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Una castellana in vigna: Lucrezia Carrega Malabaila. Il Roero in rosa

Roero, terra di vigne  e di viti, terra di cantine e di produttori.

Anche giovani produttori, anche produttori donne!

E’ il caso di Lucrezia Carrega Malabaila, dell’omonima cantina di Canale.

Non è lei di certo che ha dato il via alla produzione, la storia della famiglia è vecchia di centinaia di anni, è storia (e dopo ce la racconteremo!), ma è lei che la sta portando avanti, insieme al resto della famiglia, dando un tocco rosa a questa produzione roerina, conosciuta anche oltre confine.

Siamo nel cuore del Roero, a Canale, che ultimamente tra cibo, ristoranti, chef e vini, sembra anche il cuore del mio scrivere (…non mi lamento, anzi!): qui, in centro al paese, il castello che sin dal Medioevo è stato la dimora della nobile casata dei Malabaila, dedita al vino da tempi immemori, tanto che sulle loro etichette si trova la scritta “Malabaila viticoltori dal 1362”.

Originari dell’astigiano, i Malabaila legano da sempre il loro nome alla produzione vinicola, dapprima concentrata nella cantina del maniero poi estesa alla settecentesca Cascina Pradvaj, attuale sede del processo di vinificazione. Le preziose bottiglie  sono state apprezzate nei secoli anche dai membri di casa Savoia, così come testimoniato da alcune lettere autografate conservate nell’archivio storico del castello, nelle quali il duca di Savoia richiedeva il loro vino a corte sia per uso quotidiano che per occasioni speciali (ad esempio in una lettera del 1624 il duca richiede il vino per il matrimonio del figlio).

In tempi più recenti la storia dei Malaibaila è portata avanti dallo zio Geraldo dal Pozzo che ha ideato l’etichetta storica in stile “biglietto da visita” e dal padre di Lucrezia, Corradino Carrega, che ha introdotto in onore dell’amore per la moglie, la linea “donna Costanza”, e ha spostato la produzione dei vini dal Castello di Canale alla cascina Pradvaj, che è la cantina al centro di tutti i loro terreni.

Il castello oggi è abitazione e sede di attività promozionale di Lucrezia Carrega Malabaila, la giovane imprenditrice del vino che ho incontrato quasi per caso e con la quale ho voluto approfondire la conoscenza, andando oltre alle iniziali chiacchiere da “sbarbatelle”!

Lucrezia parlaci di te, di come ti sei avvicinata al mondo del vino (nel quale in realtà sei nata!).

Fin da piccola sono stata immersa in tutte le fasi della vinificazione, ho ricordi da bambina legati alla vendemmia, alle bottiglie etichettate, alle cantine. Poi però mi sono allontanata da questo mondo e sono andata a vivere a Firenze seguendo la parte di famiglia di mia madre che è toscana. Dopo l‘università sono tornata a Canale, per stare un po’ con mio padre durante le fiere e le varie attività.   Mio padre mi ha sempre spronata a fare quello che mi rendeva felice, mi ripeteva spesso ‘la vita è una, devi prender la strada che desideri’. E così senza vincoli e obblighi mi sono sempre più avvicinata a questo mondo, ho seguito attivamente le fiere e il Vinitaly, sono diventata sommelier e oggi sono completamente e felicemente immersa nell’attività, dove in realtà tutti facciamo un po’ tutto, è a gestione famigliare e quindi siamo tutti coinvolti nelle diverse fasi.

Tutti fate un po’ tutto, ma il tuo lavoro specifico qual è?

In azienda mi occupo dell’aspetto commerciale, dello sviluppo del brand  e del legame con l’estero, sia come sviluppo che come apertura di nuovi mercati.

Quando sono in Italia, la mattina presto vado in cantina a provare i vini, perché è proprio in questo momento che il palato è più ricettivo e riesco meglio a seguire e valutare, insieme anche a chi lavora con me, l’evoluzione dei vini nelle varie botti e vasche. Poi colazione, lavori di ufficio vari, e nel pomeriggio un salto in vigna col mio cane, che conosce quasi quanto me le nostre terre!

Quando sono fuori Italia invece sono focalizzata sull’incontro con persone nuove, sulla partecipazione a fiere e sull’affiancare e seguire i nostri clienti esteri in qualche evento o degustazione. All’estero mi sento una vera ambasciatrice del nostro territorio, perché mi accorgo che la gente adora ascoltare le storie di questi territori e della produzione dei nostri vini.

La maggior parte dei viaggi li dedico agli Stati Uniti, che sono il nostro mercato principale e che apprezzo molto, perché sono un pubblico di conoscitori aperti. Aperti a conoscere territori nuovi, vini anche inusuali.

Se dovessi usare 3 parole per descrivere il Roero, quali useresti?

  • Roero come storia, per quello che ha da raccontare.

  • Roero come unicità, legata alla varietà immensa: qui è impossibile annoiarsi, accanto alle vigne esistono mille diversi sapori, dalle pesche alle fragole, e mille diversi colori….

  • Roero come eleganza, perché queste terre sono ricche, sontuose ed eleganti davvero.

Se tu fossi un tuo vino quale saresti?

Dipende dal giorno, dipende dall’umore, anche perché vivendo in campagna, dove il meteo è fondamentale, mi sono accorta che è fondamentale anche per il mio umore!

Quindi il vino va di pari passo alla situazione, e per ogni diverso momento abbinerei un diverso vino.

Donne e vino: cosa pensi di questo connubio, a livello generale e nel Roero nello specifico?

Le donne nel mondo del vino sono belle, dal punto di vista bucolico e di immagine, ma non è sempre facile, sia perché si tratta di lavoro pesante in campagna, sia perché la presenza maschile resta preponderante.

Io faccio parte del gruppo delle Sbarbatelle, che mette in contatto ragazze di questo mondo consentendoci di crescere in modo intelligente e divertente, non c’è competizione perché sarebbe inutile  e poco produttiva.

Una cosa bella del Roero è l’unione tra i produttori, per me questo è stato fondamentale sia per integrarmi completamente in queste terre e sia per crescere insieme. C’è molto spirito di squadra e questo mi piace molto, anche e soprattutto tra le giovani produttrici.

I Roero Days che organizziamo come Consorzio ogni anno sono un esempio di questa volontà comune di diffondere la cultura dei nostri vini, senza dover prevalere come nome o marchio: se cresce il territorio cresciamo tutti. Da soli, come piccoli produttori, non è sempre semplice, e nemmeno divertente, organizzare manifestazioni promozionali.

Se potessi realizzare una tua idea per promuovere la vostra cantina e il Roero in generale cosa faresti?

Io ho una grande passione oltre al vino: il disegno. Vorrei legare questa mia passione al lavoro in cantina: sarebbe il mio sogno (e sto già pensando a come realizzarlo).

E allora non dimentichiamo questo messaggio, restiamo collegati con queste terre, che presto avranno una sorpresa non solo dal punto di vista enologico, ma anche artistico!

Grazie Lucrezia, per il tuo tempo e per la tua passione!

E’ sempre bello vedere la bellezza femminile abbinata alla bellezza del vino, e se il vino è maschile ricordiamoci che la vigna è Donna, come madre natura del resto 😉

Azienda Agricola  Malabaila di Canale
Via Madonna dei Cavalli, 93
Canale CN
www.malabaila.com
Nadia Toppino
Nadia Toppino
Nata a Rho, viaggiatrice e girovaga per lavoro e per passione. Ho fatto mia una definizione che mi hanno affibbiato tempo fa : "ingegnere creativo" che lega alla perfezione i miei studi alla mia vera essenza. (creativa), che è quella che metto anche nella curiosità e scoperta di nuove storie di cibo!

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