11 chef, 21 stelle Michelin e 20 anni di storia: il festival si racconta con un’edizione tutta Svizzera.
Sapori Ticino compie vent’anni e torna a casa: la Svizzera si racconta a tavola.
Dal 13 settembre al 15 novembre 2026, S.Pellegrino Sapori Ticino festeggia la sua ventesima edizione con “Svizzera Gourmet”, un programma che per la prima volta mette al centro la cucina elvetica e i suoi interpreti. Undici chef, 21 stelle Michelin e 199 punti GaultMillau animeranno oltre venti serate tra Ticino e Svizzera romanda, in un’edizione che è insieme un bilancio di vent’anni di successi e l’annuncio di un cambio di rotta per il futuro del festival.
Vent’anni fa era una scommessa tra amici. Oggi è uno dei festival enogastronomici più importanti d’Europa, e per la sua XX edizione decide di fare qualcosa che non aveva mai fatto prima: guardare in casa propria. Dopo due decenni passati a portare in Ticino il mondo — cucine, culture e Paesi ospiti da ogni angolo del pianeta — S.Pellegrino Sapori Ticino torna alle radici. La XX edizione, in programma dal 13 settembre al 15 novembre 2026, si intitola “Svizzera Gourmet” e per la prima volta mette al centro della scena non un Paese ospite lontano, ma la Svizzera stessa e i suoi chef, “autentici ambasciatori del gusto nazionale”.
Un anniversario importante, di quelli che si misurano in cifre da capogiro: oltre 400 serate stellate, più di 600 stelle Michelin collezionate negli anni dagli chef coinvolti e oltre 5’800 punti GaultMillau. Numeri che raccontano meglio di ogni aggettivo cosa sia diventato, nel tempo, questo festival nato quasi per gioco.
Da un’idea tra amici a un caso di studio internazionale
Riavvolgere il nastro fino al 2007 aiuta a capire la portata del traguardo. A raccontarlo è Dany Stauffacher, CEO di S.Pellegrino Sapori Ticino, con la sincerità di chi ha visto crescere qualcosa di più grande delle proprie previsioni:
“Quando nel 2007 ho creato l’agenzia Sapori Ticino […] non immaginavo di arrivare sin qui.”
Un progetto — spiega — nato quasi per caso, “tra amici”, con l’idea semplice di promuovere il Ticino come destinazione turistica attraverso l’ospitalità d’eccellenza. All’epoca, ricorda ancora Stauffacher, “non si parlava ancora tanto di stelle” e in pochi immaginavano che il piccolo cantone a sud delle Alpi sarebbe diventato una delle regioni al mondo con più stelle Michelin in rapporto al numero di abitanti.
Vent’anni dopo, quella scommessa tra amici è un appuntamento fisso dell’enogastronomia europea, capace di intrecciare relazioni con nomi come Swiss Deluxe Hotels, Les Grandes Tables Suisses, la guida GaultMillau e la prestigiosa EHL – Hospitality Business School di Losanna, oltre al sostegno di Svizzera Turismo, Ticino Turismo, Lugano Region e dell’Organizzazione Turistica Lago Maggiore e Valli.
Ed è proprio la crescita della cucina svizzera, negli ultimi due decenni, il vero filo conduttore dell’edizione: da scena gastronomica per lo più regionale a laboratorio contemporaneo di eccellenza, sostenibilità e valorizzazione del territorio, con radici che affondano fino al Rinascimento e a “Maestro Martino” — Martino de Rossi, nato in Valle di Blenio e considerato il primo cuoco moderno della storia. I numeri, anche qui, parlano chiaro: le stelle Michelin assegnate ai ristoranti svizzeri sono passate da 84 nel 2010 a 145 nel 2025, mentre GaultMillau oggi recensisce 880 ristoranti nel Paese.
Undici chef, un solo grande racconto svizzero
Il cuore pulsante di “Svizzera Gourmet” sono gli chef: Tanja Grandits, Stefan Heilemann, Marcel Koolen, Reto Brändli, Kevin Fernandez, Franck Giovannini, Stéphane Décotterd, Pascal Steffen, Paolo Rota, Gilles Varone e Silvio Germann — undici interpreti della cucina contemporanea elvetica che porteranno in dote alla manifestazione un bottino complessivo di 21 stelle Michelin e 199 punti GaultMillau.

C’è Tanja Grandits, la “grande signora” della cucina svizzera, regina degli aromi al ristorante Stucki di Basilea, capace di trasformare fiori, spezie ed erbe del proprio orto in una cucina monocromatica quasi pittorica. C’è Stefan Heilemann, che nell’elegante Widder Restaurant di Zurigo fa dialogare tecnica francese e ispirazioni raccolte nei suoi viaggi. C’è l’olandese naturalizzato grigionese Marcel Koolen, «rivelazione dell’anno» 2026 per GaultMillau, che al 7132 Silver di Vals costruisce piatti alpini fatti di erbe di bosco, contrasti armoniosi e ricordi d’infanzia — perché, come ama ripetere, la vera arte della cucina è “suscitare emozioni”. Accanto a lui Reto Brändli, altra rivelazione dell’anno, che al ristorante ECCO di Ascona insegue una filosofia tanto semplice quanto radicale: essenzialità anziché spettacolarità.
Non manca Franck Giovannini, alla guida dal 2016 del tristellato Hôtel de Ville di Crissier, tempio della cucina elvetica dove — si racconta nel programma — “la purezza dell’ingrediente deve emergere” senza sovrapposizioni superflue. E poi Stéphane Décotterd, che dal 2017 ha scelto una gastronomia interamente locale insieme a contadini, pescatori e viticoltori della Riviera vodese; Pascal Steffen, «Green Chef of the Year» che al ristorante Roots di Basilea ha reso le verdure protagoniste assolute, relegando carne e pesce al ruolo di contorno; Paolo Rota, che porta in Engadina, al Da Vittorio di St. Moritz, la sensibilità italiana della grande tradizione lombarda; Gilles Varone, enfant prodige vallesano per cui il territorio è “dispensa, ispirazione e identità”; Kevin Fernandez, che ha raccolto l’eredità del leggendario Martin Dalsass al Talvo di Champfèr; e Silvio Germann, cresciuto alla scuola di Andreas Caminada, oggi ambasciatore di una cucina che vuole essere “il più semplice possibile” — perché, spiega lui stesso, l’ospite deve “vedere e capire ciò che mangia”.
Un calendario che attraversa (e scavalca) le Alpi
Il Festival, come da tradizione, si aprirà il 13 settembre con il Grand Opening all’Hotel Splendide Royal di Lugano dedicato agli chef degli Swiss Deluxe Hotels, e si chiuderà il 15 novembre con il consueto Final Party alla Romantica Boutique Hotel di Melide, questa volta affidato ad alcuni dei protagonisti storici del Festival. Tra le due date, ventidue serate distribuite tra alcuni dei luoghi più suggestivi del Ticino — dal Grand Hotel Villa Castagnola al Casinò Lugano, dal Castello di Morcote al Ristorante Curzútt arroccato a 612 metri sopra Monte Carasso, raggiungibile solo a piedi o in teleferica.
Due appuntamenti “Oltre Gottardo” porteranno lo spirito ticinese al di là delle Alpi: il 13 ottobre, gli chef ticinesi saliranno in cattedra — letteralmente — all’EHL di Losanna, la più importante scuola di hospitality management al mondo, affiancati dagli studenti del corso propedeutico; il 27 ottobre, sarà invece il Grand Hotel du Lac di Vevey, affacciato sui vigneti Unesco di Lavaux, ad accogliere una squadra di cuochi ticinesi per una serata dal sapore mediterraneo.
Nel dettaglio, il viaggio tocca alcune delle tavole più eleganti del Cantone: si parte il 14 settembre allo Splendide Royal di Lugano, dove Marco Veneruso ospita Tanja Grandits, per proseguire il 19 settembre con un pranzo di territorio al Ristorante Curzútt, sopra Monte Carasso.
Il 21 settembre Villa Principe Leopoldo accoglie Stefan Heilemann, mentre il 27 settembre il Seven Toc Toc di Ascona propone una serata giovane e mediterranea.
Ottobre si apre il giorno 4 con Marcel Koolen all’Eden Roc di Ascona e prosegue il 5 con Reto Brändli al Ristorante Seven di Lugano, il 6 con Kevin Fernandez alla Baia di Locarno e l’11 con Franck Giovannini al Ciani di Lugano. Dopo la tappa losannese del 13, il 18 ottobre il Castello di Morcote ospita il “Déjeuner au Château”, il 25 l’Hotel Belvedere di Locarno accoglie Stéphane Décotterd e il 26 Villa Castagnola riceve Pascal Steffen.
Seguono la serata vodese del 27, la Lounge del Casinò di Lugano il 29 ottobre, l’appuntamento dell’8 novembre al Meta con Paolo Rota, il 9 novembre a La Romantica di Melide con Gilles Varone e il 10 novembre al Moncucchetto con Silvio Germann, prima del Final Party del 15 novembre, sempre a Melide, con tre protagonisti storici del Festival: Dario Ranza, Martin Dalsass e Lorenzo Albrici.
Un traguardo che è anche un punto di svolta
Ma la XX edizione non è soltanto un anniversario da festeggiare: è anche, dichiaratamente, la fine di un ciclo.
Con una franchezza rara, Stauffacher annuncia che il formato di Sapori Ticino “così come è stato conosciuto fino ad oggi” concluderà il proprio percorso. “Questo non significa però la fine di una visione”, precisa subito. “Al contrario, tutto il patrimonio di esperienza, relazioni, credibilità e know-how costruito in questi anni continuerà a vivere e a svilupparsi attraverso nuove formule e nuovi progetti.”
Le forme cambieranno, insomma, ma non i valori: passione, qualità, innovazione e amore per il Ticino restano — assicura Stauffacher — le coordinate di un progetto che continuerà a raccontare “una mediterraneità unica in Svizzera”, fatta di stile di vita, accoglienza e paesaggio, oltre che di eccellenza enogastronomica.
“Più che una conclusione, sarà l’inizio di un nuovo capitolo”, conclude il CEO del Festival, lasciando intendere che il meglio, forse, deve ancora venire.
In attesa di scoprire cosa nascerà dalle ceneri (mai così vive) di questi vent’anni, il countdown per la XX edizione è già partito: appuntamento al 13 settembre, per un’ultima, grande, imperdibile stagione di “Svizzera Gourmet”.
E noi come sempre non ci perdiamo il meglio di questa Svizzera da scoprire questa volta in purezza!
S.Pellegrino Sapori Ticino 2026, XX edizione "Svizzera Gourmet", si svolge dal 13 settembre al 15 novembre in diverse location del Cantone Ticino e oltre Gottardo. Programma completo su www.sanpellegrinosaporiticino.ch







Seguici