Andrea Rossano, ambasciatore del Roero e dei suoi tartufi. - Storie di Cibo
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Andrea Rossano, della Tartufingros, diffonde Roero e tartufi per il mondo!

Ha fortemente voluto, insieme all’associazione dei tartufai del Roero, il primo cru d’Italia del tartufo.

Il Tartufo Bianco d’Alba “Rocche del Roero” è la denominazione geografica tipica del primo cru d’Italia dedicato al Tartufo.  Nasce su iniziativa dell’Associazione Tartufai delle Rocche del Roero e ha lo scopo di promuovere il prodotto legandolo all’identità del territorio e alle sue caratteristiche uniche.

Il mare ha fatto la differenza.

Si, il mare, perché un tempo qui dove adesso sorgono le belle colline del Roero, c’era acqua salata. E le sabbie color giallo ocra che ora caratterizzano questi terreni fino al Terziario erano fondali marini.

Ora formano invece gli strati di terra di cui è costituita la spina dorsale del Roero, le cosiddette Rocche, il sistema collinare che va da Pocapaglia a Cisterna d’Asti, al cui centro si trova Vezza d’Alba.

E il tartufo Bianco d’Alba Rocche del Roero, primo cru d’Italia come si diceva, proviene proprio da queste terre ma qui non si ferma, anzi gira per il mondo e arriva sulle tavole di appassionati gourmet e di ristoranti stellati dal Giappone alla Francia.

A portarlo in giro, come un bene prezioso da mostrare al mondo intero, come una prelibatezza della propria terra a cui si tiene in modo particolare, è lui, il filosofo dei tartufi, Andrea Rossano, un personaggio di mondo che resta fedele alla sua terra, e che nel Roero vive, lavora e vuole restare.

Viaggia, lui con le sue scatole di legno pregiato dal contenuto ancor più pregiato. Gira per il mondo, consegna tartufi, organizza cene, diffonde la cultura del suo Roero.

E poi nel suo Roero ritorna.

Perché è da qui che tutto è iniziato, da quando i suoi genitori, ristoratori di Vezza d’Alba, si rifornivano dai trifolao del luogo facendo una selezione accurata sulla qualità e sulla provenienza.

“A loro devo gran parte della mia passione per questo lavoro e soipratttto per questo territorio. Alla mia tenacia e voglia di fare devo il successo di questa attività, che oggi è il miglior biglietto da visita per questo territorio”.

Non ha mai avuto aiuti, una di quelle persone che come si dice “si è fatto da solo”.

E da solo ha iniziato a girare per il mondo per diffondere la cultura del tartufo delle sue terre, e diffonderla in modo vero: un diamante da presentare come tale, con una storia che lo accompagnasse e una confezione che lo valorizzasse.

Niente cestini di vimini con la paglia, niente confezioni di polistirolo ad uso alimentare, niente di tutto ciò.

Piuttosto: una scatola in legno, preziosa, con la scritta Tartufingros – Alba – Italia è stata un’idea vincente, che ha avuto enorme successo perché ha dato valore al prodotto, e alla terra di provenienza.

In questo modo come per le bottiglie di vino, Andrea è riuscito a dare un’etichetta anche ai tartufi, rendendoli riconoscibili e conosciuti nel mondo, oltre che a valorizzarli.

Il suo scopo è proprio questo: esporre il Tuber magnatum Pico per creare il desiderio di venire nel suo territorio, ed è per questo che ancora adesso fa vedere ai suoi clienti delle foto che ritraggono i tartufi nella maniera più corretta per esporli al ristorante, come dei veri e propri diamanti.

Andrea Rossano nella sua lunga carriera ha visitato i ristoranti stellati di mezzo mondo e ha conosciuto personaggi famosi, reali, vip, artisti, politici e sportivi, oltre ovviamente a chef importanti rappresentanti della cucina internazionale.

 

Eppure non ha mai dimenticato la sua terra, e da sempre lavora per farla crescere, per migliorarla e per diffonderla nel mondo, con grandi idee e un’evidente lungimiranza.

  • Nel 2000 ha istituito il premio Tartufo dell’anno del Roero di cui sono stati protagonisti persone di spicco come Carlin Petrini, Bruno Ceretto, Alain Delon, Sergio Marchionne, Vittorio Sgarbi, Sophia Lauren e lo scorso anno, in rappresentanza del territorio del tartufo bianco, Liliana Allena, presidente dell’ente fiera.

 

  • Nel 2017 il comune di Vezza d’Alba ha inaugurato la tartufaia didattica del Roero, intitolandola ad Andrea Rossano, come più grande commerciante di tartufi della zona del Roero, Langhe, Monferrato.

E’ stata così  recuperato un’area che prima ospitava un bosco trascurato ed impenetrabile, ora destinata alla valorizzazione del Tartufo e alle piante tartufigene a disposizione per i numerosi turisti che partecipano alle fiere della zona e che vogliono conoscere il prodotto, la storia, la valorizzazione, la protezione e il luogo.

  • Sempre nel 2017 è nato il primo cru di tartufi bianchi in Italia denominato Tartufi bianchi d’Alba “Rocche del Roero”, perché come racconta lo stesso Andrea Rossano:
“In questi anni noi del Roero come associazione abbiamo capito che bisognava essere seri, garantire al prodotto la sua provenienza certa e abbiamo costituito il primo cru «Tartufo bianco d’Alba» denominazione botanica, Rocche del Roero a denominazione geografica. Un traguardo straordinario che premierà certamente in futuro”.

Il Tartufo bianco d’Alba delle Rocche del Roero è apprezzato per le caratteristiche uniche che le sabbiose colline del Roero gli conferiscono: tondo e liscio, colore ocra, profumo intenso ed elegante. 

Retroprofumo di miele, superficie regolare e compattezza della polpa rendono i tartufi del Roero i preferiti dagli intenditori.

Insomma Andrea Rossano è un vero e proprio ambasciatore della sua terra fortunata e dei suoi prodotti.

Un Roerino doc, nel cuore il tartufo delle Rocche e negli occhi questa terra di boscaglie dai ricordi marini, che svelano diamanti.

 

Su Andrea Rossano e i tartrufi delle Rocche del Roero leggi anche:

39^ Fiera del Tartufo Bianco e dei Vini del Roero

“Dalla cucina alla medicina: eccellenze da condividere”, cena benefica da Crippa.

Il tartufo bianco di gennaio e delle Rocche del Roero

 

Nadia Toppino
Nadia Toppino
Nata a Rho, viaggiatrice e girovaga per lavoro e per passione. Ho fatto mia una definizione che mi hanno affibbiato tempo fa : "ingegnere creativo" che lega alla perfezione i miei studi alla mia vera essenza. (creativa), che è quella che metto anche nella curiosità e scoperta di nuove storie di cibo!

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