Natalini non riapre Autem: ristoratori vittime del coronaVirus - Storie di Cibo
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Periodo di Corona Virus: reazioni varie da parte di chef e imprenditori, dalla beneficienza (ma non fa fatturato!) al delivery e ai bond.

Ma c’è chi decide (suo malgrado) di chiudere: Luca Natalini annuncia la fine dell’avventura del ristorante parmigiano, a meno di un anno dall’apertura.

Il ristorante Autem avrebbe compiuto un anno esatto a maggio dopo che Luca Natalini ci aveva dedicato tutta la sua passione, innamorato da subito del luogo e del progetto. Nato come sala per eventi, Autem era diventato un ristorante vero e proprio anche grazie al supporto della famiglia Galloni. Apprezzato per i suoi piatti e il suo stile, Natalini era entrato nelle preferenze di molti con la sua Pasta Bianca.

Ma poi è arrivato il corona Virus….

Luca Natalini ha alzato le mani, arreso o consapevolmente fermo.

Ha scelto di chiudere Autem, il ristorante aperto un anno fa nel parmense, a Langhirano:

“Non voglio finire in modo marcio, insistere ora vorrebbe dire indebitarmi e questa idea non mi piace”.

E ha scelto di dare l’annuncio in modo social sui canali dove ogni giorno vediamo interviste, vediamo nascere delivery, vediamo aziende che si riconvertono in attesa di capire cosa “fare da grandi”.

Un post sul suo profilo Facebook, con una sorta di lettera, subito condivisa e commentata in modo dispiaciuto soprattutto per il successo che il progetto Autem stava riscontrando, seppur giovanissimo.

“Ciao a tutti,
in molti sapete già chi sono, ma mi presento comunque:
Sono Luca Natalini, un ragazzo che ha sempre investito tutto per la cucina.

Ho creduto in ‘Autem’ sin dall’inizio, da quando ho visto il ristorante per la prima volta, completamente vuoto…
Grazie ai fratelli Galloni, ho potuto dar vita al mio progetto e, dopo tanto, ho creato un bel team che, anche di fronte alle difficoltà, ha continuato a supportarmi e credere in quello che stavamo facendo. Ho dato il via libera alla mia fantasia, alla mia passione e così é nata la mia cucina.

Vedere voi clienti stupiti davanti a tale bellezza del locale e stupiti dalla nostra cucina e dal nostro servizio, mi ha dato la forza di non arrendermi e continuare dritto per la mia strada…ma, purtroppo, questo non é bastato.
Oggi la start up di Autem non ha le forze necessarie e sufficienti per poter andare avanti .
Questo periodo di crisi generale dovuto al Covid-19, ha solo infranto un sogno, il sogno di tutto il team Autem.
Sono però convinto che non tutti i mali vengano per nuocere e spero che, superato questo periodo, magari, io possa ritornare qui a scrivervi per comunicarvi che un altro progetto sta per nascere.

Ringrazio tutto il mio team Andrea Forti Marianna Sibillano Silvia Berettoni Yenifer Bellini Gabriele Natalini Vittorio Gatti Federico Palo e tutti voi per essere venuti a trovarmi, spero di potervi rivedere presto e cucinare per voi

A malincuore,
Luca”

Abbiamo parlato con lo chef, che sarà con noi in diretta instagram, DOMENICA 26 APRILE ORE 15.00, e ci ha spiegato il suo pensiero tra il fatalista e il razionale:

“Ogni imprenditore nel creare la sua impresa si affida in parte al rischio. In questa situazione però proseguire, insistere, sarebbe come giocare d’azzardo: troppi i rischi, troppe le incertezze, basti pensare che ancora mancano le linee guida sulla sicurezza!”

E prosegue con grande determinazione ed etica:

“Abbiamo voluto pagare i nostri dipendenti e i fornitori per non lasciare scoperto niente, ma non potevamo permetterci di proseguire. Potevamo provarci per un anno, ma con quali prospettive?”.

Secondo lo chef, trentenne e tanta voglia di fare, occorre fermarsi e vedere che direzione prenderà il settore, capire cosa chiederanno i clienti,  e come andrà il mercato.

La qualità dell’offerta pagherà sempre, ma bisognerà vedere come sottoporla alla clientela, se con delivery, con ristorazione classica, in altro modo ancora.

Ne parleremo con lui in diretta Instagram sulla nostra pagina DOMENICA 26 APRILE ALLE ORE 15.00: Storie Di Cibo – Instagram

 

Nadia Toppino
Nadia Toppino
Nata a Rho, viaggiatrice e girovaga per lavoro e per passione. Ho fatto mia una definizione che mi hanno affibbiato tempo fa : "ingegnere creativo" che lega alla perfezione i miei studi alla mia vera essenza. (creativa), che è quella che metto anche nella curiosità e scoperta di nuove storie di cibo!

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