Renato Bosco: l'uomo delle tre P in cucina. - Storie di Cibo
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Pizza, Pane e Passione: Renato Bosco ha creato così il suo successo.

Un pizzaiolo innovativo e contemporaneo, della provincia di Verona.

“La curiosità fa lievitare la passione che prende forma in una visione unica e inconfondibile della mia pizza. A tradizione e cultura, aggiungo innovazione e ricerca..”

Poche parole per descrivere la sua passione, e per dare la misura di un talento speciale, coltivato con immensa dedizione:

“La pizza è la mia insaziabile energia, il pane è la semplicità dei ricordi, la passione è la mia parte migliore”.

Così si può descrivere Renato Bosco, a parole, a sensazioni, ma è quando si assaggia la sua pizza che si arriva a conoscerlo davvero!

Perché allora sì che quella curiosità, unita a passione e ricerca, prende forma in sapori e colori, in piatti creativi e in pizze innovative.

Tra le sue specialità spicca l’esperienza nell’universo dei lievitati, dalla panificazione alla pasticceria.

Renato Bosco è anche un docente presso alcune scuole di cucina, tra cui Metro Academy e Università della Pizza.

Ha aperto una pizzeria che è diventata una vera istituzione: “Saporè”, a San Martino Buonalbergo, Verona.


Ma andiamo con ordine:

Veronese classe 1967, Renato Bosco si è affacciato a soli 15 anni e quasi per caso al mondo della ristorazione. Entrato in una pizzeria di salernitani come cameriere, nel 1985 per la prima volta ha anche imbracciato la pala.

Una folgorazione! Ha capito l’importanza delle materie, del sapore di un certo pomodoro, di quell’ottima mozzarella…

Nel 1996 ha “scoperto” pure il lievito madre e ha continuato imperterrito a studiare, approfondendo persino l’arte della pasticceria, per cui ora propone ottimi lievitati dolci.

Nel 2006 insieme a Samantha, compagna di sempre, ha aperto la sua prima pizzeria, un take away a San Martino Buon Albergo, alle porte del capoluogo scaligero: si chiamava Pizzadarè, la Pizza da Renato, ma c’era chi lo accusava di volere fare il fenomeno, di proporre la Pizza da re, la pizza del migliore.

Tre anni più tardi al numero civico attiguo si è liberato un negozio: Bosco ne ha approfittato per allargarsi e strutturare il suo Saporè, entrato ben presto nell’Olimpo della nuova pizza italiana, quella contemporanea, o gastronomica che dir si voglia. Un successo crescente.

Lì si è meritato il nomignolo di “pizzaricercatore”, perché se Simone Padoan è l’inventore riconosciuto di questa “nuova pizza”, Bosco, quasi suo vicino di casa, è colui che più di tutti lavora su impasti, studia farciture e innova la proposta, sempre utilizzando farine selezionate e lunghe lievitazioni.

Che sia rotonda, in teglia, alla romana (lui la chiama “doppio crunch”), a metro, creativa o persino cotta in acqua insieme al vino amarone, la pizza firmata Bosco è d’autore: presenta grandi alveolature e, nel caso della romana, una croccantezza senza pari.

Saporè ha ora anche una seconda sede, in centro a Verona.

E Bosco è infaticabile animatore del progetto Figli di Pastamadre Viva, nato dal comune intento di un gruppo di professionisti della panificazione: tutelare l’uso della vera pasta madre viva rendendo riconoscibili i prodotti con essa realizzati.

In sostanza per riassumere la sua storia e personalità, possiamo definirlo come l’uomo delle tre P: Pizza Pane e Passione sono le tre “P” che accompagnano l’istrionica personalità di Renato Bosco.

Con la Pizza ha iniziato -da giovanissimo, come abbiamo scritto, a conoscere la farina, poi è ritornato al Pane, il cibo progenitore della pizza, ed infine, per merito della sua Passione, è approdato al “punto di non ritorno” in cui non solo ha scoperto i dolci, ma non è riuscito a non sbrigliare la sua curiosità che lo spinge costantemente alla ricerca di qualcosa d’innovativo nel mondo della pizza e dei lievitati.

Lo spirito di ricerca è quello che negli anni lo ha spinto a confrontarsi con tutti i settori che ruotano attorno ai lievitati e ad approfondire le molteplici tematiche relative alla panificazione e alla pasticceria seguendo corsi con autorevoli esponenti di livello internazionale.

Nel corso degli anni i colleghi pizzaioli gli riconoscono il suo tocco si è affinato negli anni, ed oggi come oggi è ben distinguibile dagli altri. Viene definito il PizzaRicercatore.

Dal 2015 Renato Bosco è Ambasciatore della Cucina Italiana nel Mondo e partecipa, nelle vesti di consigliere, al progetto di promozione, formazione e diffusione della cucina italiana nel mondo, mantenendo la definizione di PizzaRicercatore datagli da amici e colleghi pizzaioli, che gli hanno riconosciuto una particolare sensibilità per gli impasti.

Renato Bosco & il SignorLievito® è il progettoin cui la sua passione per questo mestiere diventa anche insegnamento. È chiamato nel ruolo di docente in diverse scuole di cucina di fama internazionale.

Nell’estate 2018 la spinta innovativa che da sempre caratterizza Renato Bosco, lo ha portato ideare e creare una nuova sala di degustazione che si trova nella piazza principale del suo paese natale, all’interno di uno storico edificio risalente al 1700.

Sguardo al futuro e radici che affondano in un territorio ricco di prodotti di assoluta qualità: il nuovo spazio di Renato Bosco racconta una storia in cui passato, presente e futuro si fondono in una proposta eno-gastronomica unica, dove la pizza si veste di mille abiti sorprendenti e colorati.

Entrando nel nuovo locale, che si sviluppa su una superficie di 160 mq, si viene accolti in un ambiente di stile, dal design lineare, dove dominano colori tenui e naturali e l’illuminazione è studiata per esaltare la bellezza dei piatti.

Ogni pezzo è unico e speciale, realizzato da artigiani locali.

Ferro, legno e pietra rimandano alla concretezza, i tavoli tondi da otto persone invitano alla convivialità, mentre un piccolo giardino verticale all’ingresso e alcuni tocchi di verde in sala sottolineano il legame con la natura, così come anche la frutta appesa nella cantina, gemma segreta del nuovo locale, dove è possibile degustare ottimi vini, tra cui quelli delle colline veronesi.

Il locale, che conta 60 coperti, è aperto dal martedì alla domenica, a pranzo con una proposta di pizze e cucina, e a cena con una selezione di pizze contemporanee.

Non mancano una wine list di pregio, menu per bambini, golosi dessert e speciali fuori menù che consentono di degustare nuove pizze in occasione delle festività o pensate per far scoprire prodotti di nicchia, con delle caratteristiche di gusto molto particolari.

Risulta impossibile incasellare la sua pizza in una sola definizione, lui stesso parla di Pizza Contemporanea, intendendo una concezione di fare pizza che continua a rinnovarsi e a guardare al futuro.

Pizza Contemporanea vuole essere distante dal concetto quasi modaiolo di “Pizza Gourmet”.

“La Contemporaneità dello stile delle mie pizze sta nella continua ricerca sul disco di pasta che in primis dev’essere genuina, digeribile, gustosa, prediligere la stagionalità e non deve rinunciare ad un’attenzione agli aspetti nutritivi e di equilibrio del piatto.

Mi piace studiare nuove consistenze, nuove strutture. Nascono così le forme della pizza ovvero pizze che si differenziano per forma, consistenza, lievitazione, tipo di cottura.

Questo perché non mi piace proporre ai miei clienti una sola pizza e soprattutto non  la solita pizza, ma bensì un percorso di degustazione che permetta di fare una sorta di viaggio attraverso queste forme”.

E noi che amiamo i percorsi degustativi, eccoci, pronti ad inserire Bosco nelle nostre Storie di cibo.

Nadia Toppino
Nadia Toppino
Nata a Rho, viaggiatrice e girovaga per lavoro e per passione. Ho fatto mia una definizione che mi hanno affibbiato tempo fa : "ingegnere creativo" che lega alla perfezione i miei studi alla mia vera essenza. (creativa), che è quella che metto anche nella curiosità e scoperta di nuove storie di cibo!

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