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Treviso: il digiuno solidale dei detenuti di Santa Bona

Digiuno Pasquale al carcere di Treviso

Treviso: il digiuno solidale dei detenuti di Santa Bona.

Nel giorno di Pasqua hanno deciso di donare i loro pasti alla Caritas Diocesana.

Dovebbe essere un rito naturale e normale per dei buoni cristiani praticanti, nel giorno di Pasqua, dove però spesso il dilagante consumismo porta a considerare la Domenica di Pasqua festa delle uova di cioccolato e delle colombe.

Quest’anno il premio generosità in questo senso spetta ai detenuti (cristiani e musulmani) della Casa Circondariale di Santa Bona a Treviso, che hanno deciso di donare i loro pasti pasquali alla Caritas Tarvisina perché li dia ai bisognosi.

Un digiuno solidale che unisce cristiani e musulmani quando le immagini che ci sommergono dai media internazionali sono di diffidenza e odio.

Questa la lettera scritta dalle Persone ristrette a Santa Bona:

“In occasione della festa di Pasqua dove si festeggia la Resurrezione, noi Detenuti della Casa Circondariale S. Bona di Treviso, sia cristiani che musulmani o di altri credi religiosi, abbiamo aderito a un digiuno per fare un’opera di solidarietà con chi ha ancor meno di noi.

Tutto il cibo che normalmente sarà distribuito il giorno di Pasqua all’interno del nostro istituto, sarà interamente donato alla Caritas Diocesana della Città di Treviso affinché provveda alla distribuzione alle persone bisognose.

Con questo gesto non cerchiamo nessuna gloria o redenzione, per noi la gratifica è la felicità interiore che questo gesto potrebbe creare in chi lo riceve, facendo emergere dentro di noi quella parte buona che tutti nascondiamo e che spesso e volentieri tendiamo a mascherare per orgoglio o per dimostrazione di appartenenza a una società che ci pilota verso il branco tralasciando il singolo.

Ci auguriamo che questa nostra iniziativa sia resa pubblica al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica verso le persone che normalmente non sono in primo piano quando la loro vita è oscurata dai muri che circondano questi Istituti di pena e che ledono le dignità umane”

Mi fa piacere condividere questa iniziativa, a livello alvorativo perchè rientra nelle “Storie di Cibo Dietro le Sbarre” e a livelo personale perchè la ritengo di grande importanza e generosità….chissà che sia lo spunto per altre iniziative del genere!

Nadia Toppino
Nadia Toppino
Nata a Rho, viaggiatrice e girovaga per lavoro e per passione. Ho fatto mia una definizione che mi hanno affibbiato tempo fa : "ingegnere creativo" che lega alla perfezione i miei studi alla mia vera essenza. (creativa), che è quella che metto anche nella curiosità e scoperta di nuove storie di cibo!

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