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Simona De Castro, chef del ristorante ‘Monticelli – Saperi e Sapori’ di Campobasso, sarà la sola interprete femminile alla cena di gala degli ‘Chef Award 2018’ in programma il 14 maggio al ‘Forte Village’ di Santa Margherita di Pula (Cagliari), dopo che lo scorso anno si è affermata come ‘Best Chef donna 2017’.

Come chef ama poter offrire al cliente una cucina della memoria e delle emozioni attraverso l’uso di antiche ricette, ma allo  stesso tempo vuole scoprire ed introdurre cose nuove per dare fantasia al piatto.  E ha un’estrema passione per questo lavoro “a cui si deve dare molto, ma senza la certezza di essere corrisposti.

In vista della partecipazione alla manifestazione Chef Awards, l’abbiamo intervistata:

1- La tua storia: da dove è iniziata la passione per la cucina, studi, esperienze lavorative.

RISPOSTA: La mia storia inizia nel 2006, il 10 giugno, quando con mio fratello Stefano ho inaugurato il ristorante “Monticelli”, che prende il nome dalla via in cui è ubicato  nel centro storico di Campobasso. Erano disponibili pochi posti a sedere, e la piazzetta antistante, dall’architettura immutata, evoca tempi lontani e pieni di fascino.

Le incertezze su quale alternativa puntare per la mia realizzazione, mi hanno portata, dopo aver conseguito la laurea in economia ed il successivo master in marketing a vivere esperienze di lavoro, sebbene interessanti, lontane dalla mia aspirazione di essere signora del mio tempo e investire sulle mie capacità.  La fase decisiva è stata quando ho avuto la consapevolezza di aver individuato nella trasformazione delle risorse prime della terra in prodotti da cucina, la condizione che cercavo: far coesistere la creatività con l’imprenditorialità.

2. E tu quanto ti senti creativa, quanto imprenditrice? E cos’altro?

RISPOSTA: Nella preparazione delle pietanze ho creduto di trovare la soluzione al tutto. Ho immaginato di trasformare le materie prime senza perdere i colori e le sfumature, come fossero un riconoscimento da offrire a coloro che hanno accompagnato con tenerezza la mia vita.  Ho pensato alla ristorazione con interesse e i giusti contenuti che sentivo di avere, mi hanno fornito gli strumenti per sostenere l’iniziativa dapprima come imprenditrice,  poi come chef … “per caso”, per via di un infortunio del coordinatore di cucina.   L’ incertezza iniziale si è allontanata grazie ai consensi ottenuti dal mio pubblico consentendo, nel 2015 l’apertura di un ristorante con maggiore diponibilità di posti all’interno, tra legno e roccia, che si coniuga con la naturalità della cucina offerta.

Per essere utile, la conoscenza va condivisa soprattutto con i giovani, ed è per questa necessità di trasmettere tecniche e metodi che ho accettato di organizzare percorsi formativi, con annessi laboratori di cucina, per gli studenti della scuola alberghiera. Quindi:  Imprenditrice, Creative e Formatrice!

3- La più grande lezione di cucina da chi l’hai avuta?

RISPOSTA: Da mia nonna. Aveva imparato a fare di necessità virtù e sapeva come mettere a tavola, con poco, una tribù e fare tutti contenti….era la mamma di 12 figli!  La vera lezione, quella professionale,  la sto ancora aspettando. Posso però dire di aver avuto tanta ammirazione per la sobrietà e la professionalità di Gualtiero Marchesi.

4- Tre aggettivi/termini  che descrivono il tuo modo di fare cucina.

RISPOSTA:  Le mie preparazioni tendono a comporre forme che raffigurino il piatto ideato, lasciando ai colori il compito di illuminarne l’anima, ai sapori invece è destinata la centralità di ogni proposta e, ad essi, è legata la ricongiunzione alla memoria di una cucina rispettosa del valore di ogni singolo ingrediente.

Mi piace definirla ‘la cucina della memoria’.

Gli aggettivi? Emozionante, colorata, gustosa . L’ispirazione proviene dai ricordi, ma la preparazione dallo studio, dalla passione per una attività alla quale devi dare molto senza la certezza di essere corrisposti.

5- Cosa cerchi da chi lavora con te (collaboratori, cuochi, sous chef)?

RISPOSTA: Ai miei collaboratori chiedo serietà, professionalità, attenzione, rispetto, concentrazione ma anche tanta complicità; la brigata deve muoversi intorno al  leader per raggiungere tutti lo stesso obiettivo.

6- In qualità di Best Chef Donna premiata agli Chef Awards 2017 ti vedremo a breve di nuovo protagonista. Cosa ti aspetti e come vivi questa importante opportunità?

RISPOSTA:  Sono onorata ed emozionata, essere riuscita a destare interesse in un ambiente che è quasi esclusivamente maschile e già di per sè molto gratificante,  mi  appaga.  Mi piace sorprendermi, non mi aspetto mai nulla dalla vita e gioisco di tutto quello che riesco a conquistare , nulla è scontato…  Comunque andrà sarà una magnifica esperienza.

7 – Perchè dovresti essere tu a vincere nuovamente l’Awards di Chef Awards 2018?

RISPOSTA:  Perché sono brava e professionale e lavoro con passione.

8- Quanto conta la sala in un ristorante (in percentuale rispetto alla cucina) e perchè?

RISPOSTA: La sala è importantissima, gioca lo stesso ruolo della cucina. Il buon cibo deve essere accompagnato da un buon vino, da un ambiente gradevole e cortese e da buona musica. L’esperienza in un ristorante deve essere positiva nella sua totalità: buon cibo, buona cantina, buona musica, bell’ambiente e personale professionale.

9- Nella storia della cucina chi ritieni sia stato il più grande Maestro in assoluto (a livello mondiale)? 

RISPOSTA: Non conosco tutti i grandi chef ma secondo la mia esperienza Gualtiero Marchesi è stato il precursore della cucina italiana moderna. Oggi ho grande stima di Niko Romito per la sua sobrietà e per la sua capacità di esaltare la materia.

10- Se tu fossi un tuo piatto quale saresti? Perchè?

RISPOSTA: Se dovessi identificarmi in uno dei miei piatti, sebbene sono un po’ in tutti perché sono il frutto della mia espressione, sarei il ‘sufflè di caciocavallo su cremoso di ricotta e pere con polentina croccante , cipolla caramellata e glassa di tintilia’. Gusto pungente e dolce, croccante e soffice, un piatto con carattere, sebbene rotondo ed armonioso, che racconta molto bene anche la mia terra.

Grazie chef!

…e in bocca al lupo per l’edizione 2018 di Chef Awards! (unica Donna!)

 

Ristorante Monticelli Saperi e Sapori
Via Sant’Antonio Abate33, Campobasso CB    Tel. 0874 418460
Nadia Toppino
Nadia Toppino
Nata a Rho, viaggiatrice e girovaga per lavoro e per passione. Ho fatto mia una definizione che mi hanno affibbiato tempo fa : "ingegnere creativo" che lega alla perfezione i miei studi alla mia vera essenza. (creativa), che è quella che metto anche nella curiosità e scoperta di nuove storie di cibo!

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