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Partita più bella del mondo: calcio, cucina e solidarietà

Sport, alta cucina e coesione territoriale: il modello filantropico della “Partita più Bella del Mondo” 2026

Dallo sport all’alta cucina nel Roero: il grande evento benefico che aiuta i bambini e premia le eccellenze con il premio Alter Ego Piemont, grazie alla Partita più bella del mondo.

Nel cuore del Roero, l’edizione 2026 de “La partita più bella del mondo” si è confermata un modello straordinario di filantropia, sport e coesione territoriale. Organizzato dall’omonima APS insieme a UGI (Unione Genitori Italiani Odv), Canale Academy, Ente Fiera del Pesco e le Pro Loco di Canale e Valpone, l’evento ha raccolto fondi vitali per Casa UGI attraverso un ricco programma di quattro giorni svoltosi dall’11 al 14 giugno. 1 Tra i momenti clou spiccano il torneo calcistico internazionale con oltre 120 bambini guariti o in cura oncologica provenienti da tutta Europa, l’esclusiva cena di gala “La cena più bella del mondo” firmata da quattro chef stellati a Fontanafredda, e la consegna del prestigioso Premio Alter Ego Piemont a personalità come Pecco Bagnaia e Luciana Littizzetto. 2 Un successo coronato dalle parole del presidente Marco Milano, che in un’intervista esclusiva ripercorre la genesi di un sogno nato quasi per caso durante la pandemia e oggi diventato un punto di riferimento della solidarietà internazionale. 

L’evoluzione delle iniziative di solidarietà sul territorio nazionale sta progressivamente abbandonando i vecchi schemi assistenziali per abbracciare modelli sistemici in cui lo sport, l’enogastronomia d’eccellenza, le istituzioni e il tessuto comunitario locale convergono in un’unica piattaforma di impatto sociale. L’edizione 2026 de “La partita più bella del mondo”, svoltasi a Canale nel cuore del Roero dall’11 al 14 giugno, rappresenta un caso di studio emblematico di questa transizione. Nata originariamente come una manifestazione sportiva spontanea e locale, l’iniziativa si è strutturata nel tempo fino a diventare un punto di riferimento internazionale capace di attrarre delegazioni pediatriche da tutta Europa e di mobilitare le eccellenze della ristorazione stellata italiana a favore dell’Unione Genitori Italiani contro il tumore dei bambini (UGI Odv).

Il successo di questa manifestazione risiede nella capacità di coniugare la terapia ricreativa con la raccolta fondi ad alto rendimento. L’obiettivo primario dell’evento è finanziare per un intero anno un’unità abitativa di Casa UGI a Torino, garantendo accoglienza gratuita, supporto concreto e beni di prima necessità ai piccoli pazienti oncologici in cura presso l’Ospedale Infantile Regina Margherita e alle loro famiglie.

Dall’emergenza sanitaria all’internazionalizzazione

Il percorso storico della manifestazione, giunta nel 2026 alla sua sesta edizione, rivela come un progetto nato in un contesto di crisi possa scalare dimensionalmente grazie alla credibilità dei suoi promotori. L’idea originaria è scaturita nel 2020, durante le prime ondate della pandemia da Covid-19, da un semplice gesto di solidarietà calcistica locale.

Marco Milano, presidente de “La partita più bella del mondo Aps” e all’epoca allenatore della società calcistica di Canale, ha rievocato la genesi del progetto:

“La Partita più bella del mondo nasce nel 2020, fondamentalmente durante il periodo Covid. È nata da un insieme di coincidenze, nel senso che all’epoca noi, come società di calcio avevamo portato dei doni, dei mattoncini Lego a Casa Ugi. Mi sarebbe piaciuto fare qualcosa con Casa Ugi, visto che ci eravamo conosciuti in quel periodo natalizio… La prima volta, il primo anno è nata come una partita di calcio tra amici. Eravamo noi, vecchie glorie di Canale più qualche bambino, che ha giocato il primo anno contro l’ospedale Regina Margherita, quindi c’erano all’incirca una decina di bambini”.

Da quel nucleo embrionale di dieci bambini, l’evento ha registrato una crescita esponenziale, assumendo una dimensione globale che nel 2026 ha visto l’ospitalità completa di oltre 120 bambini provenienti da strutture ospedaliere italiane ed europee. Tra queste spiccano il Princess Máxima Center for Pediatric Oncology di Utrecht, nei Paesi Bassi — il principale centro di oncoematologia pediatrica d’Europa —, e una folta delegazione di 28 ragazzi provenienti dalla Romania, giunti a Canale grazie all’intermediazione del Console Generale romeno a Torino, dottor Cosmin Dumitrescu.

Questa evoluzione strutturale ci è stata raccontata dal presidente Milano:

“Ci è un po’ sfuggita di mano la cosa e oggi stiamo per ospitare 120 bambini che arrivano da tutta Europa quest’anno… Senza l’aiuto delle aziende non potremmo fare niente, perché comunque tenere 120 ragazzi sul territorio, ospiti, è un impegno economico non indifferente”.

L’efficacia del modello risiede nella capacità di creare fiducia a livello locale. La forza motrice del progetto non risiede solo nelle grandi partnership istituzionali, ma in una micro-rete di relazioni comunitarie basate sulla reciproca conoscenza. Canale, una delle perle del Roero,  si configura come un contesto sociale in cui le dinamiche familiari e amicali si trasformano in capitale sociale.Questa fitta rete di fiducia interpersonale permette all’associazione di mobilitare le forze del paese con un livello di coesione che difficilmente si riscontra nelle grandi aree metropolitane.

Edizione 2026: quattro giorni di comunità e spettacolo

L’edizione 2026 ha esteso il proprio raggio d’azione su quattro giornate consecutive, trasformando il comune di Canale e le colline del Roero in un palcoscenico diffuso in cui momenti terapeutici, agonistici, gastronomici e spettacolari si sono alternati per massimizzare il coinvolgimento del pubblico.

Dalla Cena più bella del mondo al premio Alter ego Piemonte, dal Cabaret night shrow al torneo, dalle serate gastronomiche alle premiazioni…

Il palinsesto evidenzia una precisa strategia di diversificazione dell’offerta: l’alternanza tra eventi gratuiti in piazza (come il Cabaret Night Show del venerdì e il DJ set del sabato) ed eventi a pagamento (la cena e il torneo) permette di bilanciare la massima accessibilità popolare con l’esigenza di massimizzare la raccolta fondi istituzionale.

La grande novità dell’edizione 2026 è stata l’introduzione della “Cena più bella del mondo”, un evento enogastronomico esclusivo svoltosi la sera di giovedì 11 giugno nella cornice del Garden del Lago di Fontanafredda, a Serralunga d’Alba. L’iniziativa, nata sulla scorta di un test operativo condotto due anni prima, è stata resa possibile grazie alle relazioni nel settore food intessute dai referenti dell’associazione.

Il costo di partecipazione è stato fissato a 150 euro a persona, vini inclusi. Il successo commerciale è stato fulmineo, registrando il tutto esaurito a pochi giorni dall’apertura delle prenotazioni. Marco Milano ha evidenziato come l’opportunità abbia attirato non solo singoli appassionati, ma anche il mondo produttivo locale:

“Sinceramente noi pensavamo di metterci un po’ di più. In realtà è stato un tam tam, perché poi con la possibilità anche di acquistare i tavoli da otto, anche le aziende hanno approfittato per fare cene di rappresentanza. Quindi l’occasione di mangiare in un cielo stellato come quello delle Michelin faceva gola”.

La serata ha visto la collaborazione straordinaria di quattro protagonisti della cucina italiana, i quali hanno donato interamente la propria opera e le materie prime a favore di Casa UGI :

  1. Ugo Alciati (1 Stella Michelin, Guido Ristorante – Fontanafredda), padrone di casa ed espressione storica del territorio delle Langhe, ha coordinato l’accoglienza traducendo l’identità enogastronomica locale in un gesto di profonda sensibilità etica;

  2. Michelangelo Mammoliti (3 Stelle Michelin, La Rei Natura – Serralunga d’Alba), tra i cuochi più premiati d’Italia, ha proposto un percorso basato sulla memoria olfattiva e sull’utilizzo terapeutico delle erbe spontanee, dimostrando come l’alta cucina possa farsi veicolo di responsabilità sociale;

  3. Antonella Ricci (Ricci Osteria – Milano), noto volto televisivo della trasmissione Rai “È sempre mezzogiorno”, ha arricchito la serata con una proposta di cucina sincera e mediterranea, mossa da un personale e profondo legame affettivo con le famiglie dei bambini oncologici;

  4. Paolo Griffa (1 Stella Michelin, Paolo Griffa al Caffè Nazionale – Aosta), ha apportato la propria impronta culinaria giocosa, geometrica e cromatica, mettendo l’innovazione culinaria al servizio di un progetto di solidarietà comunitaria, con il suo dessert con cremoso al caffè, biscuit alla nocciola, latte al meliloto e caramello.

Durante la cena, oltre all’esperienza culinaria, è stato celebrato il primo momento del Premio Alter Ego Piemont, con la consegna del riconoscimento a Paola Farinetti, figura intellettuale di spicco e operatrice culturale da sempre attenta alla promozione dei valori solidali.

Il torneo e la partita più bella del mondo: sport come rinascita e terapia sociale

Il cuore operativo della manifestazione si è sviluppato durante il fine settimana presso lo Stadio Malabaila di Canale. Sabato 13 giugno è andato in scena “Il torneo più bello del mondo”, che ha visto confrontarsi otto squadre miste composte da bambini e ragazzi guariti dal tumore o ancora sottoposti a protocolli di follow-up clinico.

L’importanza terapeutica del torneo è stata evidenziata dalla professoressa Franca Fagioli, direttrice del Dipartimento di Patologia e Cura del Bambino dell’Ospedale Regina Margherita di Torino:

“la guarigione clinica non può considerarsi completa se slegata da un percorso di riabilitazione psicologica, fisica e sociale. In quest’ottica, correre dietro a un pallone in un contesto agonistico ma non competitivo permette ai bambini di riappropriarsi del proprio corpo e di uscire dall’isolamento imposto dalla malattia, sperimentando la gioia della condivisione”.

Domenica 14 giugno si è svolta la tradizionale Partita più bella del mondo. Sul terreno di gioco dello Stadio Malabaila si sono incrociate rappresentative miste composte da medici dei reparti oncologici, artisti, musicisti, esponenti delle istituzioni e vecchie glorie del calcio, tra cui l’ex difensore della Juventus e della Nazionale, Leonardo Bonucci, da anni vicino ai progetti di Casa UGI.

Domenica 14 giugno, Piazza Italia a Canale ha ospitato il Talk Show condotto da Luca Bianchini e Andrea Chi, durante il quale è stato consegnato il Premio speciale “Alter Ego Piemont“. Il riconoscimento, istituito d’intesa con la Regione Piemonte e realizzato dall’artista Alessandro Piano, intende premiare gli uomini e le donne piemontesi (di nascita o d’adozione) che si sono distinti nel mondo veicolando i valori della sobrietà, della responsabilità civica e dell’impegno sociale.

I premiati dell’edizione 2026 riflettono una profonda sinergia tra eccellenza sportiva, espressione artistica e memoria civile :

  • Francesco “Pecco” Bagnaia e Domizia Castagnini, pluricampione del mondo di MotoGP e sua moglie, insigniti del premio per la discrezione e l’alto senso di responsabilità sociale con cui gestiscono il proprio successo globale, agendo come autentici ambasciatori del Piemonte nel mondo.

  • Luciana Littizzetto, attrice e comica torinese che ha ricevuto il premio per il suo storico legame con il territorio e per la sua capacità di coniugare l’ironia con una costante attenzione verso i progetti di inclusione sociale e di assistenza pediatrica.

  • Riccardo Garelli, figura monumentale della comunità di Canale, premiato nell’anno del suo centesimo compleanno. Ultimo partigiano vivente della brigata “Autonomi” guidata dal Generale Della Rocca, Garelli ha dedicato oltre venticinque anni all’amministrazione comunale in qualità di consigliere e assessore, distinguendosi come fondatore del Lions Club Canale-Roero e instancabile promotore delle attività assistenziali parrocchiali. La sua premiazione rappresenta un tributo al valore della memoria civile e del servizio intergenerazionale.

Durante l’evento in piazza è stato inoltre introdotto Paolo Priolo, nominato primo brand ambassador ufficiale della manifestazione, con il compito di strutturare ed esportare il modello organizzativo di Canale su scala nazionale.

Sostenibilità organizzativa e prospettive future: il”mezzo progetto” di Marco Milano

La sostenibilità economica di una manifestazione che ospita interamente oltre 120 bambini, coprendo ogni spesa di viaggio, vitto, alloggio e intrattenimento, si fonda su un modello organizzativo misto, fortemente radicato nel volontariato e supportato da un’ampia rete di sponsor privati. L’evento ha registrato il coinvolgimento attivo della Pro Loco di Canale, della Pro Loco di Valpone, delle associazioni di pubblica assistenza e dell’Associazione Nazionale Carabinieri, coordinate dall’Ente Fiera del Pesco. Notevole anche il contributo di Martina Maccari, madrina dell’evento, che attraverso la sua piattaforma online “Nèttare” ha offerto uno spazio protetto per l’ascolto e la condivisione delle storie dei ragazzi e delle loro famiglie.

Nonostante i traguardi raggiunti, l’associazione guidata da Marco Milano non intende arrestare la propria crescita. La forte richiesta da parte di nuove strutture sanitarie ha generato una vera e propria lista d’attesa di ospedali desiderosi di far partecipare i propri pazienti al torneo del Roero. Per rispondere a questa domanda di inclusione, la presidenza sta pianificando nuovi sviluppi strategici :

“L’obiettivo è quello di mantenere l’evento così com’è, nella sua gratuità, cercando di soddisfare più centri possibili nella partecipazione, perché abbiamo già una lista di attesa di ospedali che vorrebbero venire a partecipare. E poi una mezza idea, un mezzo progetto interessante ce l’abbiamo, ma al momento non spoileriamo troppo. Pensiamo che le idee ci sono, dobbiamo soltanto metterle in piedi e cercare di farle concretizzare”.

Questo “mezzo progetto” evoca uno scenario futuro in cui l’esperienza pilota di Canale possa trasformarsi in un network permanente e strutturato di terapia ricreativa ed enogastronomia solidale.

L’impatto etico e sociale dell’evento si riassume nel messaggio lanciato dal presidente Marco Milano al termine della manifestazione, a suggello di una quattro giorni che ha dimostrato la forza trasformativa della comunità :

“Anche quest’anno la Partita più bella del mondo ha dimostrato che il calcio può essere molto più di uno sport. A Canale abbiamo visto sorrisi, amicizia, coraggio e voglia di guardare avanti. I ragazzi sono stati i veri protagonisti della giornata e ci hanno ricordato che ogni traguardo raggiunto dopo la malattia ha un valore speciale. Per noi organizzatori, vedere il campo riempirsi di entusiasmo e di storie di rinascita è la soddisfazione più grande e il motivo per cui continuiamo a portare avanti questo progetto”.

Perché, in fin dei conti, la scommessa vinta a Canale non si misura in gol segnati, in coperti serviti o in trofei sollevati al cielo.

Si misura in quella straordinaria e rivoluzionaria capacità di trasformare la cura in futuro, la guarigione in presenza, e la solidarietà in un abbraccio collettivo capace di cancellare la solitudine della malattia.

Quando i riflettori dello Stadio Malabaila si sono spenti e il rumore delle colline del Roero è tornato alla normalità, l’eco delle risate di oltre 120 bambini è rimasto nell’aria come la più dolce delle melodie. È la prova che nessun traguardo è precluso quando un’intera comunità decide di farsi squadra.

Ed è proprio lì, sul confine sottile in cui la generosità del territorio incontra il coraggio di chi rinasce, che si comprende la verità più grande: la partita più bella del mondo non è quella che dura novanta minuti, ma quella che si continua a giocare insieme, giorno dopo giorno, fino alla vittoria della vita.

E allora chapeau a Marco Milano e all’organizzazione tutta!