La rivoluzione gentile del San Vigilio: alta cucina, prezzi più bassi
In un momento in cui la ristorazione italiana continua a rialzare i listini, il Ristorante La Cucina del Relais San Vigilio sceglie la strada opposta: abbassa i prezzi e alza ancora l’asticella della qualità.
Mentre molti ristoranti rispondono ai rincari con aumenti inevitabili, sulle Mura di Bergamo Alta c’è chi sfida le regole del mercato. La Cucina del Relais San Vigilio inaugura la nuova carta autunnale con un gesto controcorrente: ridurre i prezzi, valorizzare ancora di più il territorio e proporre una cucina raffinata ma accessibile, firmata dallo chef Davide Suardi. Una scelta etica, consapevole e coraggiosa che dimostra come la vera eccellenza possa essere anche inclusiva.
La ristorazione italiana sta attraversando un periodo di notevoli rincari: costi energetici alle stelle e materie prime sempre più care spingono molti locali ad aumentare i prezzi dei menù.

Eppure, sulle storiche Mura di Bergamo Alta, c’è chi sceglie una via diversa. Il Ristorante La Cucina del Relais San Vigilio – guidato dalla famiglia Zani – ha deciso di sfidare la tendenza generale e di adottare una politica di “prezzo amico”. In occasione del lancio del nuovo menù autunnale, Paolo Zani (patron del relais) annuncia la scelta controcorrente di ridurre di circa il 30% i prezzi delle portate in carta, mantenendo comunque altissimi standard qualitativi.

Già noto per proporre uno dei menù degustazione più accessibili di tutta la provincia (75 euro per persona), La Cucina insiste nel voler offrire un’esperienza gourmet sostenibile anche nel costo. Questa decisione, sottolinea Zani, nasce dalla consapevolezza delle difficoltà economiche diffuse:
“Negli ultimi anni il nostro settore ha subito un pesante colpo in termini di rincari… Non possiamo ignorare che le stesse difficoltà le stanno attraversando tutti gli italiani”.
Da qui, l’idea di osare abbassando i prezzi, senza però scendere a compromessi sulla qualità, come csostiene orgogliosamente Zani:
“Abbiamo osato, abbassando i prezzi… aumentando però ulteriormente la qualità della proposta. Perché, vi è da crederci: Davide questa volta si è davvero superato!”
Filosofia di territorio, filiera corta e memoria
La filosofia del locale – gestito dalla famiglia Zani con in cucina lo chef Davide Suardi – ruota attorno alla stagionalità e alla filiera corta, valorizzando i produttori locali e i sapori del territorio bergamasco. Suardi, chef autodidatta, definisce la sua una cucina “di necessità”, basata su ingredienti stagionali e locali, con un forte legame alla tradizione orobica e alla memoria: i suoi piatti sono spesso ispirati a ricordi personali e percorsi professionali che hanno segnato la sua crescita.

La qualità delle materie prime è garantita anche dalle relazioni dirette instaurate negli anni con i piccoli fornitori del territorio – agricoltori, allevatori, pescatori, artigiani – una rete di rapporti autentici che permette al ristorante di approvvigionarsi tramite una filiera davvero corta. In questo modo, ogni proposta in menù racconta un pezzo di Bergamasca, esaltando ciò che ogni stagione e ogni angolo della provincia offrono di meglio, dai boschi delle valli orobiche fino alle acque del lago d’Iseo.
La nuova carta d’autunno: orto e lago protagonisti
Con l’arrivo dell’autunno 2025, La Cucina del Relais San Vigilio presenta una nuova carta che rispecchia appieno i suoi valori, introducendo piatti originali e suggestivi.
“Cerchiamo di migliorarci a ogni cambio menù e quest’autunno siamo particolarmente soddisfatti del lavoro svolto, soprattutto per aver portato avanti in maniera sempre più marcata i nostri valori e un’identità che ormai ci contraddistingue fortemente”
spiega lo chef Davide Suardi, che regala grande spazio all’universo vegetale, con proposte golose e divertenti come il “Fungo Cardoncello al Valcalepio” (un omaggio ai sapori autunnali, abbinando il pregiato fungo al vino locale Valcalepio) o lo “Spezzatino di Topinambur”, rivisitazione vegetale di un classico comfort food.
Allo stesso tempo, crescono le proposte di pesce di lago, che oggi costituiscono oltre il 30% del menù. Questo è stato possibile anche grazie a preziose collaborazioni con realtà locali, come la pescheria Montisola di Nando e Andrea Soardi, che fornisce al ristorante prodotti ittici di nicchia provenienti dal vicino lago d’Iseo. Il risultato è un percorso gastronomico che abbraccia idealmente tutta la provincia: dal bosco al lago, dalla tradizione di montagna ai frutti dell’orto biologico, ogni piatto porta in tavola un pezzo di Bergamo, rendendo La Cucina un luogo ideale dove gustare ogni sfumatura delle Orobie.
Il Petto d’Anatra dello chef Suardi, ispirato alla sua esperienza presso Giancarlo Morelli (a proposito a fine gennaio la 4 mani tra i due chef, ndr) riflette l’equilibrio fra tradizione e creatività nel nuovo menù.
Tra i secondi piatti autunnali spiccano infatti creazioni cariche di ricordi ed emozioni personali: il “Rollé di trota al pepe verde” reinterpreta un classico anni ’80 sostituendo la carne con un prodotto dei laghi della zona, coniugando nostalgia e innovazione in un solo morso. La “Salsiccia di Lago”, insolita versione lacustre di un insaccato, e il tradizionale “Bertagnì di Luccio” (polpette di pesce di acqua dolce tipiche orobiche) attingono ai sapori dell’infanzia dello chef, rievocando ricordi quasi proustiani della sua giovinezza.
Non manca l’omaggio ai maestri che hanno formato Suardi: il già citato Petto d’Anatra nasce dai trascorsi professionali dello chef alla corte del celebre Giancarlo Morelli, mentore che ha influenzato il suo stile e a cui Suardi rende tributo in questo piatto signature. Ogni portata diventa così un racconto da assaporare, in bilico fra memoria popolare e alta cucina contemporanea.
Ad arricchire l’esperienza, La Cucina propone anche la formula delle entrées “Per Cominciare”: una selezione di piccoli assaggi pensati per essere condivisi al centro del tavolo, che si ispira al concetto delle tapas spagnole ma impiega esclusivamente ingredienti locali bergamaschi.
L’idea, voluta da Gianluca Zani (sommelier e restaurant manager nonché parte della famiglia proprietaria), è nata dal desiderio di aggiungere un tocco internazionale al progetto territoriale: invece dei consueti amuse-bouche offerti in sequenza, qui gli ospiti possono ordinare liberamente più mini-portate a loro scelta, ritrovandosi una tavola imbandita di assaggi diversi, da gustare insieme in totale libertà e curiosità. Questi bocconi creativi – dall’impiattamento elegante ma informale – invitano i commensali ad abbandonarsi al piacere della degustazione e della convivialità, rompendo il ghiaccio a inizio cena e preparando il palato alle portate successive con divertita sorpresa.
Insieme al nuovo menù d’autunno, torna in sala anche il tradizionale Carrello dei Formaggi, rinnovando un rito molto apprezzato dai clienti abituali. La selezione di formaggi punta tutto sulle eccellenze locali, con particolare attenzione alle 9 DOP bergamasche (un primato europeo per la provincia) e ad altri prodotti caseari artigianali del territorio.
La carta dei vini, curata dal sommelier Gianluca Zani, è stata ulteriormente ampliata e conta ora oltre 350 etichette da tutta Italia e dal mondo, permettendo abbinamenti ad hoc per ogni piatto. Questi elementi completano un percorso gastronomico pensato per offrire qualcosa di unico in città: un’esperienza che unisce convivialità, memoria, natura e passione, invitando gli ospiti a riscoprire il piacere della semplicità e dello stare bene a tavola.









Seguici