Val Mivola: scoprire le Marche in nove comuni

Scoprire la Val Mivola: tra le Valli dei Fiumi Misa e Nevola nelle Marche.

In provincia di Ancona, dall’entroterra alla costa di Senigallia.

val mivola storiedicibo

Val Mivola con le sue storie, tradizioni, culture ed eccellenze rappresenta la pluralità delle Marche nella sua essenza più vera: gli Appennini da un lato che in poco più di 40 km degradano dolcemente fino al mare.

Un museo diffuso e un parco naturale allo stesso tempo, costellato da nove comuni-Arcevia, Barbara, Castelleone di Suasa, Corinaldo, Ostra, Ostra Vetere, Senigallia, Serra De’ Conti,Trecastelli–ognuno con le sue specificità ma tutti accomunati dalla presenza di tesori d’arte,tradizioni tramandate e sapori antichi, per chi ama viaggiare seguendo il ritmo lento e potente della natura e lontano dal turismo di massa, alla ricerca dell’autenticità dei luoghi e delle persone.

Val Mivola rappresenta la novità turistica della provincia di Ancona, dove i fiumi Misa e Nevola tessono un legame tra nove comuni ricchi di storia e cultura: Arcevia, Barbara, Castelleone di Suasa, Corinaldo, Ostra, Ostra Vetere, Senigallia, Serra de’ Conti, e Trecastelli. Questa alleanza si estende dalla montagna al mare, offrendo un’esperienza che va ben oltre la semplice visita turistica.

Il fiume Misa nasce ad Arcevia, serpeggiando attraverso l’entroterra per 45 km fino a raggiungere il mare Adriatico a Senigallia, mentre il Nevola, più piccolo, si snoda tra Castelleone di Suasa e Barbara. Questi corsi d’acqua non solo disegnano il paesaggio, ma definiscono anche il carattere della regione, con le loro valli fertili che hanno dato vita a Val Mivola.

Val Mivola dunque–nell’acronimo dei nomi dei fiumi MIsae neVOLA–vuole rappresentare l’unionei deale e la comunità d’intenti di questi nove comuni pronti a spiccare insieme il volo e ad iniziare una nuova stagione turistica.

Val Mivola propone una pluralità di itinerari edifferenti tipi di esperienze: dall’arte all’artigianato, dalla natura allo sport, fino all’enogastronomia, alla storia e alla devozione.

Un mosaico di Comuni

Ogni comune in Val Mivola racconta una storia unica, unita da un filo comune di storia e bellezza. Ad Arcevia, l’antica Rocca Contrada, si possono esplorare la Collegiata di San Medardo e il suo giardino botanico. A Corinaldo, le mura del XIV secolo racchiudono leggende e architetture di rara bellezza, mentre a Senigallia, la Rocca Roveresca e la Rotonda a Mare offrono un tuffo nella storia e nella cultura moderna.

Il patrimonio artistico di ValMivola è vasto e variegato.

A Trecastelli, il museo dedicato a Nori De’ Nobili offre un’esplorazione unica nel suo genere dell’arte femminile. Arcevia stessa è un tesoro di opere d’arte, con pezzi di Luca Signorelli e Giovanni Della Robbia sparsi per la città. A Senigallia, la città della fotografia, si celebra l’arte visiva con opere di Mario Giacomelli.

Enogastronomia: sapori e tradizioni locali

La terra di Val Mivola è ricca non solo di bellezza naturale ma anche di prodotti enogastronomici distintivi.

Le valli del Misa e Nevola sono ricche di tradizioni legate al cibo, un territorio fertile per la coltivazione del vino, in particolare con il vitigno autoctono a bacca bianca Verdicchio dei Castelli di Jesi da cui si ricava il vino omonimo, prodotto specialmente nella zona di Ostra Vetere e Barbara e con il Lacrima di Morro d’Alba, vino rosso tipico DOC marchigiano, conosciuto sin dai tempi di Federico Barbarossa la cui produzione è consentita unicamente nella zona di Morro d’Alba e comuni limitrofi.
Invece nella zona di Serra de’ Conti, da una varietà di ciliegie acide, simili alle amarene, prodotte dal visciolo a cui viene aggiunto il mosto, viene prodotto il Vino di visciola, esclusivamente da dolce.
Altre coltivazioni autoctone sono la cipolla di Suasa coltivata nell’area di Castelleone, la cicerchia di Serra de’ Conti, legume oggi diventato presidio slow food coltivata con tecniche a basso impatto ambientale e, sempre dallo stesso territorio, il fagiolo solfino, riscoperto e reintrodotto da poco tempo, dalla buccia finissima, la consistenza cremosa e il sapore delicato.
Infine, il mais ottofile di Roccacontrada, prodotto nella zona di Arcevia, dal colore rosso e dall’aroma intenso permette la preparazione di una polenta di grandi qualità organolettiche.

Preparati e ricette tipiche non mancano, dalla costa all’entroterra, a partire da Senigallia con il Brodetto alla senigalliese, la vera ricetta dei “portolotti” con l’utilizzo di 13 diversi tipi di pesce lentamente cucinati con soffritto di cipolla, pomodoro ed aceto.

val mivola storiedicibo

Sempre a Senigallia la salsiccia matta, salume con carni miste bovine e suine affumicato a mano, per insaporire il brodo soprattutto nel periodo natalizio.

val mivola storiedicibo

Da un maiale autoctono chiamato “suino di Frattula”, tipico dei territori di Senigallia, Monterado, Corinaldo, Ripe, si ricava l’omonimo salame delle Terre di Frattula.

val mivola storiedicibo

E dulcis in fundo il lonzino di fico, il cui nome deriva dalla forma simile alla lonza del maiale, ma è un dolce dalle origini antichissime di cui parla già lo scrittore latino Columella nel 65 d.c., in cui i fichi secchi sono amalgamati con altri ingredienti, tra cui la sapa, il mosto d’uva prodotto a Serra de’ Conti.

val mivola storiedicibo

O ancora le pecorelle di Corinaldo, dolce tradizionale del periodo natalizio. Le “pecorelle” venivano cotte il giorno prima dell’epifania e venivano poi usate per addobbare la “palma della befana”.

val mivola storiedicibo

Natura e Sport: escursioni tra terra e mare

ValMivola è anche un paradiso per gli amanti della natura e dello sport, con percorsi che invitano a esplorare la regione in bicicletta o a piedi. Il percorso PercorriMisa offre un’immersione nella natura lungo il fiume Misa, una passeggiata naturalistica di 13 chilometri da percorrere a piedi, in bicicletta o a cavallo lungo il fiume Misa da Senigallia a Casine di Ostra.

Il percorso ad anello Ostra-Vaccarile di circa 15 km,che presenta variaspetti di interesse non solo naturalistico,ma anche storico/culturale con il Castello di Vaccarile, le  rovine di Ostrantica e le chiesette rurali-e legato alle tipicità locali.

L’Anello delle colline del Verdicchio celebra il paesaggio vitivinicolo della regione. Circa 30 km, da percorrere in bici, toccando anche il castello di Serra de’ Conti con la sua porta della Croce ed il monastero di S.M.Maddalena, il Castello di Castiglioni con la chiesa di Sant’Agata e quella di Madonna del Piano.

Un altro percorsoad anello è quello della Querciabella, che da Senigallia attraversa il fiume Misanella località Brugnetto, attraversa i territori di Trecastelli per arrivare a Corinaldo nell’area archeologicaattigua alla Chiesa di Santa Maria di Portuno, per poi tornare a Senigallia.

Arcevia e i suoi castelli sono al centro del percorsoRnc 2 ,incastonato nel verde dei boschi, tra altemura ove il tempo si è fermato,di difficoltà medio-alta per le numerose salite, che tuttavia sono brevie con modesta pendenza e caratterizzato da strade quasi prive di traffico in cui si può assaporare il contatto più autentico con la natura.

Val Mivola rappresenta dnque l’ideale unione delle valli del Misa e Nevola: il nuovo soggetto turistico ValMivola,che mette in network ciò che da tempo la natura ha voluto far convivere e dialogare.

Val Mivola con le sue storie, tradizioni, culture ed eccellenze rappresenta la pluralità delle Marche nella sua essenza più vera.