Gourmantico 2026

Gourmantico 2026: quando l’alta cucina diventa racconto condiviso

Terza edizione Gourmantico: torna dal 12 gennaio l’appuntamento con l’eccellenza gastronomica lombarda.

Gourmantico 2026 apre le porte di 21 ristoranti, anche stellati, con menu degustazione a 80 euro.

C’è un momento, durante la conferenza stampa di presentazione di Gourmantico 2026, in cui Camillo Rota – presidente dell’Associazione Culturale Enogastronomica “Insieme” e patron dell’Antica Osteria dei Camelì – si alza in piedi. “Mi piace, voglio avere il piacere di vedervi tutti”, dice con una voce che tradisce l’emozione. E in quel gesto c’è tutta l’essenza di questa manifestazione: la voglia di condivisione, di apertura, di mettere al centro le persone prima ancora dei piatti. Parte così la presentazione della nuva edizione di  Gourmantico 2026.

Prima ancora che cominci la parte ufficiale della conferenza di Gourmantico 2026, c’è un momento che cattura l’attenzione di tutti. Fabrizio, il moderatore, chiama al centro della sala Federico Cerea di AB Work.

“Questo è un fuori programma” annuncia “ma Federico Cerea ha gentilmente omaggiato le divise Gourmantico degli chef. Eccolo qui, questo galantuomo, questo uomo di cuore”.

L’applauso è scrosciante. È un dettaglio che potrebbe sembrare secondario, ma che invece racconta molto dello spirito di questa iniziativa: dietro Gourmantico c’è una rete di persone, di relazioni, di sostegno reciproco che va oltre la semplice ristorazione.

Un sogno che diventa realtà (e che fa numeri)

“Sono più emozionato delle altre volte”, confessa Rota quando prende la parola, “perché vedo che più va avanti e più Gourmantico ha senso. La situazione economica stessa impone anche a noi di fare dei sacrifici pur di salvaguardare la cosa che per noi è la più importante: la qualità.”

Nato nell’ottobre 2023 da un gruppo di ristoratori che Rota definisce “di buona volontà”, l’associazione Insieme ha dato vita a un’iniziativa che ha già dimostrato numeri straordinari. È Beniamino Tomasoni, vicepresidente dell’associazione e patron dell’Hotel Excelsior San Marco che ci ospita, a snocciolare i dati dell’edizione 2025 con il suo consueto mix di ironia e passione: 21 ristoranti, 4 province coinvolte, 9 stelle Michelin, 70 giorni di servizio, 15.000 prenotazioni, 30.000 coperti con ospiti provenienti da tutta la Lombardia, 180.000 visitatori sul sito, 9.000 follower e un milione di persone raggiunte con le campagne di comunicazione, 230.000 pagine visitate.

Poi Tomasoni si lascia andare a una confessione che strappa nuove risate: “Io sono un uomo dei numeri, non sono uno chef, so cucinare malamente, ma avevo e ho un sogno: mettere insieme una città o poco più, tutti i migliori locali o quasi, tutti con lo stesso prezzo, tutti nello stesso periodo. Signori, questo non è facile, questo è veramente un sogno. Perché voi sapete com’è difficile mettere insieme ventuno chef?!”.

“Racconti da gustare”: quando il menu diventa narrazione

Il tema di Gourmantico 2026 è “Racconti da gustare”, e non si tratta di uno slogan pubblicitario. Come spiega con lucidità Francesca Mauri del ristorante Impronte, consigliere dell’associazione:

“Leggevo non più tardi di un paio di settimane fa su una rubrica di settore la riflessione per cui la nostra tavola si sta spaccando e schiacciando tra fast food e alta cucina, perdendo un po’ il mezzo. Sicuramente è un tema economico, ma soprattutto va a coinvolgere il tema del tempo, un tempo che nella cucina veloce non viene più condiviso. Invece è il tempo che noi vogliamo, a cui vogliamo ancorarci.”

Quest’anno poi la cucina italiana è diventata patrimonio UNESCO immateriale, un riconoscimento che celebra proprio quella cucina autentica che racconta origini e tradizioni. Ciò che è diventato patrimonio è stata la cucina italiana vera, quella che racconta delle nostre origini, delle nostre tradizioni e che continua a declinarsi nei ristoranti di alta qualità, che è quella che noi quindi dobbiamo continuare a vivere, onorare e raccontare.

“Il vero lusso che vorremmo condividere con la clientela di Gourmantico, che non per forza è la nostra abituale, è il tempo di vivere la tavola. Tavola, cucina e accoglienza delle nostre sale”continua Mauri. “Non abbiamo chiesto agli chef di inventare storie, ma di portare ognuno la loro o la loro scelta o il loro territorio o il loro ricordo o una loro visione, quindi non è un concetto astratto. Anzi, è un modo per rendere assolutamente leggibile, accessibile e condivisibile la cucina con il cliente.”

Il racconto diventa così corale e circolare: parte dalla cucina, attraversa la brigata e la sala, prende forma nel piatto, ma si completa solo quando arriva al cliente.

Brescia entra in famiglia e Petronilla saluta

Una delle novità più significative dell’edizione 2026 è l’ingresso nell’Associazione Insieme del ristorante Gaudio dei Fratelli Papa. A presentarlo è Maria Morbi, vicepresidente dell’associazione:

“Ho il piacere di annunciarvi che quest’anno abbiamo deciso di allargare i nostri orizzonti e di contaminare un’altra provincia vicina. Quindi ci spostiamo leggermente a est e annunciamo l’ingresso in questa associazione del ristorante Gaudio, dei fratelli Papa, Diego e Giambattista di Barbariga.”

Nel paese dei casoncelli, Gaudio è lo scrigno del gusto dei fratelli Papa. Tavoli circolari ben distanziati, oggetti d’arte, quadri alle pareti e un ambiente elegante e rassicurante definiscono una sala curata e accogliente. La cucina è creativa ma rispettosa della tradizione, con grande attenzione alla stagionalità e al territorio.

Quando Diego Papa prende il microfono, confessa:

“È stato un po’ come una doccia fredda perché non si pensava che un non bresciano potesse entrare in Bergamo. Con tutti i ristoranti che ci sono in Brescia, scegliere Gaudio a Barbariga in culo al mondo, come si suol dire, perché ormai siamo quasi veronesi… Noi abbiamo una cucina che elogia quello che è il territorio. Brescia, come Bergamo, è una cucina che nasce sostanzialmente povera, quindi il bresciano se gli proponi un po’ di mare è molto più contento. La nostra filosofia è quella di portare il mare nell’orto: noi abbiamo a disposizione l’orto, le verdure, sapori piuttosto basici, e portare il pesce a sposarsi con queste materie prime non è semplice. Utilizzare tutto ciò che ci dà la riviera – il cappero, gli agrumi, i pomodorini – è bello e buono, però lo fanno un po’ tutti. Cercare di inserirlo in un contesto diverso è magari un po’ più difficile. Ci si tira la zappa sui piedi, però ci si impone un pochino di più ricordando da dove si viene.”

Durante la conferenza, c’è stato spazio anche per un momento di grande emozione.

Maria Morbi chiama sul palco Petronilla Frosio, ringraziandola a nome di tutta l’associazione per l’impegno, il contributo che ha dato nelle varie attività, sempre con l’unico obiettivo di tutelare la loro categoria e il loro lavoro. Petronilla, visibilmente commossa, risponde:

“È stata una scelta pensata, dolorosa ma dovuta, per una serie di motivi. Credo che tanti miei colleghi, per certi versi, in questi momenti mi invidino. Perché il nostro lavoro, pur bellissimo, è un lavoro di grande sacrificio, di grande impegno se vuoi ottenere dei risultati. Io e mia sorella in questi anni, in questi lunghi 40 anni, ci siamo spese molto, non solo per la ristorazione, ma anche per la nostra famiglia, per il nostro territorio. Mi sono impegnata anche nell’associazione di categoria, ho voluto portare avanti quelle che erano tutte le nostre esigenze e le istanze. Ho fatto quello che ho potuto, ora è giunto il momento per noi di pensare a noi, ma comunque non sparirò. Chiunque avrà bisogno di me sa dove trovarmi e vi ringrazio di tutto.”

Come aderire: qualità senza compromessi

L’Associazione Insieme non è un club chiuso, ma ha criteri rigorosi. Per entrare servono: il supporto e la presentazione di due soci, l’apertura del ristorante da almeno tre anni (salvo validi riconoscimenti di importanti guide nazionali), un prezzo medio del menu degustazione non inferiore a quello della promozione Gourmantico, e la segnalazione del ristorante su almeno due delle principali guide nazionali.

“Non è un’associazione che vuole chiudersi a se stessa, ha le porte completamente aperte” sottolinea Rota “ma esige che chiunque entri condivida pienamente i valori. Sul sito di Gourmantico è tutto specificato alla perfezione. Sarà il consiglio direttivo a valutarne la pregnanza e poi, se tutto coincide, viene passato all’assemblea di tutti i soci che decideranno in maniera insindacabile se la domanda è all’altezza della situazione.”

Un’assaggio di eccellenza: il menu della conferenza stampa

Prima che la parte ufficiale si concluda, arriva il momento più atteso: l’assaggio dei piatti preparati da alcuni dei ristoranti aderenti. È un vero e proprio viaggio sensoriale che anticipa cosa aspetta i fortunati commensali di Gourmantico 2026.

Si comincia con la Tenuta Casa Virginia che apre le danze con il loro SalamBU’ con pane, focacce e polenta, accompagnato nel bicchiere da un SUR LIES Metodo Classico. È un inizio che parla di territorio, di tradizione rivisitata con intelligenza.

Poi è il turno di Gaudio, la new entry bresciana che già si fa notare con due proposte raffinate: il topinambur alla cenere, mirtillo rosso e foglie di crisantemo – un piatto che gioca su contrasti di sapore e temperatura – seguito dalla tartare di fassona, capperi, liquirizia, zafferano e cialda di mais. È evidente fin da subito perché i fratelli Papa sono stati accolti nell’associazione: la loro cucina parla di territorio ma con una voce contemporanea e personale.

Il Ristorante Collina porta in tavola poesia lacustre con il cannolo aperto con crudo di salmerino della Grigna, perle di wasabi, lampone e maggiorana – un piatto che racconta i laghi bergamaschi con eleganza – per poi sorprendere tutti con un gelato al fieno della Roncola, dessert che evoca i profumi dei prati montani in modo inaspettato e delizioso.

LoRo gioca con la mixology e la tecnica con una sfera liquida al gin agrumato che esplode in bocca rilasciando i suoi aromi, seguita da una tartelletta con capasanta, mortadella, topinambur e aringa – un esempio perfetto di come la cucina stellata sappia accostare ingredienti apparentemente lontani creando armonia.

Il Saraceno conquista con la sua eleganza minimalista: il bacio di dama barbabietola e wasabi gioca sul contrasto tra il dolce del classico dolce piemontese e il piccante giapponese, mentre il need a coffee – mignon arachide e caffè chiude in bellezza con un piccolo capolavoro di pasticceria.

Il Roof Garden Restaurant, che ospita, presenta il suo risotto gamberi, burrata e pepe nero, cremoso e avvolgente, un piatto che dimostra come la semplicità apparente nasconda grande tecnica.

Chiude questa carrellata Frosio con i suoi morbidosi di zucca e ricotta affumicata – gnocchetti che sono una carezza al palato, dove l’affumicatura della ricotta aggiunge profondità senza coprire la dolcezza della zucca.

Un menu, infinite storie

Durante il periodo dell’evento (San Valentino escluso), i ristoranti aderenti propongono un menu degustazione completo al prezzo fisso di 80 euro, ciascuno con una proposta unica pensata per raccontare l’identità dello chef e del luogo. L’unica eccezione è il ristorante Villa Elena, due stelle Michelin a Bergamo Alta, con un prezzo di 180 euro.

Ogni chef  come abbiamo detto ha un astoria da raccontare e un percorso gastronomico che condensa nel menù Gourmantico. Alla conferenza stampa, nello specifico,  Antonio Lecchi della Tenuta Casa Virginia, settant’anni e una vita passata tra cucina e storia locale, ha raccontato il suo menu in modo totalmente appassionato, parlando di ponti romani, della strada per Como, dei veneziani:

“Il mio menu è un percorso, un volo. Parto da Capriano San Gervasio e seguo il fiume Brembo fino ad arrivare al Pizzo del Diavolo. Mi sono immaginato di essere una persona che vola e gira e gira come un nibbio, come un cervo, come volete voi, e gira e osserva dall’alto che cose avvengono. Parto dalla foce, da un pesce di acqua dolce che varierò con della verza, i capù – come sono chiamati da noi – ripieni di pesce. Questo piatto povero che normalmente era pieno di pane, se non avevi niente già avere pane era tanto, ripieni di pollo o di altre cose. Il mio volo è veramente percorrere il Brembo ma raccontando anche, se ne ho la possibilità di farlo, quanta storia c’è lungo un fiume. Dal periodo romano fino ad arrivare ai tempi nostri, dove noi siamo la terra dei formaggi, la capitale dei formaggi d’Europa.”

I protagonisti: 21 visioni, un’unica passione

L’edizione 2026 vede in campo 21 ristoranti, molti dei quali insigniti di stelle Michelin (in totale 9 stelle distribuite tra i vari locali):

  • Al Vigneto con lo chef Vito Siragusa a Grumello del Monte, immerso in 4 ettari di vigneti della Valcalepio
  • Antica Osteria dei Camelì, storia dal 1856 ad Ambivere, dove la famiglia Camelì propone una cucina ispirata al Metodo Kousmine
  • Bolle Restaurant dello chef Andrea Rota a Lallio, nato dalla sinergia con Pentole Agnelli
  • Ristorante Collina dello chef Mario Cornali ad Almenno San Bartolomeo, con vista sui colli bergamaschi
  • Cucina Cereda ★ Michelin dello chef Giuseppe Cereda a Ponte San Pietro, in una corte cinquecentesca
  • Frosio Ristorante dello chef Paolo Frosio ad Almè, attento al riutilizzo creativo degli ingredienti
  • Gaudio dello chef Diego Papa a Barbariga (BS), la new entry bresciana
  • Il Cantinone dello chef Stefano Masanti a Madesimo (SO), cucina sostenibile in montagna
  • Il Cantuccio dello chef Mauro Elli ad Albavilla (CO), nel cuore dell’Alta Brianza
  • Il Saraceno ★ Michelin dello chef Roberto Proto a Cavernago, cucina di mare dalla Costiera Amalfitana
  • Impronte ★ Michelin dello chef Cristian Fagone a Bergamo, un progetto di vita e passione
  • La Caprese dello chef Roberto Donadoni a Mozzo, cucina isolana contemporanea dal 1975
  • LoRo ★ Michelin dello chef Pierantonio Rocchetti a Trescore Balneario, stellato dal 2011
  • Osteria della Brughiera ★ Michelin dello chef Paolo Cortinovis a Villa d’Almè, stella Michelin dal 1998
  • Osteria Tre Gobbi dello chef Marco Carminati a Bergamo, l’osteria più antica della città
  • Pomiroeu dello chef Giancarlo Morelli a Seregno (MB), icona culinaria da 30 anni
  • Roof Garden Restaurant dello chef Gianpietro Semperboni a Bergamo, all’ottavo piano con vista su Città Alta
  • Tenuta Casa Virginia dello chef Antonio Lecchi a Villa d’Almè, nel Parco dei Colli
  • Florian Maison dello chef Umberto De Martino a San Paolo d’Argon, cucina stellata con impronta mediterranea
  • Villa Elena ★★ Michelin dello chef Marco Galtarossa a Bergamo Alta, nella storica residenza di San Vigilio
  • Zù Ristorante dello chef Angelo Bonfitto a Riva di Solto, affacciato sul Lago d’Iseo

Il fenomeno turistico

Maria Morbi conferma l’impatto della manifestazione, evidenziando che in questa manifestazione hanno avuto tanti clienti, una clientela che si è fidelizzata, sia clientela nuova che clientela storica che viene anche durante l’anno:

“L’interesse per Gourmantico è affascinante perché si crea proprio un meccanismo di curiosità e di interesse e di coinvolgimento anche di persone, di amici. Qui si creano anche delle occasioni per persone di ritrovarsi più e più volte nei nostri locali.”

Come sottolinea Tomasoni:

“Gourmantico fa muovere le persone. La maggior parte dei nostri clienti, oltre ai bergamaschi, vengono da Milano e da Brescia. Rispetto a prima è cresciuta decisamente l’affluenza dalla provincia. Noi auspichiamo l’interazione turistica. Ha un limite Gourmantico, non riusciamo ancora a farlo conoscere all’estero, ma ci arriveremo!”

Prenotazioni e programma estivo

Il sistema funziona esclusivamente su prenotazione tramite il sito www.gourmantico.it, dove ogni ristorante presenta il proprio menu e la propria filosofia.  Forte del successo dell’edizione estiva 2025, l’associazione ha già in programma una seconda edizione di Gourmantico per l’estate 2026, che verrà presentata a giugno.

“Gourmantico è molto più di una rassegna gastronomica” si legge nel comunicato ufficiale.

“È un progetto culturale che mette al centro il valore del cibo come espressione di storia, tradizione e innovazione. Un’occasione per scoprire e riscoprire i migliori ristoranti del territorio attraverso un’esperienza accessibile, curata e di alto livello.”

L’obiettivo è chiaro: aprire le porte dell’alta cucina a un pubblico più ampio, mantenendo standard qualitativi elevatissimi. Come conclude Tomasoni con la sua passione contagiosa:

“Noi siamo Gourmantico e siamo veramente tanta cosa. Non c’è associazione di pari portata in Italia. Signori, avevo tanti sogni, uno l’ho realizzato!”

E mentre la conferenza si chiude e ci si prepara a vivere davvero la nuova edizione di Gourmnatico, resta impressa l’immagine di questo gruppo di ristoratori che, con fatica, passione e anche qualche litigata è riuscito a costruire qualcosa di unico nel panorama gastronomico italiano.

Quest’anno la tavola si fa luogo di narrazione sensoriale: lo chef è autore, il commensale è lettore, il menu è un racconto che si svela morso dopo morso.

Perché ogni storia, come ogni ricetta, vive davvero solo a tavola.

Info e prenotazioni: www.gourmantico.it
Periodo: 12 gennaio - 2 aprile 2026 (San Valentino escluso)
Prezzo: Menu degustazione completo a 80€ (eccetto Villa Elena)