Simone Mantovani dalle cucine del Frisi ad eroe - Storie di Cibo
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Simone Mantovani, studente eroe dell’alberghiero Frisi salva un bimbo di tre anni.

Premiazione a scuola, con targa da parte delle istituzioni, con Marco Bussetti.

Simone, 20 anni compiuti l’8 marzo, è un ragazzo sveglio e brillante, dal tempo che trascorre sui social ha imparato anche a salvare una vita. Un insegnamento che non credeva di aver appreso, ma che è riuscito a mettere in pratica salvando la vita di un bimbo, il suo vicino di casa che stava soffocando.

Bimbo salvo, genitori contenti, professori e scuola orgogliosi!

Dalle lezioni di cucina alle lezioni di vita il passo è breve e passa per una giovanissima vita salvata.

Un esempio da premiare, e così è stato fatto.

E oggi, 30 marzo,  Simone ha ricevuto una targa da parte di Marco Bussetti, dirigente dell’ufficio territoriale scolastico, per rendere un riconoscimento di persona a questo studente, e ringraziarlo per il grande gesto di coraggio.

 

La targa riporta esattamente il messaggio di ringraziamento:

 “Per il coraggio, la competenza, e la determinazione dimostrata nell’aver salvato la vita al piccolo vicino di casa che stava soffocando”.

Lo abbiamo incontrato anche noi, nella sua felicità nascosta dietro una mascherina che copre il sorriso ma non gli occhi svegli.

Siamo a Milano, all’Istituto Frisi, Simone ha la sua targa in mano, ha appena ricevuto complimenti e ringraziamenti ufficiali, è stato al centro dell’attenzione di un incontro organizzato nella sua scuola con il dirigente del Frisi Luca Azzolini, con i suoi professori e con i suoi compagni, perché è giusto così.

Si tratta di gesti belli, da raccontare, anche e soprattutto in una zona, quella di Quarto Oggiaro che spesso viene descritta per atti solo negativi.

Da Simone ci facciamo raccontare tutto nei dettagli di quel 17 marzo, quando lui durante l’ultima lezione i Dad della giornata, si è trovato a soccorrere un bimbo  di tre anni che rischiava di soffocare per aver ingerito una pallina di plastica.

“Erano le due di pomeriggio, stavo finendo la lezione a distanza, aspettavamo l’interrogazione di storia. E invece mi suona la mia vicina , la nonna con suo nipote di tre anni, un bimbo che conosco bene, l’ho visto praticamente nascere.Lei urla che il bambino sta soffocando,  la mia reazione arriva automatica, da tutte le scene che ho visto sui social, mi sentivo preparato e nemmeno sapevo di esserlo.

Una volta ho visto un video in cui dei ragazzi praticavano questa manovra per soccorrere chi sta soffocando (la manovra di Heimlich, ndr), allora ho preso il piccolo e l’ho fatta su di lui.

Poi con il 118 al telefono mi sono fatto dare le indicazioni di quello che dovevo fare, le ho seguite alla lettera, e il tempo poi di portare il bambino in strada e l’ambulanza era arrivata, sono stati velocissimi e davvero bravi”.

Simone ringrazia i soccorritori, ma il personale medico fa  i complimenti a lui per il suo sangue freddo e per la sua capacità di reazione.

Senza quella non saremmo qui a raccontare una storia dal lieto fine.

E così arriviamo ad oggi, con l’occasione di ritrovarsi a scuola, e farlo in una “lezione di vita” da parte di uno studente ventenne.

Sangue freddo, capacità di reazione e soprattutto istinto e attenzione.

Doti non da poco, utili per chi si affaccia nel mondo del lavoro… e della vita.

E con una vita salvata nel curriculum, di sicuro Simone parte avantaggiato,  non esclusivamente a livello professionale, ma soprattutto dal punto di vista personale, che poi è quello che conta!

Complimenti Simone.

Buona vita nel mondo della cucina, la ricetta più importante l’hai già imparata!

Qui alcune immagini della giornata, con i complimenti a simone del dirigente Bussetti:

Complimenti!

 

Nadia Toppino
Nadia Toppino
Nata a Rho, viaggiatrice e girovaga per lavoro e per passione. Ho fatto mia una definizione che mi hanno affibbiato tempo fa : "ingegnere creativo" che lega alla perfezione i miei studi alla mia vera essenza. (creativa), che è quella che metto anche nella curiosità e scoperta di nuove storie di cibo!

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