Cena a 4 mani al Relais San Vigilio: una delle Cene in Fermento tra due chef bergamaschi.
Il 15 ottobre, a Bergamo Alta, ,Davide Suardi incontra Pierantonio Rocchetti di LoRo, con i vini friulani della cantina Scarbolo.
Due cucine bergamasche, due percorsi ben riconoscibili e una serata pensata per metterli in dialogo. Giovedì 15 ottobre il Ristorante La Cucina del Relais San Vigilio ospiterà Pierantonio Rocchetti, chef stellato del ristorante LoRo di Trescore Balneario, per un nuovo appuntamento di Cene in Fermento accanto allo chef di casa Davide Suardi. Un evento dedicato alla cucina d’autore, al vino e al piacere di ritrovarsi attorno a una tavola che ha qualcosa da raccontare.
L’idea non è quella di una semplice successione di portate firmate a turno, ma di un menu costruito attorno al confronto tra due identità gastronomiche. Da una parte Davide Suardi, che al Relais San Vigilio lavora sulla prossimità e sulle relazioni dirette con produttori e fornitori; dall’altra Pierantonio Rocchetti, una delle firme più solide della ristorazione bergamasca, con una cucina creativa, nitida e fondata sul gusto.
Per Suardi, la cena rappresenta soprattutto un gesto di ospitalità. Non la volontà di sovrapporre una cucina all’altra, ma il desiderio di accogliere pienamente il collega e il suo linguaggio gastronomico.
“Quando si ospita un collega non basta condividere i fornelli: bisogna saper ascoltare la sua cucina e creare le condizioni perché possa esprimersi fino in fondo”, racconta Davide Suardi. “Sono felice e orgoglioso di accogliere Pierantonio. Ho voluto seguire le sue indicazioni e il piacere della sua cucina, per costruire una serata in cui LoRo sia presente, riconoscibile e realmente ospitato. È questo, per me, il senso più autentico della condivisione: non sovrapporsi, ma mettere in relazione due identità e farle dialogare con rispetto”.
Il menu inizia con una sequenza di assaggi da aperitivo. La focaccia a doppia cottura con stracciatella, cipolle stufate e pomodori conservati apre il percorso con una nota domestica e golosa; il luccio in beccafico con maionese all’alloro e quartirolo richiama invece il lessico del lago, mentre il carpaccio di capasanta con mortadella, aringa, topinambur e spuma di kefir lavora su contrasti e consistenze. Completa il quadro la tartare di fassona piemontese con gambero gobbetto, oxalis e acqua di pomodori.
Il cuore della cena è affidato al risotto al latte di cavolfiore, con cavolfiore caramellato, aglio nero, agone di Montisola e finocchietto: un piatto che unisce una base vegetale morbida e profonda a un ingrediente fortemente identitario del territorio lacustre. Segue il salmerino alpino con le sue uova, alici marinate e brodo alle erbe. A chiudere, la freschezza della tartelletta al rabarbaro e fragole con sorbetto alla melissa e yogurt, seguita dal gelato al finocchio, liquirizia e cioccolato bianco.

In abbinamento, i vini di Scarbolo, cantina di Lauzacco nelle Grave friulane. Il Pinot Grigio macerato Salvadi 2023 accompagnerà l’aperitivo; l’Areore 2023 – da Chardonnay, Sauvignon e Tocai Friulano – sarà servito con il risotto; il Pinot Grigio Mepari 2022 con il salmerino; mentre il passito Tocai Friulano Vasca 47 2010 chiuderà il percorso insieme ai dessert. Una selezione che sposta lo sguardo verso il Friuli e aggiunge alla serata un ulteriore racconto di vignaioli e territori.

Pierantonio Rocchetti, bergamasco classe 1977 e diplomato all’Istituto Alberghiero di San Pellegrino Terme, si è formato in alcune delle più importanti cucine del territorio prima di aprire, nel 2003, LoRo insieme a Francesco Longhi. Il nome nasce dall’unione dei loro cognomi e definisce fin dall’inizio un progetto in cui cucina, sala e cantina hanno un peso equivalente. Nel rustico seicentesco di Trescore Balneario, LoRo ha conquistato la stella Michelin nella guida 2012, diventando un riferimento per una proposta elegante e concreta.
La cucina di Rocchetti parte spesso dai classici italiani, con una particolare attenzione ai sapori di mare, per rileggerli con precisione, leggerezza e creatività. Non cerca l’effetto fine a se stesso: lavora invece sull’equilibrio, sulla pulizia dei sapori e su piatti capaci di farsi ricordare senza rinunciare alla loro immediatezza. È una cifra che trova una naturale sintonia con la cucina di Suardi e con la filosofia del Relais: partire dalla materia prima, conoscerne la storia e lasciare che sia l’ingrediente a suggerire la direzione.
Ideate e fortemente volute da Gianluca Zani, F&B manager e sommelier del Relais San Vigilio, le Cene in Fermento sono diventate negli anni un progetto di relazione prima ancora che di ristorazione.

La rassegna ha già ospitato chef come Giancarlo Morelli e Stefano Masanti, la cucina vegetale dell’Osteria degli Assonica e realtà come Contrada Bricconi, costruendo ogni volta un ponte tra professionisti, produttori, vini e ospiti. Zani accompagna questo percorso con una visione precisa: raccontare il vino attraverso chi lo produce, i territori da cui nasce e la capacità di un abbinamento di prolungare il senso di un piatto.
La cena del 15 ottobre non è quindi un episodio isolato, ma una nuova pagina di un progetto destinato a proseguire con altri appuntamenti nel corso dell’anno e anche nel 2027. Perché il fermento, al Relais San Vigilio, non è mai soltanto quello del vino: è quello delle idee, delle cucine che si incontrano e delle persone che scelgono di condividere una tavola.
La cena ha un costo di 90 euro, comprensivo di coperto, acqua, degustazione vini e caffè.
Prenotazioni al numero 035 265 0987 oppure tramite il sito del Relais San Vigilio.
















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