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#miscelalalurisia 2017

We want your mix.

Appare quasi una minaccia, e invece è un invito di quelli con i fiocchi: partecipare ad un progetto che Lurisia, la società dell’acqua, ha lanciato dedicato alla mixology, termine questo che l’azienda  ha voluto mantenere in italiano nell’efficace hashtag dedicato: 

#miscelalalurisia

Il progetto nasce con lo scopo di creare nuove bibite, nuovi prodotti italiani, coinvolgendo esperti nel campo della miscelazione (gli alchimisti!),  giornalisti del settore e un folto gruppo di giovani barman da tutta Italia (quelli che ora si definiscono bartender, includendo barman e anche barladies)

Tre le menti che hanno ideato questo particolare gioco di braistorming al sapore di tonica: Roberto Roccatti, AD di Lurisia; Fabio Re, il consulente-alchimista e il team di Davide Terenzio Pinto, di Affini, locale torinese  dove è forse nata la spinta di dare una nuova bevanda ai bartender, per i loro cocktail.

E così dopo sessioni di terme, di relax psicofisico e di apertura mentale stimolata dalle grotte, hanno preso il via le sessioni di attività vera e propria.

Gruppi  di lavoro di una decina di persone, la maggior parte mixologist di professione,  i bartender appunto, fatti arrivare da tutta Italia e rigorosamente (o è un caso!)  under 35.

E poi, in numero minore, ma con una presenza di osservatori quasi ingombrate (!),  giornalisti e blogger, con il compito di partecipare ai “giochi” e soprattutto di osservare, capire e riportare!

Tre le sessioni di lavoro.

Uno solo l’ obiettivo:

lanciare sui mercati di tutto il mondo una bevanda “nuova” e di tendenza  per la produzione di cocktail creativi e di qualità garantita. Ed ecco l’importanza di avere nei giochi i migliori bartender d’Italia: sono loro che hanno la sensibilità di come va il mercato, di cosa desidera la clientela, e di cosa serve per realizzare i giusti cocktail da servire.

Le tre sessioni iniziano nel  fermento generale, su tavoli “apparecchiati” con boccettine di aromi naturali, dal carciofo allo zenzero passando per il peperoncino, con pipette, bicchieri, mixer, cartine di degustazione.

Ecco i compiti assegnati:

  1. valutare l’acqua tonica Lurisia già esistente e variarla con atri aromi naturali
  2. inventare una bibita che non esiste ancora
  3. costruire una tonica ex novo

Inizio a giocare con pipette ed essenze, faccio prove di assaggio miscelando la lurisia (fedele all’hashtag proposto!) con tutte gli aromi naturali che mi capitano a tiro.

Voglio provare, aggiungere, capire in che modo la tonica con l’aroma di carciofo può migliorare con qualche goccia di peperoncino! Provo, assaggio, aggiungo gocce di questi aromi naturai, e assaggio ancora, un po’ di arancia amara e poi …ho perso il conto di cosa sto facendo.

Mi blocco e sento delle voci, sembra una riunione di chimici infervorati, alzo lo sguardo dalla mia pipetta e vedo loro, i giovani barman e le giovani barladies disquisire con competenza ed esperienza sulle alternative possibili, sui mix di successo, sulle percentuali da utilizzare di ogni singola boccettina.

Ne discutono a parole, perché in fondo sanno già, o comunque  lo intuiscono con competenza, cosa ne verrà fuoriLoro hanno chiaro esattamente cosa fanno due gocce di aroma al carciofo in una tonica, e sanno anche come cambia il sapore aggiungendoci dello zenzero!

E allora rinsavisco! Io sono qui per osservare, per raccontare di questa esperienza, faccio parte del mix, ma sono quella parte con la penna in mano, non con la pipetta!

I maghi della mixologia sono loro, quelli che se prima di quest’esperienza guardavo dietro ad un bancone considerando semplicemente dei “bravi baristi”,  ora vedo nella loro vera essenza  di “chimici dei cocktail”.

Preparati, hanno studiato, provato, testato e studiato ancora, e soprattutto hanno il polso della situazione: quale prodotto serve!

Nessuna goccia che attraversa le pipette è casuale, tutto fa parte di un disegno già nella loro testa, l’assaggio serve solo per correggere alcuni particolari e raggiungere l’equilibrio desiderato.

E così, tra aggiunte, assaggi e test, ecco presentare le bibite create, che verranno analizzate dai re dell’alchimia e valutate. Nessuna sarà un errore. Così come ci ha specificato Fabio Re, l’alchimista:

“Le bevande devono avere un carattere, non importa se un carattere bello o  brutto. Ma devono averlo!”

Il 2018 ci darà i risultati: per gennaio è prevista la prima campionatura insieme ai feedback a chi ci ha lavorato; per maggio ci si attende la “ricetta definitiva” del prodotto;  per settembre  il lancio commerciale e poi a ottobre la presentazione alla Fruit Logistica di Berlino.

Resto in trepidante attesa, mi sentirò gasata (e tonica!) nel sapere di aver contribuito (in qualche modo!) alla creazione di una nuova bevanda.

Grazie Lurisia per avermi “minacciata” a suon di We want your mix 😉

Nadia Toppino
Nadia Toppino
Nata a Rho, viaggiatrice e girovaga per lavoro e per passione. Ho fatto mia una definizione che mi hanno affibbiato tempo fa : "ingegnere creativo" che lega alla perfezione i miei studi alla mia vera essenza. (creativa), che è quella che metto anche nella curiosità e scoperta di nuove storie di cibo!

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