Cantina Urbana Milano in 10 sorsi - Storie di Cibo
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Cantina Urbana Milano in 10 sorsi

Oggi inaugura (per la stampa) CANTINA URBANA, e da venerdi sarà aperta per tutti.

Ecco l’occasione per raccontarla “in 10 sorsi”!

  1. Che cos’è Cantina Urbana?

E’ un luogo dove si fa il vino in città, accessibile a tutti. La vendita diretta permette uno scambio reciproco tra chi produce e i clienti. Dentro CU c’è tutta l’anima di Michele Rimpici: la passione per il vino, la voglia del contatto tra l’enologia e le persone, la ricerca del meglio, nella qualità delle uve come nella gastronomia.

  1. Cantina Urbana è la prima cantina italiana che fa vini in città?

Sì, perché in Italia il concetto noto di cantina fa pensare subito alla campagna, a un luogo lontano. Cantina Urbana nasce come luogo dove si fa vino di qualità con una lavorazione minuziosa, esattamente come nelle Langhe o in Franciacorta, ma praticamente nel centro di Milano. Una novità assoluta per il nostro Paese.

  1. Dove si trova Cantina Urbana?

In via Ascanio Sforza 87, nel cuore del Naviglio milanese. Qui le uve dei ‘vignerons’ selezionati da Cantina Urbana arriveranno subito dopo la vendemmia, pronte per iniziare un processo di vinificazione che porterà a vini di alto livello.

  1. Qual è l’obiettivo di Cantina Urbana?

Vuole ricercare e portare in città uve di qualità espressione del territorio italiano – basate sui concetti di agricoltura sostenibile – rendendo protagoniste piccole realtà con cui si è creato nel tempo un rapporto di stima e amicizia. Serviranno per produrre vini genuini e di grande personalità.

  1. Come si colloca Cantina Urbana rispetto alle altre cantine?

E’ unica in Italia: accessibile a tutti, con un approccio diverso, nel cuore di una grande città. Quindi, oltre che essere il sito di produzione del proprio vino, CU aprirà le porte per degustazioni, offrirà il delivery e sarà sede di eventi. Un luogo dove non si parla di vino, ma si fa il vino, si vive, si beve, si condivide.

  1. Come lavorerà Cantina Urbana?

Le uve appena vendemmiate, tramite camion frigo, verranno vinificate nel sito milanese con un processo tradizionale. In seguito, il vino verrà venduto fresco, sfuso o in bottiglia, oppure affinato in vasi vinari poco invasivi, realizzati in acciaio, legno usato o terracotta, e successivamente venduto.

  1. Qual è la filosofia di produzione di Cantina Urbana?

Vuole produrre vini artigianali e di personalità, di limitato intervento, sia durante la crescita nelle vigne sia in cantina. I vini dovranno essere espressivi delle uve e dei territori di origine, con bassi livelli di solfiti.

  1. Quali saranno i primi vini venduti da Cantina Urbana?

Nella prima fase venderà vini prodotti “a quattro mani”. Selezionando ‘vignerons’ di alta qualità e di fiducia, Cantina Urbana ha scelto le uve e studiato il blend per le bottiglie che metterà in vendita. I primi vini realizzati in loco invece saranno quelli della vendemmia 2018.

  1. Che vini si potranno trovare in Cantina Urbana?

Inizialmente saranno proposte due linee. La prima di vino sfuso: un rosso, un bianco e un rosé.  Infine nel 2019 saranno pronti il Naviglio Rosso e Bianco, i primi vini fatti in anfora, vinificati ed affinati in città, con metodo artigianale, come una volta.

       10. Perché è nata Cantina Urbana?

Per il desiderio di Michele Rimpici di accorciare la distanza tra l’uva e la gente, togliendo il superfluo e ritornando al passato. Una volta il vino si comprava andando in cantina con le bottiglie vuote, facendo due chiacchiere con il produttore e scoprendo il mondo che c’è dietro. Cantina Urbana vuole riportare il vino dentro la città, con i suoi mosti e gli affinamenti, aprendo le porte della ‘magia’ dell’uva alle persone e raccogliendo da loro l’energia della città. Senza segreti e senza dogmi. Un luogo aperto a tutti.

Nadia Toppino
Nadia Toppino
Nata a Rho, viaggiatrice e girovaga per lavoro e per passione. Ho fatto mia una definizione che mi hanno affibbiato tempo fa : "ingegnere creativo" che lega alla perfezione i miei studi alla mia vera essenza. (creativa), che è quella che metto anche nella curiosità e scoperta di nuove storie di cibo!

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