Premio Masi 2020, tra Rigoni e Riedel - Storie di Cibo
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Premio Masi 2020, tra Rigoni e Riedel

Premio Masi 2020, dedicato alla sostenibilità.

Il riconoscimento della Fondazione Masi, giunto alla 39esima edizione, quest’anno è dedicato al tema della sostenibilità.

Meritano il Premio Masi 2020: Ilaria Capua, Reinhold Messner, Andrea Rigoni, il gruppo Riedel e Filippo Grandi.

Quest’anno il tema prescelto è la sostenibilità e la cerimonia virtuale di premiazione si è svolta sabato 24 ottobre.

Guardando alla pandemia, ma anche oltre la pandemia, la commissione selezionatrice ha scelto cinque figure esemplari per un progredire felice.

I premiati , come spiega la Fondazione Masi, che organizza il riconoscimento ideato nel 1981 da Sandro Boscaini, presidente di Masi Agricola, con lo scrittore Cesare Marchi e il giornalista Giovanni Vicentini, sono:

“donne e uomini che si battono per trovare una via di uscita dalle contraddizioni che attanagliano il nostro presente”.

La cerimonia di consegna del Premio si è svolta in forma esclusivamente digitale, condotta dal giornalista di Radio 24 Alessandro Milan, con una diretta web sui canali social di Masi e su una piattaforma dedicata.

Questi i vincitori, con le rispettive motivazioni:

Ilaria Capua, scienziata internazionale,  impegnata in prima linea nella ricerca virologica e nella lotta contro l’oscurantismo antiscientifico.
I suoi interventi chiari e pacati sono stati essenziali per affrontare con più serenità i difficili mesi della pandemia.

Premio Masi 2020 Ilaria Capua

Reinhold Messner è uno dei massimi alpinisti mondiali. Vero cittadino del mondo, non ha mai disgiunto le sue straordinarie imprese da un impegno instancabile in difesa dell’ambiente sociale, culturale e paesaggistico della montagna, rifiutando ogni etnocentrismo e settarismo.

Premio Masi 2020 Reinhold Messner

Andrea Rigoni, imprenditore bio con Rigoni d’Asiago. Imprenditore di successo e pioniere tra gli industriali nella scelta del biologico, ha indirizzato la sua azienda verso un cammino globale di sviluppo sostenibile.
Lavora nel segno dell’attenzione per l’ambiente e per la salubrità del prodotto, mantenendo saldo il legame profondo con Asiago, suo territorio d’origine.

Maximilian J. Riedel, al vertice del gruppo di famiglia

Il gruppo Riedel è un esempio perfetto di capacità di coniugare l’innovazione tecnologica, l’amore per il prodotto e il rispetto dell’ambiente. Una ricetta che l’ha portato al primo posto nel mondo per la produzione di calici progettati per esaltare le caratteristiche di ogni singolo vino, con attenzione al riutilizzo del cristallo riciclato.

Ha così contribuito alla cultura del vino e al suo apprezzamento.

Premio Masi 2020 maximilian-j-riedel

Filippo Grandi, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati

Il suo lavoro ultratrentennale di diplomatico impegnato nell’assistenza ai milioni di profughi in tutto il mondo – quali che siano le motivazioni belliche, economiche o sanitarie che costringono degli esseri umani ad abbandonare la propria casa – è assolutamente meritevole di riconoscimento e di segnalazione, a maggior ragione nel momento in cui sono proprio loro, i più deboli, a rischiare maggiormente nell’emergenza sanitaria che ha colpito il pianeta.

Premio Masi 2020 Filippo Grandi

Complimenti ai vincitori, tutti meritevoli.

Col nostro focus su Storie di cibo non possiamo che esaltare maggiormente la vittoria di:

  • Andrea Rigoni della Rigoni di Asiago
  • Maximilian J. Riedel del gruppo Riedel

In particolare per Rigoni di Asiago che conosciamo bene e che abbiamo più volte nominato nei nostri approfondimenti, quello della sostenibilità è un tema che ne rispecchia pienamente la filosofia, che mira a produrre alimenti biologici sostenendo la filiera produttiva italiana per dare valore al territorio, al pianeta e alle persone.

Una sostenibilità, inoltre, che si pone obiettivi primari, come quelli di raggiungere la sicurezza alimentare, di proteggere, recuperare e promuovere l’uso sostenibile degli ecosistemi terrestri, di combattere la desertificazione, di arrestare il degrado del suolo e fermare la perdita delle biodiversità.

Altrettanto importante è l’innovazione tecnologica che la contraddistingue. Infatti, grazie a una ricerca costante, l’azienda è arrivata a produrre riducendo in modo sensibile l’impatto sul territorio.

Alla prossima edizione!

 

Nadia Toppino
Nadia Toppino
Nata a Rho, viaggiatrice e girovaga per lavoro e per passione. Ho fatto mia una definizione che mi hanno affibbiato tempo fa : "ingegnere creativo" che lega alla perfezione i miei studi alla mia vera essenza. (creativa), che è quella che metto anche nella curiosità e scoperta di nuove storie di cibo!

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