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Il vino fa bene agli occhi, parola di Santalucia!

Vino Santalucia 2016

Proprio per Santa Lucia, patrona della vista, arriva un vino solidale con gli ipovedenti: il Santalucia 2016.

Si tratta di un Cabernet Sauvignon realizzato da vigneti sulle colline più alte del comune di Breganze dalla Cantina Maculan per la Fondazione Banca degli Occhi del Veneto Onlus, che festeggia il trentennale.

È stato presentato al ristorante Le Calandre di Rubano (PD) il vino Santalucia 2016, un Cabernet Sauvignon realizzato dalla Cantina Maculan per la Fondazione Banca degli Occhi del Veneto Onlus.

L’idea, nata da Fausto Maculan, unisce l’eccellenza vitivinicola con la frontiera della ricerca del centro regionale di riferimento per i trapianti di cornea di Veneto e Friuli Venezia Giulia, il più importante per numero di donazioni a livello europeo.

Il vino è stato selezionato da una commissione di giornalisti, critici enogastronomici e sommelier che hanno assaggiato tutte le barrique dell’annata 2016 della Cantina Maculan per individuare la migliore: la scelta è caduta su un Cabernet Sauvignon proveniente dai vigneti situati sulle colline più alte del comune di Breganze.

Tutta la barrique (ovvero 225 litri, per un totale di 300 bottiglie da 750 ml) è stata imbottigliata con un’etichetta che rappresenta un’opera firmata dall’artista bellunese Graziella Da Gioz, scelta dal critico Marco Goldin per essere donata alla Fondazione.

Il dipinto, intitolato Verdi riflessi, trae spunto da un ciclo di opere dedicate ai Palù trevigiani, terre che hanno ispirato la pittura dell’artista in diverse mostre e libri, uno dei quali pubblicato con il poeta Andrea Zanzotto.

Lo scopo del progetto è quello di sostenere attraverso 300 bottiglie uniche e numerate i progetti di ricerca sulle malattie oculari di Fondazione Banca degli Occhi del Veneto Onlus, a cui sarà devoluto il ricavato.

Così sottolinea Fausto Maculan:

“Ho scelto di dedicare una parte del mio lavoro a questa iniziativa  che si rivolge a chi ha bisogno dei risultati delle nuove ricerche, ma anche ai sostenitori che scelgono di offrire il proprio contributo e alle istituzioni presenti che vi partecipano. Quest’anno la ricorrenza è ancora più speciale: il Santalucia 2016 sarà il vino ufficiale del Trentennale della Fondazione”.

Fondazione Banca degli Occhi del Veneto Onlus è infatti il centro di riferimento nazionale per i trapianti di cornea. Quasi la metà dei trapianti che ogni anno vengono effettuati in tutta Italia sono possibili grazie ai tessuti oculari che arrivano dal padiglione veneto dell’Ospedale dell’Angelo di Mestre, intitolato alla memoria del professor Giovanni Rama, che ha fondato la banca degli occhi 30 anni fa.

Giuseppe Di Falco, presidente della Fondazione, ricorda:

“Quest’anno abbiamo celebrato il traguardo della centomillesima cornea donata a partire dal 30 settembre 1987. Una crescita che ci fa sperare nel futuro per il quale stiamo lavorando anche attraverso la ricerca, per trovare sempre più risposte non solo nel campo della cornea ma anche delle malattie della retina. Grazie al progetto Santalucia, avviato nel 2009, a questo scopo sono già stati devoluti oltre 260 mila euro”.

La bottiglia di Santalucia 2016 è stata offerta a quanti hanno contribuito al sostegno della ricerca con una donazione di 100 euro.

Alla presentazione è stata battuta all’asta una bottiglia in formato Melchior, contentente 18 litri di Santalucia, aggiudicata dal conte Stefano Marzotto di Vicenza per 1800 Euro.

È sempre possibile sostenere la fondazione acquistando il vino attraverso il sito www.fbov.org: un’idea regalo solidale per chi a Natale vuole  fare del bene, non disdegnando  il buon vino!

E Storie di cibo non si è fatta mancare la sua bottiglia!

 

Per acquistare il Santalucia 2016:
Fondazione Banca degli Occhi del Veneto Onlus  –  https://www.fbov.org/come-aiutarci/vino-per-la-ricerca
info@fbov.it
Nadia Toppino
Nadia Toppino
Nata a Rho, viaggiatrice e girovaga per lavoro e per passione. Ho fatto mia una definizione che mi hanno affibbiato tempo fa : "ingegnere creativo" che lega alla perfezione i miei studi alla mia vera essenza. (creativa), che è quella che metto anche nella curiosità e scoperta di nuove storie di cibo!

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