Vi.Vite: il vino che parla la lingua di tutti. A Milano 25-26 novembre
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Vi.vite Milano novembre 2017

Vi.vite: il vino che parla la lingua di tutti.

Degustazioni di vino, ma non solo!

Per tutto il prossimo fine settimana, a Milano, spettacoli di cabaret, mercatini con prodotti artigianali, musica dal vivo e un’osteria dove bere, mangiare e raccontarsi storie.

Si chiama Vi.Vite, Vino di Vite Cooperative l’evento che vede protagonista il mondo delle cooperative e che, a partire dal nome, esplicita il suo intento: raccontare il vino attraverso le storie di quanti del vino hanno fatto, oltre che la propria attività, una ragione di vita.

Questa prima edizione si svolge a Milano, appunto il 25 e 26 novembre nella suggestiva location delle Cavallerizze del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia di Milano, che diventa teatro di un vero e proprio percorso museografico, un allestimento emozionale in cui è possibile assaggiare, ascoltare i racconti, giocare con le parole del vino, scoprire le differenze dei vari territori in una rassegna che vede insieme le regioni italiane rappresentate da coloro che tutti i giorni sono in vigna a lavorare.

Un format inedito per un appuntamento che l’Alleanza delle Cooperative agroalimentari ha voluto nel segno della condivisione: Vi.Vite vuole infatti far incontrare le persone tramite il vino, offrendo loro un’esperienza a tutto campo che non si limiti ad una degustazione ma conduca tutti, esperti di vino e neofiti, curiosi e appassionati, alla scoperta del mondo delle cantine cooperative.

E vuole farlo non solo per mezzo dei loro eccellenti prodotti che coniugano qualità e fruibilità, ma anche attraverso la conoscenza diretta di chi il vino lo fa, con passione e dedizione, conseguendo importanti risultati.

I visitatori di Vi.Vite possono scegliere tra un ampio ventaglio di attività: degustazioni e master class, laboratori didattici e ludici, concerti, attività di intrattenimento, improvvisazioni teatrali e cabaret in collaborazione con Zelig.

Al posto dei classici convegni, Vi.vite  propone alcuni momenti di confronto informali, dal titolo Pane e salame, che vedono come commensali diversi operatori e giornalisti del settore, per dialogare su temi che vanno dalle nuove tendenze di consumo di vino dei millennials alle forme e modalità di comunicazione intorno al vino.

Spazio anche a laboratori esperienziali, una serie di approfondimenti sugli strumenti del vino come il tappo di sughero, un workshop sui colori del vino e uno sulla calligrafia legata al mondo enologico (etichette e oltre).

La coordinatrice del settore vitivinicolo dell’Alleanza delle cooperative agroalimentari Ruenza Santandrea ha così dichiarato:

“In Italia un racconto della vigna cooperativa non è mai stato fatto. Nessuno ha mai raccontato come sia stato possibile che aziende agricole che posseggono in media due ettari abbiano potuto, associandosi, arrivare sui mercati di tutto il mondo. E sono queste piccole aziende che col loro lavoro punteggiano di vigneti tutto il territorio italiano.

Questo è accaduto perché nel tempo ciò che sembrava un limite è diventato una grande forza, essere piccoli nella gestione accurata della vigna e grandi nel dotarsi di professionalità quali agronomi, enologi, commerciali, per riuscire a produrre ottimi vini che conquistano ogni anno un numero crescente di riconoscimenti e premi nei più prestigiosi concorsi nazionali e internazionali”.

“Piccole  e grandi”, sembrano concetti sogettivi… ecco i numeri della cooperazione vitivinicola italiana facente capo all’Alleanza Cooperative Agroalimentari:

  • 498 cantine
  • 148mila soci
  • 9.000 occupati
  • una produzione pari al 58% dell’intera produzione vinicola nazionale
  • un giro d’affari di 4,3 miliardi di euro, pari al 40% del totale del fatturato vino nazionale
  • 8 cooperative con fatturati superiori a 100 milioni di euro
  • un export di 1,8 miliardi di euro, pari al 42% del fatturato delle cooperative vitivinicole e a 1/3 di tutto il vino italiano esportato.

Precisa Ruenza Santandrea:

“Vi.vite si propone proprio di far conoscere l’incredibile varietà dei vitigni autoctoni che con grande cura la cooperazione del vino ha tutelato e cercato di far conoscere, anche quando era più facile piantare vitigni internazionali, nella convinzione che alla fine questa biodiversità sarebbe stata la forza del vino italiano”.

Tutti i dettagli e  le informazioni sul sito www.vivite.it 

Storie di cibo sarà presente, perchè il vino parla la lingua di tutti, e a noi piace ascoltarla!

 

 

Nadia Toppino
Nadia Toppino
Nata a Rho, viaggiatrice e girovaga per lavoro e per passione. Ho fatto mia una definizione che mi hanno affibbiato tempo fa : "ingegnere creativo" che lega alla perfezione i miei studi alla mia vera essenza. (creativa), che è quella che metto anche nella curiosità e scoperta di nuove storie di cibo!

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