Morelli e Suardi ai fornelli di Mura in Fermento a Bergamo Alta

Quando il maestro incontra l’allievo: Morelli e Suardi ai fornelli del San Vigilio.

La prima Cena in Fermento del 2026 celebra un legame che va oltre la cucina.

C’è un filo invisibile che lega Bergamo Alta al futuro della ristorazione italiana. Un filo tessuto di esperienza, passione e quella curiosità infinita che trasforma un cuoco in uno chef. Il 30 gennaio, questo filo si materializzerà tra i fornelli del Ristorante La Cucina del Relais San Vigilio, quando Giancarlo Morelli – bergamasco doc, stella Michelin e leggenda vivente della cucina italiana – tornerà a cucinare fianco a fianco con Davide Suardi, lo chef che un tempo fu suo allievo.

Una cena a quattro mani. E insieme un cerchio che si chiude, una storia di formazione che diventa racconto condiviso, servito piatto dopo piatto.

Il maestro: Giancarlo Morelli, l’energia fatta cucina

Giancarlo Morelli non ha bisogno di presentazioni, ma merita di essere raccontato. E’ stato Stella Michelin al Pomiroeu di Seregno, patron di Morelli e Bulk a Milano, anima del Phi Beach in Sardegna: ovunque metta le mani, nascono esperienze gastronomiche che sanno di innovazione e tradizione insieme.

giuancarlo morelli storiedicibo

Ma Morelli non è solo tecnica sopraffina e creatività visionaria. È soprattutto energia pura, quella forza contagiosa che trasmette a chiunque abbia la fortuna di lavorare con lui. Metodo, organizzazione, spirito imprenditoriale: sono queste le qualità che lo hanno reso uno dei più rispettati chef del panorama nazionale, un punto di riferimento per un’intera generazione di cuochi.

La sua cucina? Golosa, senza fronzoli ma mai banale. Capace di stupire con la semplicità di ingredienti magistralmente orchestrati, di raccontare storie attraverso sapori che restano impressi nella memoria del palato.

L’allievo: Davide Suardi, la cucina della necessità

Se Morelli è l’energia, Suardi è la riflessione. Autodidatta per scelta, executive chef del Ristorante La Cucina dal 2018, Davide ha costruito negli anni una filosofia culinaria precisa: la “cucina di necessità”. Ingredienti stagionali, filiera locale, territorio bergamasco celebrato in ogni piatto. Una cucina che nasce dalla memoria – personale e professiva – e che sa trasformare il ricordo in esperienza contemporanea.

giancarlo morelli e davide suardi storiedicibo

Eppure, dietro questa identità forte e definita, c’è un periodo formativo fondamentale: il 2018, quando Suardi ebbe l’opportunità di lavorare con Morelli, sia al ristorante milanese che al Phi Beach in Sardegna.

“L’esperienza con Giancarlo è stata davvero formativa” racconta oggi lo chef. “Da lui ho appreso cosa siano metodo, organizzazione e attitudine imprenditoriale, oltre a essermi lasciato contagiare dal suo spirito positivo, dall’energia infinita e da quella curiosità capace di spronarti a continui miglioramenti”.

Non a caso, nella carta de La Cucina c’è sempre almeno un piatto ispirato a quell’esperienza: la Ceviche di Lago, l’Anatra come reinterpretazione gourmet delle Caesar Salad del Phi Beach. Tracce di un’eredità che Suardi ha saputo fare propria, trasformandola in linguaggio personale.

La cena: quando due visioni si incontrano

Il menu del 30 gennaio è un dialogo culinario in cui si alternano le voci dei due chef, accompagnate dai vini pregiati del Castello di Grumello, celebre riferimento della viticultura bergamasca. A guidare la degustazione sarà Stefano Lorenzi, direttore della cantina, che racconterà ogni etichetta attraverso le sue sfumature, creando un ponte perfetto tra i piatti e il territorio orobico.

Si parte con l’energia di Morelli integrata nella grandiosa abitudine dello chef Suardi di  iniziare le cene della Cucina del Relais San vigilio con i “Per Cominciare” in condivisione.

Ecco allora la degustazione di pizza al padellino di Morelli – con ragù di animelle, lardo e melagrana da una parte, pancetta, carciofi e salvia dall’altra – unita ai per cominciare di Suardi:  Spiedino di wagyu bergamasco, salsa ponzu agli agrumi locali e yogurt, e Fondente di rapa rossa, pan brioche e senape. Il territorio che incontra il mondo, la tradizione che si apre all’innovazione.

Come primo, il Plin di Coniglio dagli occhi neri alla bergamasca di Suardi – con Agrì di Valtorta e salsa al Mac Vin del Relais – celebra la filiera locale con tecnica raffinata. Morelli risponde con il suo Filetto di manzo alla Wellington, un classico rivisitato con quella maestria che solo i grandi sanno avere.

Anche i dessert sono un gioco di specchi: la Torta di Rose, zabaione al Porto e limone di Morelli incontra il Gelato al fieno, cremoso di bufala, miele e mano di Buddha sciroppata di Suardi. Dolcezza che sa di ricordi, di terra, di futuro.

Il cerchio che si chiude (e si apre)

Questa cena a quattro mani  è una celebrazione di ciò che rende grande la cucina italiana: la capacità di trasmettere sapere, di formare talenti, di creare legami che vanno oltre la brigata e diventano famiglia professionale.

Morelli che torna a cucinare con Suardi non è il maestro che controlla l’allievo cresciuto. È il riconoscimento reciproco di due chef che, pur seguendo strade diverse, condividono gli stessi valori: curiosità, energia, rigore, passione.

E poi c’è Bergamo, la città che li accomuna, celebrata in ogni piatto, in ogni vino, in ogni scelta di ingrediente. Perché la grande cucina nasce sempre da un luogo preciso, da radici profonde, da storie che meritano di essere raccontate.

cene in fermento giancarlo morelli storiedicibo


Informazioni pratiche:
  • Data: Venerdì 30 gennaio 2026, ore 19.30
  • Luogo: Relais San Vigilio, Piazza San Vigilio – Bergamo Alta
  • Costo: €110 a persona (menu con pairing, coperto, acqua e caffè)
  • Prenotazioni: +39 035 265 0987 | relaissanvigilio.it
Posti limitati, prenotazione obbligatoria.

Le Cene in Fermento proseguiranno il 26 febbraio con lo chef stellato Stefano Masanti de Il Cantinone di Madesimo, maestro della cucina di montagna contemporanea.