Sondrio: serata benefica con cena in carcere e pasta gluten free
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Cena galeotta a Sondrio

Sondrio: serata benefica con cena in carcere e pasta gluten free

Cibo e carcere, cibo e persone detenute, cibo dietro le sbarre: la cena d’estate nella casa di reclusione di Sondrio.

In un articolo del dicembre scorso (2016) raccontavo del mio incontro con la direttrice del carcere di Sondrio e dell’avvio dell’attività del pastificio interno, nel quale sono impiegati i ragazzi detenuti.

L’articolo terminava con queste parole:

“A breve ritornerò nella “base di Sondrio” sia per assaggiare di persona i prodotti sia per organizzare un corso di cucina un po’ fuori dalle righe, anzi, “fuori dalle sbarre”!

Lo chef è già pronto, io pure, la direttrice avvisata, insomma… a presto 😉 “

Ogni promessa è debito, diceva qualcuno…. Ed io avevo promesso a me (e ad altri!) che questo evento si sarebbe fatto!

Ed eccomi qui, qualche mese dopo, a raccontare di una cena in carcere che ha visto 120 ospiti (tra persone detenute ed esterni) consumare una cena “stellata” preparata da uno chef di fama internazionale e servita dai ragazzi detenuti, nel cortile interno del carcere di Sondrio.

Iniziamo dal “perché” di questa cena, anzi dai perché, visto che le motivazioni pullulano!

Punto primo: non di sicuro il motivo principale, ma quello che egoisticamente mi dà soddisfazione, ossia il dare seguito agli eventi del progetto “Storie di cibo dietro le sbarre”, anche in modo “insistente”, visto che  come ha ricordato la direttrice (vedi  video):

“era un po’ di tempo che letteralmente la perseguitavo….

perseguitavo con grande cuore!!! per proporle una cena in carcere”

Punto secondo: arricchire la serata della Festa d’Estate del 21 giugno, che coincide con la festa della musica e prevedeva un concerto Jazz, con una parte culinaria, che potesse anche far conoscere (e degustare!) la pasta prodotta nel pastificio che da qualche mese, grazie all’opera della direttrice e di alcuni sponsor finanziatori, è attivo all’interno della casa di reclusione: PASTA 1908.

Punto terzo: di sicuro il più importante, realizzare la “Stanza della Familiarità”, un luogo appartato e intimo dove i detenuti potranno incontrare i loro parenti.

Come specifica la direttrice Stefania Mussio:

“Un progetto che mi sta a cuore e che coltivo grazie alla generosa disponibilità dell’architetto Carlo Mazza che ha coinvolto diversi altri imprenditori.

Realizzeremo una stanza colloqui per i figli dei detenuti, affinché possano stare in un contesto meno duro, meno forte e meno invasivo, e magari vivere quei momenti in un’atmosfera apparentemente diversa e più tranquilla”.

E continua:

“Vi posso assicurare che i bambini ci sono e vederli ai colloqui lascia un sentimento pesante e forte, come fosse un paradosso…

…e allora grazie alla generosità dei partecipanti alla serata realizzeremo tutto questo, perché anche per le persone detenute è necessario progettare in maniera positiva”.

E tra le persone generose, la direttrice in apertura di serata cita e ringrazia lo chef Gianni Tota, mio grande amico che appena ha ricevuto la mia proposta di una giornata all’insegna del “cucinare in carcere con alcuni ragazzi detenuti, preparando un menù semplice ma di effetto”,  ha accettato entusiasta.

Perché così è lui, generoso ed entusiasta del suo lavoro, soprattutto quando può essere utile agli altri.

E così lo ha presentato la direttrice alla platea:

“Uno chef definito in tanti modi, dei Vip e del Dalai Lama, ma che nonostante il successo, non ha perso umiltà e generosità.

Questa mattina è arrivato in treno con la sua valigia e i suoi coltelli, e si è subito messo all’opera!”

La giornata infatti è stata intensa e attiva nella cucina del carcere.

Lo chef e 3 dei  ragazzi detenuti hanno lavorato per preparare i piatti del menù così composto:

  • antipasto con insalata di pollo alla francese (con insalata ghiaccio, scaglie di grana, maionese, pomodorini cherry)
  • pasta 1908 con vellutata di pomodoro e un cuore freddo di stracciatella
  • parmigiana di melanzane scomposta
  • tiramisù alle fragole.

Questipiatti sono stati illustrati agli invitati dallo chef Gianni Tota nei suoi saluti iniziali, misti a qualche considerazione e pillola di lezione culinaria:

“La cucina porta al successo, è quello che vediamo tutti i giorni in televisione. A me al di là del successo, piace contribuire ed essere utile a qualcuno o qualcosa con la mia cucina.

Qui ho lavorato con dei ragazzi fantastici, ho conosciuto le loro storie di errori, di sbagli, ma in cucina tutti lavorano sodo, la cucina unisce e la brigata funziona solo se tutti si danno da fare, questo è successo oggi nella cucina del carcere di Sondrio!”.

La serata è trascorsa degustando i piatti serviti a tavola dai ragazzi detenuti e poi godendosi un concerto jazz dal vivo.

I ringraziamenti finali da parte della direttrice hanno visto un lungo elenco di generosi donatori che hanno reso possibile la realizzazione della serata e di conseguenza la raccolta fondi per il progetto della stanza della Familiarità.

Quasi commossa Stefania Mussio ha esternato la sua stima per questa città:

“Quello che ho ricevuto a Sondrio non l’ho mai ricevuto in 23 anni di lavoro. Sappiamo bene di cosa sono capaci i valtellinesi quanto a generosità silenziosa….”

Oltre alla donazione per la cena, la generosità di presenti si è dimostrata anche nel’acquisto della pasta 1908, quella prodotta nel pastificio interno e venduta in punti vendita da Tirano a Torino.

Queste le parole di Alberto Fabani,operatore della cooperativa Ippogrifo responsabile del progetto del pastificio:

“Oggi siamo su una produzione di 40-50 kg di pasta secca e di 15 kg di fresca al giorno, con un dipendente detenuto che lavora  nel pastificio. L’obiettivo da qui a 4 anni è arrivare a 4 dipendenti detenuti, e ampliare la commercializzazione ed estenderla alla ristorazione”.

I saluti finali, sulle note jazz di un pezzo di Frank Sinatra, sono stati un ARRIVEDERCI a presto, ad un altro evento come questo, e magari, perché no, a una serata di presentazione del libro di prossima pubblicazione Storie di Cibo dietro le sbarre, nel quale, come promesso alla direttrice, ci sarà un posticino, e anche più di un posticino, dedicato a questa magnifica storia di cibo!

Orgogliosa e felice di aver contribuito e partecipato a questa serata, consiglio a tutti di provare la pasta 1908, ed inviare qui la propria ricetta…chissà che non ne esca anche un “Ricettario dietro le sbarre” 😉

—  ° —

Il video che segue  riprende alcuni punti salienti degli interventi della serata:

Nadia Toppino
Nadia Toppino
Nata a Rho, viaggiatrice e girovaga per lavoro e per passione. Ho fatto mia una definizione che mi hanno affibbiato tempo fa : "ingegnere creativo" che lega alla perfezione i miei studi alla mia vera essenza. (creativa), che è quella che metto anche nella curiosità e scoperta di nuove storie di cibo!

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