Giulia e Andrea in Piazza Po: sapori di famiglia e accoglienza di casa.
L’amore in cucina e l’accoglienza “casa-bottega” di Nudo & Crudo Bistrò Milano, un’oasi intima dove a parlare sono solo i sapori.
Nel cuore di Piazza Po a Milano, Nudo & Crudo Bistròè il porto sicuro nato dal progetto di vita e d’amore di Giulia Ferri e Andrea Rottigni. Un locale raccolto e di grande atmosfera dove l’ospite si sente subito come a casa e la cucina si fa interprete dei ricordi d’infanzia e di famiglia. Tra mondeghili golosi, una parmigiana croccante e primi piatti avvolgenti, la serata scorre via leggera sotto la guida calorosa di Giulia in sala, mentre lo chef Andrea lavora protetto dalle mura della sua cucina, invisibile ma straordinariamente presente in ogni assaggio. Un piccolo segreto milanese da vivere e riscoprire in famiglia o tra amici.

Nel variegato scenario della ristorazione milanese, caratterizzato da una costante rincorsa all’ostentazione e a format gastronomici d’importazione, si assiste alla fioritura di controtendenze che eleggono la dimensione domestica e l’affettività a fulcro dell’esperienza culinaria. Nudo & Crudo Bistrò, situato in Piazza Po 10, rappresenta un caso emblematico di questa filosofia. Fondato nel 2014 dalla coppia professionale e di vita composta da Andrea Rottigni e Giulia Ferri, il locale nasce dal desiderio di trasferire l’amore e la cura tipiche di una dimora privata all’interno di una dimensione pubblica, accogliendo gli ospiti come se varcassero la soglia di casa.

Abbiamo vissuto in una serat di esperienza culinaria e chiacchiere coon Giulia l’evoluzione di questo spazio, le sue radici storiche tra Bergamo e Milano, l’originale modello gestionale “casa-bottega” e, soprattutto, l’affascinante paradosso di una cucina guidata da uno chef sistematicamente invisibile al pubblico!
Il posizionamento urbano di Nudo & Crudo Bistrò rivela dinamiche di profondo interesse sociologico, quasi un caso di studio in quella Milano che appare così cosmopolita ma che in realtà è organizzata a quartieri che da soli rappresentano comunità di paese. Piazza Po, un quadrante storicamente residenziale lambito dall’elegante direttrice di via Washington, ha vissuto negli ultimi decenni un processo di spiccata gentrificazione. Rilevato originariamente come un bar tradizionale caratterizzato da un’offerta da tavola fredda, il locale è stato progressivamente trasformato per non recidere il legame con gli abitanti del quartiere, che ne costituiscono tuttora la spina dorsale.

Giulia Ferri descrive questo processo di metamorfosi urbana e commerciale evidenziando la transizione del quartiere:
“Qui è sempre stato un bar. E qui prima era periferia inoltrata, adesso praticamente siamo in centro! Quindi anche il locale ha avuto un po’ questa evoluzione. Lavoriamo molto col quartiere perché non abbiamo tanti competitor, o comunque è una zona molto residenziale e quindi abbiamo clienti che vengono la mattina, la sera, due, tre volte al giorno”.
Questa continuità di frequentazione, che accompagna il cliente dalla colazione del mattino alla cena, si fonda su un modello organizzativo che esclude intermediari e si basa sulla conduzione diretta della coppia, equamente responsabili e appassionati dell’impresa :
“Qui non c’è nessun altro, è proprio nostro totalmente. Ci siamo solo divisi un po’ i compiti, Andrea si occupa totalmente della cucina, io mi occupo di tutto il resto”.
Con circa quaranta coperti distribuiti tra lo spazio interno, intimo e raccolto, e un dehors esterno fruibile durante le stagioni temperate, il bistrot si configura come un rifugio urbano ideale da scoprire e vivere in famiglia o tra amici, dove la cura del dettaglio e la spontaneità dell’accoglienza prevalgono sui formalismi tipici della metropoli.
La sostenibilità del progetto poggia su un modello di vita e lavoro rigorosamente integrato. Giulia e Andrea hanno scelto di abitare a ridosso del locale, strutturando le giornate in funzione di un equilibrio che salvaguardi la sfera familiare, pur garantendo una copertura del servizio estremamente ampia. Il bistrot apre alle ore 8:00 del mattino per il servizio della colazione – caratterizzato da lievitati di scuola francese cotti e farciti al momento e pane di produzione propria – e osserva una chiusura pomeridiana sistematica dalle 15:00 alle 18:00, prima di riaprire per l’aperitivo e la cena. Una pausa pomeridiana che permette loro anche di vivere i due figli, Giacomo e Giovanni, rispettivamente di 11 e 8 anni. Giulia Ferri illustra con estrema naturalezza questa complessa quadratura del cerchio:
“Noi apriamo la mattina alle 8:00, facciamo le colazioni… e poi facciamo la pausa il pomeriggio, dalle 3 alle 6 chiudiamo. E poi gestiamo i bambini e le altre cose extra lavoro… abitiamo qua dietro, quindi insomma è proprio casa bottega. … Mangiamo alle sei e mezza coi bambini, per loro è normale. Sono entrati nel contesto”.
Per preservare l’integrità del nucleo familiare e la freschezza della proposta, la gestione ha inoltre introdotto la chiusura totale nella giornata di domenica e, da circa due anni, la chiusura del lunedì sera, concedendosi spazi di decompressione necessari in un settore caratterizzato da ritmi logoranti.
Sala e cucina: due destini già segnati!
La straordinaria naturalezza con cui Giulia Ferri governa la sala non è frutto di un apprendimento estemporaneo, ma rappresenta l’evoluzione di una solida eredità familiare. La sua famiglia d’origine è infatti legata da generazioni alla ristorazione bergamasca attraverso l’Osteria Scotti di Sombreno (frazione di Paladina), una prestigiosa insegna ospitata in una villa d’epoca del Seicento. La dinastia degli Scotti vanta radici profonde nella storia della gastronomia lombarda, avendo detenuto in passato la stella Michelin con il celebre ristorante “Il Catenone” ad Alzano Lombardo.
Nonostante la volontà giovanile di intraprendere percorsi differenti, il richiamo delle origini ha finito per tracciare la strada professionale di Giulia :
“Io sono di Bergamo, la mia famiglia aveva un ristorante lì, ha sempre avuto ristoranti. Quindi per me è sempre stata tutta molto naturale questa cosa, anche se non avrei mai immaginato che poi sarebbe diventato il mio lavoro. Però cercavamo un locale piccolino che si potesse gestire in maniera familiare”.
Sul fronte opposto, il rigore tecnico e la precisione d’esecuzione di Andrea Rottigni sono il risultato di una solida formazione alberghiera e di un apprendistato svolto in alcune delle più importanti cucine milanesi. Di fondamentale importanza è stata la lunga permanenza a fianco di Andrea Provenzani presso “Il Liberty”, pilastro della reinterpretazione contemporanea dei classici meneghini.
A questa esperienza si sono aggiunte le collaborazioni con Fabio Giammona presso “La Pesa” e “Il Bellatusa”, icone della traditione culinaria milanese. Il sodalizio professionale e affettivo tra Andrea e Giulia ha trovato la sua definitiva consacrazione nel 2014 al ristorante “Bianca” in via Panizza, indirizzo d’elezione per la cucina di mare a Milano, dove i due hanno testato per la prima volta l’efficacia della gestione congiunta della sala e della cucina :
“….al Bianca in via Panizza, lui lavorava in cucina e io lavoravo in sala, era la prima esperienza che abbiamo fatto insieme, per capire se poteva funzionare. Poi abbiamo capito di sì e allora abbiamo aperto Nudo & Crudo”.
La caratteristica misteriosa e divertente risiede nell’assoluta “invisibilità” dello chef. In un’epoca caratterizzata dall’iper-esposizione mediatica dei cuochi, costantemente proiettati tra i tavoli della sala o impegnati nella costruzione del proprio personal brand sui canali social, Andrea Rottigni compie una scelta di radicale sottrazione. Chiuso ermeticamente all’interno della propria cucina, lo chef non si palesa mai in sala, lasciando che siano esclusivamente i suoi piatti a comunicare con l’esterno.
E così a raccontare questo locale sono i piatti e la presenza calorosa ma discreta di Giulia.
La filosofia gastronomica di Nudo & Crudo Bistrò rifiuta le etichette rigide e si concentra sulla creazione di piatti capaci di evocare memorie d’infanzia e atmosfere familiari. Il nome stesso racconta questa volontà, come ci chiarisce Giulia:
“Il nome Nudo & Crudo è perché volevamo una cosa semplice, cioè nuda e cruda, quindi non è legato a una tipologia di cucina, crudité o cose del genere, ma una cosa semplice. Infatti il nostro menù magari non sembra avere tanta identità per chi lo legge, però per noi ce l’ha, nel senso che nel nostro menù entrano solo le cose che piacciono a noi, molto di famiglia, molto nostre”.
Accomodarsi ai tavoli di questo bistrot significa lasciarsi avvolgere da una complicità immediata. La serata scorre via leggera, come una chiacchierata in salotto, intervallata da piatti sinceri che portano la firma invisibile ma nitida di Andrea.

Il nostro percorso è iniziato con un piccolo viaggio ricco di curiosità: un colorato carosello di mondeghili misti. Questa celebre polpetta della tradizione milanese, storicamente nata per non sprecare gli avanzi di carne, viene qui reinterpretata in modi inaspettati. Abbiamo assaggiato la versione classica, realizzata con i tre arrosti tradizionali; la versione al baccalà mantecato, rinfrescato da una maionese al lime che pulisce la bocca ad ogni morso, e divertente la versione alla trippa, servita con fagioli bianchi di Spagna che regalano una bella consistenza rustica. Anche la variante vegetariana – a base di spinaci, ceci, sedano, carota e patate – si rivela una piccola sorpresa di sapore, a dimostrazione che quando c’è la tecnica, anche le verdure “povere” sanno farsi valere.

La parmigiana di melanzane croccante è uno dei grandi classici immancabili del locale. La melanzana mantiene un morso croccante delizioso, esaltato dalla dolcezza concentrata del pomodoro arrosto e dalla freschezza acidula di una ricotta al pepe, il tutto rifinito dal profumo persistente dell’olio al basilico. Un piatto pulito, elegante, che diverte il palato senza appesantirlo.

Il percorso tra i primi piatti ci ha riportati dritti dritti all’atmosfera del pranzo della festa. Le pappardelle fresche al ragù classico sono un porto sicuro: la pasta all’uovo, ruvida e spessa al punto giusto, accoglie un ragù cotto lentamente come si deve, saporito e avvolgente. In perfetto contrappeso, abbiamo voluto provare il raviolo nero ripieno di salmone. L’impatto visivo del raviolo scuro è notevole, ma la vera chicca è l’abbinamento con una julienne di zucchine alla menta. Quella nota balsamica ed erbacea della menta è un colpo di genio: contrasta con grazia la grassezza del salmone e rende il piatto fresco, invitandoti subito a un altro boccone.

La conclusione della cena ha confermato la mano sapiente della cucina anche sul versante dolce, interamente autoprodotto. Il tiramisù è un cucchiaio di pura tradizione. E per chiudere in bellezza, un tocco di freschezza esotica: il carpaccio di ananas marinato allo zenzero.
Ci siamo rilassati, siamo stati bene, e come noi a quanto pare i commensali presenti. A testimonianza di come la ristorazione contemporanea possa ancora trovare spazi di autentica originalità senza necessariamente ricorrere a schemi d’avanguardia concettuale o a investimenti pubblicitari massicci. La forza di questa insegna risiede nella coerenza di un modello “casa-bottega” che mette al primo posto la sostenibilità umana e la felicità della famiglia fondatrice, riverberando questo stato di benessere direttamente sulla qualità dell’accoglienza e del cibo servito.

Il consolidamento di dodici anni di attività consente oggi a Giulia e Andrea di gestire l’impresa con maturità e consapevolezza, guardando al futuro con serenità. Sebbene il presente sia saldamente ancorato alla realtà di Piazza Po, la prospettiva di un’evoluzione a lungo termine rimane aperta verso nuovi e suggestivi scenari naturalistici :
“Diciamo che non mi vedo qui per i prossimi 20 anni. Se ci fosse una vista mare vera di un posto così al mare, allora forse questo sarebbe il coronamento totale!”.
Un Nudo & Crudo on the beach, insomma, ci apsetta in futuro!
Finché questo sogno non troverà una sua collocazione geografica, Nudo & Crudo Bistrò rimarrà un indirizzo prezioso da custodire e condividere nel cuore di Milano.
Un luogo dove l’amore per la cucina e l’accoglienza si manifestano nella concretezza dei sapori.
Torneremo per incontrare lo chef “invisibile”!

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Nudo & Crudo Piazza Po 10, Milano nudoecrudobistro.it






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