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Tommasi Cantina dell'anno2027

Tommasi è Cantina dell’Anno 2027 per il Gambero Rosso

Dalla Valpolicella a otto regioni d’Italia: il premio del quarantennale della Guida consacra la visione di quattro generazioni.

Tommasi Family Estates è Cantina dell’Anno Gambero Rosso 2027: storia, vigne e il trionfo dell’Amarone Riserva Ca’ Florian.

Un riconoscimento che arriva sulla soglia di un doppio traguardo storico: la proclamazione di Tommasi Family Estates a Cantina dell’Anno della Guida Vini d’Italia 2027 del Gambero Rosso anticipa le celebrazioni per i 125 anni dalla fondazione e i 30 anni della quarta generazione alla guida del gruppo. Dalle colline di Pedemonte alle vigne distribuite su otto regioni italiane, la storia della famiglia veronese si conferma un modello di radicamento e visione internazionale, suggellato sul palco de La Nuvola a Roma dal massimo alloro della critica enologica.

Pedemonte di Valpolicella, centoventicinque anni fa.

La storia della famiglia Tommasi comincia tra i filari veronesi, ma il premio come Cantina dell’Anno assegnato dal Gambero Rosso arriva sulla soglia di una doppia, importante ricorrenza: nel 2027 la casa veronese festeggerà infatti i 125 anni dalla fondazione e i 30 anni della quarta generazione al comando. Un riconoscimento che il gruppo accoglie a Roma, sul palco de La Nuvola, come la conferma di un percorso che ha saputo portare il marchio di famiglia dai fruttai della Valpolicella Classica a ben novecento cinphantasette ettari distribuiti su otto regioni italiane, dall’Oltrepò Pavese fino alle sciare dell’Etna. Non un’espansione societaria fine a se stessa, ma la precisa volontà di applicare la cura sartoriale di casa ai grandi terroir della Penisola.

La motivazione con cui i curatori della guida Vini d’Italia 2027 hanno accompagnato il premio ne fotografa chiaramente l’equilibrio tra radici ed esplorazione:

“Ha 125 anni di tradizione enologica questa famiglia, e la quarta generazione porta avanti l’azienda con straordinario entusiasmo. I Tommasi sono tra i migliori interpreti della Valpolicella, ma hanno avuto il coraggio e la lungimaranza di investire in ben sette regioni, nei migliori terroir italiani, dall’Oltrepò al Collio, dalla Maremma a Montalcino, dal Salento alla Basilicata fino all’Etna, creando un gruppo di rilevanza internazionale”.

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Il sigillo dei Tre Bicchieri: l’Amarone Riserva Ca’ Florian 2018

A fare da ambasciatore di questo traguardo è l’Amarone della Valpolicella Classico DOCG Riserva Ca’ Florian 2018, insignito dei Tre Bicchieri.

Nato dall’omonimo vigneto nel cuore della Valpolicella Classica, il Ca’ Florian rappresenta l’estratto della visione enologica dei Tommasi: un Amarone che cerca l’eleganza, la profondità, la trama minerale e una longevità straordinaria, distanziandosi dalle concentrazioni muscolari per puntare sulla misura e sulla finezza espressiva. In quel calice si ritrovano la selezione rigorosa di Corvina, Corvinone e Rondinella, il rispetto per l’appassimento tradizionale e la pazienza dell’affinamento nel tempo.

Nelle parole dell’Amministratore Delegato Pierangelo Tommasi, il premio diventa un passaggio di testimone corale:

“Ricevere il titolo di Cantina dell’Anno è per noi motivo di grande orgoglio e di profonda gratitudine. È un riconoscimento che non premia un singolo vino o un singolo territorio, ma un percorso costruito nel tempo, da generazioni, con il lavoro di tutta la nostra Famiglia e delle persone che ogni giorno condividono con noi questa storia. Che arrivi alla vigilia dei 125 anni dalla nostra fondazione lo rende ancora più speciale: lo dedichiamo a chi ci ha preceduto, alla nostra Valpolicella e alla quinta generazione, che guarda già al futuro”.

Tommasi: racconto dei territori d’ Italia

Oggi Tommasi Family Estates vede al comando nove membri della famiglia ed esprime numeri da grande player internazionale, con 957 ettari vitati divisi in otto regioni, una produzione che sfiora i 5 milioni di bottiglie, un fatturato di circa 35 milioni di euro e una quota export dell’85%.

Il baricentro affettivo e viticolo rimane saldamente a Pedemonte di Valpolicella, sede anche di De Buris, progetto d’alta gamma e recupero culturale incentrato sull’omonima villa secentesca e sulla produzione sartoriale di Amarone Riserva e Valpolicella Classico Superiore. Dalle colline veronesi, lo sguardo di casa Tommasi si allarga verso il Lago di Garda con la tenuta Le Fornaci, custode dell’anima sapida e minerale della Lugana.

Risalendo verso la Lombardia, l’approdo in Oltrepò Pavese ha preso la forma della Tenuta di Caseo, dove l’attenzione si concentra sull’eleganza del Pinot Nero declinato sia nei Metodo Classico sia nei rossi fermi di struttura. Il viaggio prosegue al Centro con l’asse toscano-umbro: da una parte Casisano a Montalcino, presidio dedicato al rigore del Brunello, dall’altra la solare distesa di Poggio al Tufo in Maremma, i cui confini produttivi dialogano direttamente con la zona di Orvieto in Umbria.

La spinta verso il Sud rivela la vocazione per i grandi vitigni autoctoni. Nel Salento la Masseria Surani dà voce agli alberelli di Primitivo e Negroamaro, mentre in Basilicata l’acquisizione della storica cantina Paternoster nel Vulture ha suggellato la tutela dell’Aglianico nella sua matrice vulcanica più pura. Un’esplorazione viticola che tocca le altitudini estreme della Sicilia con la tenuta Ammura sull’Etna, tra filari di Nerello Mascalese e Carricante, per poi ricongiungersi a Nord-Est attraverso la prestigiosa partnership nel Collio friulano con Marco Felluga – Russiz Superiore.

Tommasi: sostenibilità, cultura e accoglienza

L’ecosistema produttivo della famiglia si completa con l’articolata proposta di Tommasi Wine Hospitality, una rete dell’accoglienza capaci di far vivere da vicino i diversi paesaggi del gruppo a circa 10.000 visitatori l’anno. Il simbolo di questo stile ricettivo è Villa Quaranta Tommasi Wine Resort & Thermal SPA in Valpolicella, a cui si affiancano l’ospitalità rurale dell’agriturismo Poggio al Tufo in Maremma e le degustazioni guidate nelle singole tenute.

A orientare le prospettive future interviene infine un piano organico di sostenibilità, con percorsi di certificazione già avviati nei vigneti e nelle strutture di vinificazione, pensati per garantire la salute dei suoli alle generazioni di domani.

La proclamazione a Cantina dell’Anno della Guida Vini d’Italia 2027 del Gambero Rosso consacra così il percorso di una realtà d’impresa capace di far dialogare le radici veronesi con le molteplici identità dell’enologia italiana.