Borgo San Felice: il lusso discreto del Chianti tra natura, arte e cucina d’autore
Tra colline e vigneti del Chianti Classico, un antico borgo rinato come Relais & Châteaux diventa il palcoscenico perfetto per vivere la bellezza lenta: tra cucina stellata, arte en plein air e il profumo del tartufo che annuncia l’autunno.
Immerso nel paesaggio ondeggiante del Chianti, Borgo San Felice è un microcosmo di eleganza e autenticità, dove il tempo si distende tra pietre antiche, vigneti e silenzi dorati. Il lusso qui ha il passo della lentezza e il sapore della terra: quello dei funghi, del miele, del vino e delle erbe coltivate nell’Orto & Aia Felice. Nelle cucine stellate dello chef Stelios Sakalis, ogni piatto è un racconto di stagione, mentre fuori dalle mura del borgo si inseguono esperienze d’autunno — la caccia al tartufo, la pittura all’aperto, le degustazioni tra i filari. Un viaggio sensoriale che restituisce il volto più vero della Toscana: autentico, intimo, senza tempo.
Nel cuore più autentico della Toscana, tra colline che si rincorrono e filari di Sangiovese che catturano la luce, c’è un luogo dove il tempo ha imparato a respirare lentamente. Borgo San Felice, primo Relais & Châteaux del Chianti Classico e oggi insignito di due Chiavi Michelin, è qualcosa di più di un resort: è un piccolo mondo custodito nella pietra, un borgo medievale dove l’arte dell’ospitalità incontra il ritmo gentile della natura.

Sessantatré camere e suite, due ville, una spa immersa nel verde, una cantina, due ristoranti e il profumo persistente dell’olio e del vino: ogni elemento racconta la stessa filosofia — quella del lusso discreto, che non si esibisce ma si svela solo a chi sa ascoltare. Borgo San Felice è un’esperienza immersiva, un luogo dove si arriva per rallentare, per riscoprire il valore dei gesti lenti, per lasciarsi attraversare dalla bellezza senza mediazioni.
La tavola come racconto di territorio
A dare voce a questa Toscana intima e contemporanea è lo chef Stelios Sakalis, anima gastronomica del ristorante Poggio Rosso, una stella rossa e una verde Michelin. Greco di nascita, toscano d’adozione, Sakalis ha trovato tra le vigne del Chianti la sua dimensione naturale:
“Rimanere nel Chianti per me è come restare a casa: qui ogni ingrediente racconta una storia e ogni stagione ha la sua voce” ama ripetere.
Con l’arrivo dell’autunno, la sua cucina si fa racconto di bosco, di calore, di radici. È un dialogo fra terra e memoria, dove i profumi della campagna incontrano la tecnica di una mano contemporanea.

Nel menu “Toscanità”, lo chef rilegge l’identità chiantigiana con rispetto e creatività.
I funghi del Chianti — cardoncelli, porcini e finferli — diventano protagonisti in un piatto che unisce la loro profondità aromatica alla delicatezza del crudo di Chianina alla brace, con un tocco di chips di tendini soffiati che aggiunge croccantezza e carattere. Poi c’è il risotto, elegante e avvolgente, con burro bruciato, salvia e finger lime, arricchito da un ragù di creste di gallo che rimanda alle cucine contadine e alla memoria. È la Toscana come dovrebbe essere: autentica, ma capace di sorprendere.
Nel menu “Profondità”, Sakalis lascia spazio alla sua cifra più personale.
La Pasta e cavoli è un omaggio alla tradizione povera reinterpretata con intelligenza: i tubetti cuociono nell’estratto di cavolo viola, abbracciano le variazioni di romanesco e cavolfiore, mentre la polvere di acciughe del Cantabrico e il black lime portano note marine e agrumate, unendo idealmente Grecia e Toscana. Poi arriva lo Spaghetto Sbagliato, la sua firma, un gioco di sapori che cita il Negroni e trasforma il cocktail più iconico in un piatto di alta cucina. Il percorso culmina nel Pescato del giorno, servito con variazioni di finocchi e anice e sfumature di ouzo, omaggio discreto alle origini elleniche dello chef.
Infine, il menu “San Felicità”.
Cinque portate vegetariane dedicate alla terra, nate dal progetto Orto & Aia Felice, un’iniziativa che unisce sostenibilità, inclusione e agricoltura sociale. Da qui arrivano le verdure, le erbe, il miele prodotto dalle api della tenuta. Nella Zuppa di funghi si concentrano i profumi del bosco, in un budino morbido accompagnato da frutta secca e carpaccio di funghi freschi.
La carta dei dolci è un viaggio nell’autunno toscano: la Torta di mele rugginose della Valdichiana profuma di whisky Florentis e cannella; il Cioccolato toscano Amedei si fonde con birra e grano saraceno in un abbraccio amaro e caldo; mentre il dessert Miele, camomilla, limone e fieno greco restituisce il gusto della semplicità, con il miele dell’Orto & Aia Felice come protagonista.
L’autunno nel borgo: esperienze di terra e spirito
Borgo San Felice è un luogo che si scopre passo dopo passo. In autunno, quando il sole si fa più morbido e i boschi profumano di terra, il borgo propone esperienze pensate per vivere la Toscana nel suo tempo più poetico.
La Caccia al tartufo è la più iconica. Si parte al mattino, accompagnati da un tartufaio esperto e dai suoi cani, per attraversare i sentieri che circondano la tenuta. L’aria è densa di umidità e attesa, le foglie scricchiolano sotto i piedi, e l’istinto dei cani guida il gruppo fino al momento magico della scoperta. Tornati al borgo, il tesoro del bosco si trasforma in piatto: un pranzo al Bar Gli Archi o una cena all’Osteria Il Grigio, dove il tartufo incontra i vini della tenuta San Felice in abbinamenti che esaltano ogni sfumatura.

Per chi cerca ispirazione creativa, l’Art Experience con l’artista senese Natascia Ghini offre la possibilità di dipingere il paesaggio toscano en plein air, scegliendo fra quattro scenari: la Casetta della Marchesa con Siena sullo sfondo, la piazza centrale del borgo, i vicoli silenziosi e il Bosco degli Olivi, tra cipressi e ombre dorate. Non serve essere artisti: basta lasciarsi guidare dai colori dell’autunno, dai profili delle colline, dalla luce che cambia ogni istante.

Il borgo invita anche alla scoperta lenta: passeggiate tra vigne e oliveti, trekking panoramici con soste gourmet, degustazioni verticali nella cantina storica — dove si racconta la filosofia rigenerativa e si assaggiano i vini più iconici, dal Chianti Classico al Vigorello, fino al raro Pugnitello, antico vitigno toscano riportato in vita proprio qui.
Il lusso della semplicità
Tutto, a Borgo San Felice, parla di equilibrio: tra eleganza e natura, tra comfort e autenticità. La spa invita al relax con rituali stagionali a base di vino e olio d’oliva, mentre l’Orto & Aia Felice racconta un modo diverso di intendere il benessere, dove il bello e il buono coincidono.
In un’epoca in cui tutto corre, questo borgo insegna a fermarsi. A osservare una foglia che cade, a percepire il profumo del legno che brucia nel camino, a gustare un piatto che sa di territorio e memoria.
Borgo San Felice non promette lusso spettacolare, ma un lusso più raro: quello del tempo, della lentezza, della consapevolezza.
È la Toscana che tutti cercano, ma che pochi riescono davvero a trovare.
✧ INFORMAZIONI UTILI ✧
Borgo San Felice Resort – Relais & Châteaux
Località San Felice, Castelnuovo Berardenga (SI) – Toscana
📍 www.borgosanfelice.com Ristorazione:
– Poggio Rosso (1 Stella Rossa e 1 Verde Michelin) – Chef Stelios Sakalis
– Osteria Il Grigio – cucina toscana contemporanea
– Bar Gli Archi per colazioni e pranzi informali Esperienze stagionali:
Caccia al tartufo nella tenuta, Art Experience con l’artista Natascia Ghini, percorsi tra oliveti e vigneti, degustazioni in cantina, trattamenti di vinoterapia e oli essenziali locali. Periodo consigliato:
Da marzo a novembre; l’autunno è il momento ideale per vivere la magia del Chianti tra vendemmia, foliage e profumo di tartufo. Come arrivare:
A 20 km da Siena, 80 km da Firenze, 120 km da Perugia.










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