosi che i clienti più sofisticati al mondo ricercano”.

Dopo l’esperienza del Padiglione Italia a Expo 2015 e prossimamente a Dubai 2020, il celebre architetto Italo Rota sottolinea il ruolo della comunicazione del vino:

“La rappresentazione della qualità di vita attira un pubblico non solo turistico, a Milano la gente viene a vedere come si produce il futuro, com’è la qualità della vita dove c’è industria e tecnologia.

Regioni come la Lombardia potrebbero mettere insieme turismo e agricoltura e creare una storia più originale sul vino, come bevono le persone che stanno progettando il futuro.

Il vino è una risorsa non ancora valorizzata, bisognerebbe creare esperienze più articolate sul ruolo che ha nella nostra vita..

A Expo 2015, abbiamo offerto la possibilità di assaggiare vini che venivano da tutti gli angoli d’Italia puntando sull’originalità del gusto e la ricchezza della biodiversità”.

E prosegue spiegando che il vino no va banalizzato,non dovrebbe essere un pretesto per vendere ma collaborare nel creare una esperienza:

“La concorrenza sempre più agguerrita deve indurre a raccontare le storie che ci sono dietro ad una bottiglia e valorizzare chi produce. Il Padiglione Italia a Dubai sarà una grande vetrina del sapere italiano: l’impiego di materiali naturali come alghe, caffè e polvere di arancio, le facciate in materiali riciclati stampati in 3D, coinvolgeranno i visitatori partendo dall’idea di toccare per capire come è fatta una cosa”.

Raccontando l’esperienza del Museo del Vino di Torgiano, Francesco Zaganelli della cantina umbra Lungarotti, ha spiegato come questo serva da volano per attrarre l’enoturismo:

“Il Muvit, inaugurato nel 1974, si pone l’obbiettivo di raccontare il vino nella storia della civilizzazione dell’uomo lungo un percorso di 5.000 anni di storia.

A differenza di quello di Bordeaux, improntato maggiormente all’aspetto sensoriale e degustativo, il nostro si pone come un vero museo d’arte interdisciplinare.

Sin dalla fondazione della Cantina nel 1962 lavoriamo costantemente per la valorizzazione del territorio, con l’obiettivo di produrre vini di qualità, con una forte attenzione alla sostenibilità ambientale.

Anche a Milano per “La Vendemmia” portiamo questa nostra unicità, che sottolinea un savoir faire tutto italiano, esponendo all’Hotel Baglioni una coppa rinascimentale, dono nuziale ai due innamorati che potevano bere contemporaneamente dalla stessa coppa e una maschera dionisiaca dell’artista giapponese Kano Tatsunori che richiama il mito di Dionisio, Dio del vino e del teatro ed emblema dell’essenza primordiale dell’uomo”.

Paolo Panerai, Vice Presidente Esecutivo del Comitato Grandi Cru d’Italia, editor-in-chief e CEO del gruppo Class e proprietario di importanti aziende vinicole, ha così concluso:

“Moda, vino e arte sono una cosa sola che sintetizza le caratteristiche dell’Italia.

Nell’asta straordinaria di martedì a favore di Dynamo Camp, dove sono stati raccolti oltre 45 mila euro, c’è stata una sintesi tra vino e arte.

La competizione con la Francia c’è. Là esiste una gran tradizione, ma ricordiamo che furono gli etruschi i primi a vendere il vino ai francesi, che fino ad allora bevevano la birra perché erano barbari. Il Comitato Grandi Cru d’Italia è stato fondato per rappresentare la diversità offerta dall’Italia e il nome stesso Gran Cru ha un senso anche in Cina dove i vini italiani sono assolutamente competitivi”.

A conclusione dell’incontro, assaggi delle prelibatezze della Valtellina (le eccellenze lombarde con il marchio “Prodotti di Montagna”) nel corner di Regione Lombardia allestito dall’Ente Regionale per i Servizi all’Agricoltura e alle Foreste (ERSAF) che, insieme al Comune di Milano, patrocina La Vendemmia di MonteNapoleone District.

Sempre più il vino come mezzo e tramite per relazionare i mondi del lusso.

Nadia Toppino
Nadia Toppino
Nata a Rho, viaggiatrice e girovaga per lavoro e per passione. Ho fatto mia una definizione che mi hanno affibbiato tempo fa : "ingegnere creativo" che lega alla perfezione i miei studi alla mia vera essenza. (creativa), che è quella che metto anche nella curiosità e scoperta di nuove storie di cibo!

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